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Resident Evil compie 25 anni: curiosità assortite per festeggiare la serie

Lo sapevate?

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Venticinque anni, tanto è passato dal debutto del primo capitolo in Giappone il 22 marzo del 1996, nella spirale della sopravvivenza, a partire da quella fatidica notte nella villa nella periferia di Raccoon City. Il 2021 sembra essere l’anno degli anniversari importanti: The Legend of Zelda, Super Mario e infine anche Resident Evil, il survival horror che ha dato una forte spinta al genere permettendo lo sviluppo di saghe altrettanto memorabili – da Silent Hill a Clock Tower, da Project Zero a Dead Space.

Se è vero che ad Alone in the Dark del 1992 va il merito di aver coniato la definizione di survival horror, la saga ideata da Shinji Mikami ha permesso una maggior diffusione della stessa e chissà dove saremmo oggi se il brand non avesse mai visto la luce. Non è facile celebrare compleanni così importanti: si rischia sempre di dimenticare qualcosa, di proporre un articolo che sa di già letto o ridursi alla solita classifica dei giochi migliori, più famosi o più venduti.

Cosa fare, quindi? Ci abbiamo pensato un po’ e siamo arrivati a una soluzione che forse non vincerà il premio originalità, ma speriamo possa stuzzicare la vostra curiosità, proprio perché è di questo che stiamo parlando: per ogni capitolo della saga di Resident Evil vi sveleremo un piccolo retroscena, sia esso legato alla produzione del gioco o alla storia in sé, che presenta molte più situazioni dietro le quinte di quante potreste immaginare.

A voi il compito di scoprire gli altri, nella speranza di appassionarvi com’è successo a noi in questi lunghi venticinque anni.

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Resident Evil 0 – Il “papà” di Resident Evil 4

Lo sviluppo di Resident Evil 0 ha avuto un ruolo cruciale nella nuova direzione che il franchise ha preso con Resident Evil 4. Il creatore della serie, Shinji Mikami, ha visto quanto il team di sviluppo di Resident Evil 0 fosse annoiato e poco entusiasta di sviluppare un altro classico della serie, identico ai precedenti. Perciò Mikami decise di imporre un cambio più radicale nella realizzazione di Resident Evil 4.

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Resident Evil – Chris e Jill sapevano di zombi e Virus T prima di Villa Spencer

Come reagireste se vi dicessimo che i traumatici eventi del capitolo originale non sono stati il primo contatto di Chris Redfield e Jill Valentine con gli zombi? Sembra incredibile ma è proprio così: si tratta di eventi occorsi una manciata di ore prima della missione a Villa Spencer, eppure fanno parte del lore canonico.

Raccoon City stava già vivendo nella morsa del terrore a causa di misteriosi omicidi nella periferia della città, e nei boschi che la circondavano, le cui vittime presentavano segni di morsi e probabile cannibalismo – le prime avvisaglie di quell’orrore che la città avrebbe vissuto tra settembre e ottobre dello stesso anno.

Esiste un racconto inserito all’interno di un piccolo libro, BIO HAZARD: The True Story Behind BIO HAZARD, e venduto come materiale promozionale per il pre-order di una copia di Resident Evil per il vecchio Sega Saturn, intitolato semplicemente “The Beginning” e che si propone come prequel degli eventi: qui, Chris Redfield indaga sul ritorno di un amico, impiegato dell’Umbrella e creduto morto in un incidente, che cercherà di avvisarlo sulle macchinazioni della società farmaceutica.

Tra zombi e Virus T, lui e la partner Jill Valentine scopriranno i primi stralci di verità, esattamente poche ore prima che l’incarico a Villa Spencer li segni a vita. Non aggiungeremo altro a riguardo ma, se siete curiosi e avete dimestichezza con l’inglese, trovate la traduzione di tutta la storia a questo link.

Resident Evil 2 – Band famose e dove trovarle

La giacca di Claire Redfield, protagonista di Resident Evil 2, riporta le parole “Made in Heaven” sulla schiena. Si tratta di un riferimento diretto ai Queen e al loro quindicesimo, nonché ultimo, album chiamato per l’appunto “Made in Heaven”. Non è l’unico riferimento musicale all’interno della serie e nemmeno l’unico relativo ai Queen, che possiamo trovare anche su Chris Redfield – uguale a quello della sorella – e nel tatuaggio di Billy Cohen (Resident Evil 0) che riporta le parole “Mother Love” in un rimando all’omonima canzone dei Queen.

