Editoriale 25 Gen 2018

Le 5 grandi innovazioni che troveremo nel prossimo God of War

Proprio quando anche i fan più accaniti pensavano che il rinvio fosse dietro l’angolo, Sony ha stupito tutti annunciando in pompa magna l’arrivo di God of War il prossimo 20 aprile. Fin dal 2010, quando il terzo capitolo della serie uscì su PlayStation 3, appariva chiaro che c’erano dei grandi cambiamenti all’orizzonte, e di acqua sotto i ponti ne è passata talmente tanta da allora che sembra di aver fatto un balzo in avanti di decenni.

Tenendo fede al finale di God of War III, i ragazzi di Sony Santa Monica hanno deciso di tenere in vita colui che dà il nome al titolo, l’indomito Kratos, che ancora una volta sarà il punto fermo di un action/adventure crudo, esaltante e che non intende fare sconti a nessuno dei malcapitati che osano incrociare la sua strada. Ma stavolta le novità non si limiteranno ad una nuova meccanica di gioco o a delle nuove armi: si andrà molto, molto più in profondità, ed è per questo che vi proponiamo le 5 grandi innovazioni che renderanno God of War non un semplice seguito, ma l’inizio di un nuovo percorso. E non si può che partire da…

Atreus, il lato umano di Kratos: un enorme elemento di novità sarà dato da Atreus. Figlio del Dio spartano, egli entrerà di prepotenza in questo capitolo assumendo diversi ruoli, dall’alleato in battaglia ad elemento cardine della storia, com’è possibile notare fin dal primo trailer: possiamo aspettarci una sua crescita sia sotto il profilo personale che come condottiero, certi che la sua introduzione porterà a diversi colpi di scena nel corso dell’avventura;

God of War

Nuova visuale, nuovo gameplay: nell’ultimo spin-off della serie, Ascension, in alcune fasi l’inquadratura si allontanava talmente tanto dall’azione da rendere difficoltoso il riconoscimento dei personaggi. Era un modo per mostrare l’impatto grafico delle ambientazioni nella loro interezza, certo, ma anche una scelta stilistica che è stata pesantemente stravolta con una telecamera che adesso è ben piantata dietro le spalle di Kratos, e molto più vicina all’azione.

I combattimenti caotici dei sei giochi passati sono solo un ricordo, qui conterà pianificare molto meglio le proprie offensive e sferrare gli attacchi giusti al momento giusto, ingaggiando duelli che si prospettano appassionanti e più tattici rispetto a quelli cui eravamo abituati. Senza contare l’eliminazione del pulsante per saltare, una novità sorprendente che nelle intenzioni degli sviluppatori porterà i fan a concentrarsi di più sull’ambiente a loro circostante, senza perdersi in deviazioni.

Un mondo tutto da scoprire, una storia tutta da vivere: la mitologia nordica dovrà reggere il confronto con quella greca, ed il compito che i ragazzi di Santa Monica Studio si sono dati è davvero arduo. Ma dopo 6 titoli ambientati nell’Antica Grecia era giunto il momento di cambiare, e di portare una decisa ventata d’aria fresca a tutto il mondo di gioco e, naturalmente, anche alla storia. Il rapporto padre-figlio giocherà sicuramente un ruolo di spicco nelle vicende narrate, ma cosa si nasconde nelle gelide terre norrene?

Potenziamento che passione: un sistema di potenziamento, per quanto piuttosto basilare, esisteva nella saga fin dal primo capitolo. Stavolta però la quantità di armi, oggetti, armature, rune e quant’altro aumenterà esponenzialmente, e con esse le possibilità di personalizzazione dei due personaggi. Verrà dato ampio risalto alla magia, così come alle Rune che saranno indispensabili per risolvere alcuni enigmi: insomma, il loot è arrivato anche in God of War!

Nemici e alleati, sorprese all’orizzonte: diciamoci la verità, tutti ci siamo posti due domande fin da quando abbiamo visto la presentazione del gioco. La prima è “chi sarà la nuova nemesi di Kratos?”, mentre la seconda (collegata ma non uguale) è “quali altri boss affronteremo?”: anche qui, il confronto con gli Dei greci rischia di essere difficilissimo da sostenere, eppure proprio per questo apre a degli orizzonti quantomeno intriganti.