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News 09 Lug 2024

The First Descendant, tutto quello che c’è da sapere sul looter shooter gratuito – Speciale

Il gioco ideale per quest'estate?

Lo scorso 30 giugno ha fatto il suo debutto ufficiale The First Descendant, looter shooter in terza persona sviluppato da Nexon, azienda con base in Corea del Sud, fondata nell’ormai lontanissimo 1996 e attivissima in ambito mobile, publishing e nella realizzazione di conversioni.

Il titolo è disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series, Xbox One e PC via Steam e potete scaricarlo gratuitamente dai rispettivi shop online (ve li abbiamo linkati uno ad uno poco sopra per vostra comodità).

Più nello specifico è uno sparatutto in terza persona in cui impersonerete un Discendente, da cui il titolo del gioco, invischiato in una complessa e difficile guerra per la sopravvivenza del genere umano. In un futuro non troppo precisato, difatti, la nostra specie è costretta a vedersela con ben due civiltà aliene tutt’altro che amichevoli. Ormai ridotti ad un manipolo di guerrieri mal armati, i sopravvissuti hanno trovato la forza per mandare avanti lo scontro attingendo alla tecnologia e ai miglioramenti fisici garantiti dagli Antenati, popolo antichissimo di cui si era persa qualsiasi traccia e di cui sono state ritrovate antiche rovine.

Tra gli NPC presenti, Bunny è sicuramente quello meglio caratterizzato di tutti

The First Descendant, esattamente come Destiny, che poco velatamente rappresenta il metro di paragone utilizzato dalla software house coreana, è sostanzialmente un titolo multiplayer online, ma dotato di una struttura narrativa che potrà essere giocata e goduta anche in solitaria.

Fino a quattro utenti potranno prendere parte alle missioni, sia tramite matchmaking, sia pescando casualmente dalla rete altri partecipanti che potranno aggregarsi in qualsiasi istante. Ogni partita, tuttavia, può essere affrontata anche con una sessione privata. Ciò significa che potrà essere giocata con i propri amici senza alcuna intromissione o, addirittura, in totale solitudine, con tutti i rischi che questa scelta comporta.

Esattamente come in altri titoli simili, del resto, esiste una hub centrale in cui poter chiacchierare con altri giocatori e NPC, fare acquisti e accettare nuove missioni. L’ultimo baluardo in difesa di Ingris, il territorio in cui si difendono gli umani, sarà il principale teatro in cui la trama si svilupperà. Sarà in queste fasi che il personaggio che controllerete entrerà in contatto con un’I.A. degli Antenati, pronta a guidarlo verso il ritrovamento di altri artefatti decisivi per le sorti della guerra.

Naturalmente viene data molta importanza all’outfit dei personaggi

Sempre da questo scenario, potrete poi teletrasportarvi nelle diverse aree operative in cui avranno luogo le battaglie vere e proprie. Inizialmente potrete esplorare solo un’area ma, proseguendo nella trama, queste diventeranno sempre di più, ampliando anche la possibilità di farming e di recupero di materiale prezioso utile per l’ottenimento di loot e ricompense.

Sul campo di battaglia, a ben vedere, si possono facilmente distinguere gli incarichi principali, da quelli secondari. I primi mandano avanti la trama e sono per lo più missioni di maggior durata, spesso ambientate in location esclusive e generalmente dal design più intricato e ricercato. Le sub-quest invece, si avvieranno direttamente nell’open map di riferimento e sarete coinvolti nell’eliminazione di un certo numero di nemici, nella difesa di avamposti, nella distruzione di specifici target. Nulla di particolarmente originale, ma comunque funzionale.

Sì, perché The First Descendant sembra il classico gioco senza troppe pretese, comunque in grado di divertire. Non ha la complessità del level design di Destiny, né la profondità delle meccaniche ruolistiche ostentate dalla produzione Bungie, eppure vanta un gunplay tremendamente divertente.

Con gli amici giusti potrete dare vita a battaglie piuttosto divertenti

Esattamente come nel citato gioco di Bungie, ci saranno tutta una serie di oggetti d’equipaggiamento che determineranno la forza del vostro Discendente. Icone e numeri rendono il tutto piuttosto chiaro anche a chi ha poca voglia e tempo di analizzare ogni singola statistica, ma va da sé che per creare una build degna di questo nome dovrete considerare una lunga serie di parametri che determinano punti vita, scudo, tempi di cooldown e così via del vostro personaggio.