Resident Evil 3 – Nemesis è stato controllato tutto il tempo da Albert Wesker

Questo concetto viene lasciato da parte, o vagamente accennato, nei giochi, ma tra le potenzialità di Albert Wesker, dopo essere stato riportato in vita dal Progenitore, rientra la manipolazione a distanza di qualsiasi tipo di B.O.W. connettendo le rispettive menti. E chi abbiamo tra le creature che riesce a controllare?

Proprio lui, l’antagonista di Resident Evil 3, il Nemesis, con cui comunica imponendosi a lui come un dio e monitorandone le azioni mentre caccia gli agenti S.T.A.R.S. Si tratta di informazioni contenute nella coppia di romanzi intitolati Umbrella Chronicles (side A e side B), sfortunatamente mai tradotti ufficialmente in inglese, ma utili per avere una visione più chiara dell’universo narrativo, con informazioni che la stessa Capcom ha dichiarato essere canoniche – cosa che ad esempio non sono i diversi romanzi scritti da S. D. Perry, facenti parte di un cosiddetto Perryverse.

Vi riportiamo qui sotto un piccolo estratto tradotto in italiano per farvi capire la dinamica tra Nemesis e Wesker:

Nemesis era pronto a lasciare il laboratorio scortato dal personale dell’Umbrella. “Nemesis, ascoltami.” sussurrò gentilmente Wesker al suo orecchio. “Sono il tuo Dio e il Dio di tutto. Osservo ogni mossa che fai. Niente può sfuggire agli occhi di Dio”. Nemesis rispose con un ringhio.

Bene. Primo, devi obbedire ai miei ordini. Quella è la tua missione.” In tutta risposta, i pensieri di Nemesis si rafforzarono e furono trasmessi a Wesker. La risposta amorfa era senza il minimo dubbio un’affermazione. Wesker la vide chiaramente. Affermativo. Era ciò che il Nemesis gli stava dicendo. “Se trovi l’obiettivo, avvisami. Voglio osservarti in combattimento.” Un’altra affermazione. Wesker riaprì lentamente gli occhi e li rivolse ai monitor: l’immagine che gli rimandarono fu un ritratto dell’inferno.

Resident Evil Code: Veronica – Un omaggio alle origini della serie

Nel seminterrato della sala delle torture (dove si trova il rullo perforato), ci sono quattro statue che reggono rispettivamente una spada, un elmo, un’armatura e uno scudo: si tratta di un riferimento alle decorazioni delle quattro chiavi utilizzate nell’originale Resident Evil.

Resident Evil 4 – Non solo Devil May Cry, il gioco ha avuto diversi prototipi prima del prodotto finale

Il capitolo che ha dato un’enorme svolta alla serie è conosciuto principalmente per aver anche permesso la nascita di Dante (il cui alias Tony Redgrave sarebbe dovuto essere il nome del protagonista di Resident Evil 4) e soci con la saga di Devil May Cry. Questo prototipo è però solo uno dei tanti attraverso i quali è passato il gioco prima di diventare ciò che conosciamo oggi.

Dopo aver scartato l’idea di Dante per farne appunto un progetto a sé, c’è stata la cosiddetta Fog Version dove Leon si infiltrava nel quartier generale europeo della Umbrella, veniva infettato dal Progenitore e combatteva creature simil nebbia che potevano o meno essere creazioni della sua mente corrotta dal virus. Il gioco si sarebbe concluso con la morte di Leon proprio a opera del virus, una scelta così impopolare tra gli sviluppatori che fu uno dei motivi per cui il prototipo non venne portato avanti.

Ci fu poi una versione denominato Hooked Man, forse la più popolare poiché è ancora possibile vedere uno spaccato del gameplay, ambientato in una villa apparentemente infestata in cui Leon combatteva nemici paranormali come armature medievali (introdotte poi nel gioco finale), bambole viventi e il famoso “Hooked Man”, una sorta di spettro che brandiva una catena con gancio. Questa versione introdusse inoltre per la prima volta i QTE e la telecamera sopra la spalla nelle fasi di mira, che si alternava alla telecamera fissa classica durante l’esplorazione. Ciononostante, la sua deriva fu ritenuta troppo paranormale e il progetto scartato.

Un ultimo tentativo fu fatto reintroducendo gli zombi ma non venne considerata poiché troppo stereotipata.

Resident Evil 5 – Nel DLC Lost in Nightmares ci sono riferimenti a Resident Evil Code: Veronica

Non era facile scegliere una curiosità in merito al quinto capitolo, perché sono veramente tante: abbiamo però optato per qualcosa di un po’ più interessante in termini di lore. Tra i contenuti aggiuntivi del gioco c’è un DLC intitolato Lost in Nightmares, attraverso il quale ripercorriamo le vicende che hanno portato alla presunta morte di Jill Valentine.

