Nioh 2: Il Primo Samurai (DLC) – Recensione

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La chiusura del cerchio della vita e della morte

Nioh 2
Nioh 2: Il Primo Samurai (DLC) – Recensione

Nioh 2 permette di padroneggiare le letali tecniche dei samurai impersonando un misterioso guerriero per metà uomo e per metà soprannaturale Yokai. L'esplorazione nel sanguinario Giappone del periodo Sengoku può avere inizio.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:

Siamo giunti alla fine del lungo viaggio di Hide, alla scoperta dei segreti di Sohayamaru. Il terzo e ultimo DLC di Nioh 2, Il Primo Samurai, ci porta ancora più indietro nel tempo rispetto a Il Discepolo del Tengu e Oscurità nella Capitale, in quell’ottavo secolo dove il concetto di samurai nemmeno esisteva – da qui infatti il nome del DLC.

Come ormai avrete capito, Team Ninja si ispira ad alcuni personaggi o vicende storiche per raccontare la sua, mai troppo incisiva, storia ed è anche questo il caso: si mette da parte la veridicità per chiudere il cerchio di vicende iniziate quasi un anno fa, in attesa che la recensione della Nioh Collection su PS5 metta il punto alla fine di questa breve, intensa saga.

Permettendoci una piccola digressione, troviamo giusto che Nioh si chiuda con il secondo capitolo più i suoi contenuti aggiuntivi, perché Team Ninja ha dato un grande contributo nella sua accezione di soulslike, dal quale come ben sappiamo ha preso ispirazione, e si era arrivati a un punto in cui innovarlo ancora non sarebbe possibile senza sprofondare nel “more of the same” (in cui comunque a volte inciampa): sapere quando fermarsi e mettere un punto è ammirevole, in un mercato che spesso tende a spremere le proprie IP fino a far perdere loro valore.

Detto questo, vediamo da vicino come di fatto si è deciso di concludere le avventure di Hide e salutare gli appassionati della serie.

Iniziamo come sempre dal punto più dolente in generale ma in modo particolare per questo DLC: Il Primo Samurai soffre nella qualità della scrittura, complice questa volta anche una durata davvero limitata che lo porta per direttissima in fondo alla classifica se paragonato agli altri due, la cui longevità non era comunque memorabile.

Va ricordato che i veterani di Nioh non cercano la storia, o meglio hanno capito di non doverla pretendere fin dal capitolo originale, perciò di per sé è un difetto di cui ormai siamo a conoscenza e che non ci sorprende poi molto: ciononostante, è un peccato vedere del potenziale sprecato così anche a fronte del dark fantasy di cui si ammanta la serie.

Quattro, massimo cinque, ore sono sufficienti a completare le due missioni principali e le secondarie che fanno da contorno, sperimentando, lo diciamo senza dubbio, le boss fight più impegnative dell’intero pacchetto; al punto da chiedersi se non siano un filo sbilanciate, come ci è capitato di assistere in altre occasioni. La soddisfazione di emergere vittoriosi ripaga della fatica compiuta e lascia nel complesso soddisfatti dell’esperienza, che ben chiude il suo cerchio pur essendo un po’ sporca.

Il Primo Samurai soffre nella qualità della scrittura, un difetto ormai noto nella serie

Chiunque abbia dimestichezza con Nioh, ha mandato a memoria due regole auree: non si deve approcciare il gioco come fosse un Dark Souls, data la natura molto più tecnica e raffinata del sistema di combattimento combinata a uno studio massiccio delle build se si vuole sopravvivere, e il fatto che a ogni DLC corrisponda un incremento sensibile della difficoltà.

Entrambe queste condizioni vengono soddisfatte ancora una volta grazie all’introduzione de Il sogno del Nioh, nuovo NG+ che spingerà i giocatori più navigati oltre i loro limiti con un’impennata vertiginosa del livello di sfida, dove l’attenta costruzione della build è obbligatoria se si vuole avere qualche possibilità.

A questo proposito, Team Ninja ha voluto aggiungere un nuovo contenuto slegato dal Sogno del Nioh ma al contempo legato a esso: stiamo parlando dell’Oltretomba, che sulla falsa riga dell’Abisso nel capitolo originale offre ore e ore in più di gioco grazie agli oltre cento livelli di difficoltà crescente che lo compongono, all’interno dei quali si recuperano materiali per la build, appunto, oppure la crescita in sé del personaggio – altro aspetto da non sottovalutare.

Un vero e proprio inferno in terra, dove la progressione viene benedetta dai Kodama (in contrasto con le vecchie maledizioni). Inoltre, l’Oltretomba ha permesso agli sviluppatori di aggiungere nuove abilità per le armi, sacrificando tuttavia l’introduzione di una completamente nuova a differenza dei DLC precedenti. Considerato l’arsenale corposo del gioco, non è una mancanza imperdonabile ma non possiamo negare di averla percepita, abituati com’eravamo a testare nuovi moveset di volta in volta.

Il Primo Samurai aumenta sensibilmente le ore di gioco grazie all’Oltretomba

Nel complesso, l’Oltretomba è il contenuto migliore del pacchetto assieme ai nuovi Yokai, come sempre molto ispirati e vari tanto nel comportamento sul campo quanto nel design. Non siamo invece stati convinti dal level design, che pur non avendo mai davvero spiccato è comunque stato in grado ogni volta di regalarci qualche scorcio da ricordare, qualcosa per cui esplorare a fondo le sue mappe.

Nel caso de Il Primo Samurai ci è sembrato un lavoro molto al risparmio, basato semplicemente su un paio di villaggi e un bosco che dal nostro punto di vista non riescono a raggiungere la sufficienza. Tolto questo, il DLC adempie tutto sommato bene al suo compito e chiude il lungo viaggio di Hide in modo soddisfacente.

Conclusioni

Il Primo Samurai porta degnamente a conclusione la storia di Nioh 2, fatta di una narrazione che non ha mai voluto elevarsi al di sopra della media ma con la quale gli appassionati sono scesi a patti. Il fulcro del gioco, e in sé della serie sviluppata da Team Ninja, risiede nel sistema di combattimento e nel peso delle build sull’intero gameplay, entrambi aspetti che sia l’Oltretomba sia il nuovo livello di difficoltà rispettano.

Sempre uguale a se stesso eppure capace di offrire una stratificazione sempre maggiore, Nioh 2 è un gioco che non fa sconti tanto nell’approccio all’offerta – un prendere o lasciare senza mezzi termini – quanto nei contenuti, spesso ripetitivi e tuttavia valorizzati da una struttura pensata per stuzzicare i veterani che mirano alla perfezione. Il Primo Samurai pecca di sicuro in alcuni aspetti, però riesce a bilanciare con altri, rendendo questo l’ultimo vero contenuto inedito prima di affondare i denti nella Nioh Collection per PS5.

Good

  • La giusta chiusura del cerchio
  • Nuovo NG+ con Il Sogno del Nioh
  • L'Oltretomba vi intratterrà per tante ore

Bad

  • Il level design non brilla in modo particolare
  • Come sempre, la narrazione non è il suo forte
  • Un po' di delusione per la mancanza di una nuova arma
7.8

Niente male

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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