Reattori e componenti esterni, in sostanza determinano alcune caratteristiche del personaggio, ma le incognite da considerare sono molte di più. Tanto per cominciare, combattendo entrerete in possesso dei Moduli. Si tratta, anche in questo caso, di bonus che tuttavia andranno applicati su una griglia con dei limiti ben specifici. Non basterà insomma montare i Moduli migliori, ma dovrete anche tenere conto dello spazio che occupano.

Questi specifici bonus tornano, con lo stesso meccanismo, anche per ogni singola arma. Anche in questo caso l’accostamento a Destiny è inevitabile. Potrete equipaggiare fino a tre bocche di fuoco. Pistole, mitragliatrici, lanciarazzi, fucili da cecchino, le tipologie di armi sono tantissime. Oltre ai Moduli e a specifiche ben precise, a distinguerle ci penseranno la qualità delle munizioni con cui si ricaricano. Va da sé che vi converrà avere con voi armi che utilizzano caricatori dalla differente varietà, così da evitare di rimanere a secco con tutto l’arsenale in un solo colpo.

Serve un po’ di adattamento per orientarsi al meglio con la hud di gioco

Come dicevamo, tuttavia, il meglio The First Descendant lo offre non appena si apre il fuoco. Anche in questo caso, tutto è abbastanza derivativo, con ben cinque abilità speciali attivabili al costo di un determinato cooldown, ognuna delle quali legata alla classe di riferimento del personaggio. Potrete, per esempio, lanciare granate esplosive o altre ghiacciate a seconda della scelta effettuata all’inizio. Non bisogna poi dimenticare il rampino, che dona al gioco un’insospettabile verticalità, non così sfruttata dal level design a dire il vero, e rende lo spostamento quanto mai dinamico.

In questo senso gli sviluppatori si sono mossi benissimo, rendendo brevissimi i tempi di ricarica delle abilità e consegnando nelle mani dell’utente un sistema di mira snello e immediato. Colpire i nemici è facilissimo ed eliminarne più di uno con una singola scarica di mitra è praticamente la norma. Laddove Destiny opta per nemici spesso molto corazzati e difficili da abbattere, la produzione coreana, almeno in questa fase, si è mossa nella direzione opposta, con battaglie estremamente movimentate e di breve durata.

Certo, è disponibile un livello di difficoltà ulteriore che rende gli avversari lievemente più resistenti, ma il gioco preferisce mettere alle strette l’utente con la quantità, invece che con nemici in grado di incassare grandi quantità di colpi.

The First Descendant, insomma, è un titolo piuttosto adrenalinico e veloce nella progressione, per quanto indubbiamente derivativo e per nulla originale.

Ovviamente progredendo nell’avventura potrete anche personalizzare le abilità speciali del personaggio

Naturalmente non mancano occasioni per mettere mani al portafogli, visto che tra battle pass e skin personalizzate per personaggio e armi, chi vuole ottenere il loot più esclusivo avrà di che spendere. Va tuttavia sottolineato come, almeno in questo esordio, il gioco sia ampiamente affrontabile anche senza utilizzare le armi in vendita. Quelle che otterrete sul campo di battaglia bastano e avanzano per superare qualsiasi ostacolo.

Un’ultima nota la merita il comparto grafico. Chi è dotato di una buona scheda grafica potrà attivare una lunga serie di effetti, DLSS compreso, che rendono il titolo gradevolissimo anche alla vista. Sebbene sul fronte artistico il tutto sappia ampiamente di già visto e la maggior parte degli scenari non presenti chissà quale linea d’orizzonte, in termini prettamente tecnici e prestazionali c’è poco di cui lamentarsi. Anche per quanto concerne netcode e stabilità generale, in questi primi giorni di gioco, non abbiamo riscontrato alcuna problematica.

Difficile prevedere il futuro di questo gioco al momento. Potrebbe essere l’ennesimo free-to-play che già tra qualche mese inizierà a perdere progressivamente utenti, oppure potrebbe rivelarsi un serio concorrente di Destiny. Al netto di una quasi totale mancanza di originalità, la qualità globale non manca e, almeno per il momento, le microtransazioni non sono così impattanti nell’economia del tutto.

Una cosa è certa: di sicuro torneremo a parlarvi ancora di questo interessante progetto.