Al di là dell’evidente somiglianza volta ad omaggiare il primo capitolo, c’è un particolare che ricollega i fatti a quanto accaduto in Resident Evil Code: Veronica. Stiamo parlando degli unici nemici presenti nel DLC (Wesker eslcuso), grottesche creature armate di arpione che ricordano nell’aspetto e nel modo di combattere la versione mutata di Steve Burnside.

Se ben ricordate gli avvenimenti di Rockfort Island, è confermato dallo stesso Wesker che il cadavere di Steve viene portato via per raccogliere ulteriori informazioni sul virus T-Veronica: la presenza di mostri così simili in Lost in Nightmares non fa pensare solo a un cameo quanto al fatto che siano state fatte ulteriori sperimentazioni su questa stringa virale.

Resident Evil 6 – Corri e spara!

Il sesto capitolo, lo sappiamo, non ha proprio un posto speciale nel cuore dei giocatori. Questo a dispetto del numero incredibilmente positivo di vendite. Tra le tante curiosità che si possono trovare a riguardo, ce n’è uno piuttosto singolare: sebbene si pensi che Resident Evil 6 abbia sdoganato la possibilità di camminare e sparare al contempo, è in realtà il secondo gioco a permetterlo. Il primo a introdurre questa combinazione è stato Resident Evil Outbreak File #2, pubblicato ben otto anni prima (2004).

Resident Evil 7: Biohazard – Erano proprio sotto il tuo naso

Resident Evil 7: Biohazard è forse il capitolo con più riferimenti alla saga ed è comprensibile, essendo per ora l’ultimo pubblicato. Il materiale a cui attingere andando indietro nel tempo certo non manca, non tutti i riferimenti sono così evidenti come potreste pensare.

Per esempio, all’ingresso di casa Baker potete trovare appeso un dipinto dei monti Arklay, datato diversi anni prima l’incidente a Villa Spencer nel 1998; nel corso del gioco troverete inoltre un articolo di giornale in merito alle persone scomparse in Lousiana scritto da Alyssa Ashcroft, la giornalista protagonista (assieme ad altri) di Resident Evil Outbreak e una fra i testimoni fondamentali per la caduta dell’Umbrella – questo piccolo easter egg concorre anche a canonizzare del tutto il personaggio, sopravvissuto alla tragedia di Raccoon City.

Ancora, nel salotto dei Baker all’inizio del gioco, dopo che vi sarete liberati, potete trovare un libro intitolato “The Unveiled Abyss” scritto da Clive O’ Brian: si tratta del direttore del BSAA ai tempi del disastro di Terragrigia, raccontato in Resident Evil: Revelations, e superiore di Jill Valentine e Chris Redfield nella missione successiva a quella tragedia. Il nome del romanzo è chiaramente un riferimento agli eventi che hanno visto coinvolto il virus T-Abyss.

Questi sono soltanto alcuni dei segreti nascosti in tutto il gioco. Siete riusciti a trovarli tutti?

Resident Evil: Revelations – Non solo Villa Spencer

Un file chiamato “Storia della Queen Zenobia” può essere raccolto nella stanza del capitano nell’episodio 3-2. Spiega che il design in stile anni ’30 della Queen Zenobia è “basato sui progetti lasciati da George Trevor prima della sua scomparsa“. Come i fan della serie sapranno, George Trevor è l’architetto di Villa Spencer, imprigionato da lui stesso una volta terminata la costruzione poiché aveva scoperto le sperimentazioni della Umbrella: riuscì a fuggire ma morì di stenti dopo essersi smarrito nella villa. Sua moglie e sua figlia vennero sottoposte a sperimentazioni, la prima morì mentre la ragazzina divenne la B.O.W. nota come Lisa Trevor.

Resident Evil: Revelations 2 – Alex Wesker, nuova (ma non troppo) antagonista

Alex Wesker, sorella di progetto di Albert Wesker e dodicesimo Wesker Children, è l’antagonista principale del gioco ed è la prima volta che viene mostrata. Non è tuttavia la prima volta ad essere introdotta: il suo nome si trova infatti in alcuni file nel DLC di Resident Evil 5 “Lost in Nightmares”, facendo intuire che Capcom avesse già in mente qualcosa in merito al suo ruolo nell’universo narrativo e in quella che si rivelerà la caduta di Spencer. Non a caso il gioco cooperativo Resident Evil: Resistance la colloca a Raccoon City durante la tragedia.

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Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console.

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