08 Nov 2022

Bayonetta 3 – Recensione

Bayonetta 3, già disponibile sullo shop online di GameStop, inizia in modo estremamente familiare, in una New York apparentemente normalissima. La nostra Cerezita cammina per strada con la sua busta piena di pane, appena sfornato dal forno della città. Ad attenderla c’è Enzo, nella sua nuova macchina fiammante, comprata col sudore del lavoro e tanti sacrifici. I piedi di Bayonetta appoggiati sul cruscotto, con il solito tacco che non passa inosservato, poi un lecca lecca in bocca. Una scena che fa l’occhiolino ai fan di vecchia data della Strega di Umbra, e al primo indimenticabile capitolo.

Un omaggio, se vogliamo, a chi questo terzo capitolo l’ha reso possibile, grazie alla passione e all’amore per l’esuberante protagonista femminile creata da Platinum Games. Ma Bayonetta 3, proprio come il secondo capitolo, non sarebbe mai divenuto realtà senza il supporto di Nintendo, che ha fiutato il potenziale e ha dato la sua benedizione monetaria per realizzare altri capitoli della serie. Nonostante l’amore sconfinato della community per Bayonetta, il primo capitolo non ebbe particolare successo. Lo stesso Hideki Kamiya si è dichiarato “eternamente grato” verso Nintendo per l’opportunità data a Platinum Games di continuare il progetto.

Ed eccoci qua, a giocare Bayonetta 3 sulle nostre Nintendo Switch, diversi anni dopo il suo annuncio nel 2017, e dopo quel secondo capitolo arrivato su Wii U con grande sorpresa.

Siamo a New York, e anche questa volta la nostra Bayonetta è un po’ diversa dal solito. Una nuova acconciatura, ma il solito spirito intraprendente e dominante. Presupposti familiari, che danno la sensazione di ritrovare una vecchia amica dopo anni, un po’ diversa ma alla fine, nemmeno così tanto. Quello che non ci si aspetta però è un’invasione aliena a New York, nonostante anni di cinema americano ci abbiano insegnato che la Grande Mela non è mai il posto giusto dove pagare l’affitto. Un’invasione in grande stile, ad opera di una misteriosa entità chiamata Singularity. Così ha inizio un folle viaggio nel multiverso di Platinum Games, che con un semplice escamotage narrativo decide di dare sfogo a tutta la follia repressa negli ultimi 5 anni di sviluppo.

Ci ritroviamo così a combattere su una nave da crociera allo sbaraglio, cavalcando uno tsunami gigantesco mentre il buon Rodin, qui reinventatosi fattorino delle pizze, ci supporta con il suo furgoncino vista oceano. Un concentrato di follia che non trova mai reale fine, nell’arco dei 14 capitoli che compongono l’avventura principale. Bayonetta 3 è follia pura, supportato da pretesti narrativi piuttosto labili ma perfettamente in linea con il tono della serie. Quella del multiverso è solo una scusa per mettere in scena ambientazioni differenti, diverse Bayonetta e in generale alcune delle situazioni più esaltanti e divertenti mai viste in un videogioco action. Bayonetta 3 è divertente, e nelle fasi finali, persino emozionante. Una chiusura sicuramente inusuale per la Strega di Umbra, che potrebbe non convincere tutti.

Bayonetta 3 è un action incredibile

Ma soprattutto, cerca sempre di mettere in scena qualcosa di unico ed esaltante ad ogni capitolo, giocando con la sua struttura e i capisaldi del genere. Scordatevi lo stylish action del passato, fatto di ambientazioni lineari alternate ad arene piene di nemici. Bayonetta 3 sceglie di dare al giocatore delle ambientazioni aperte, liberamente esplorabili anche al di fuori degli scontri presenti. La sensazione è di avere tra le mani un adventure, con diversi collezionabili da prendere e sfide segrete da completare. C’è anche qualche enigma, alle volte, con un level design insospettabilmente curato e che sfrutta tutti gli elementi di gameplay dati al giocatore.

E’ divertente, ma soprattutto nuovo. Platinum Games è riuscita a rinvigorire un genere che lei stessa ha creato. Se questo è vero per la sua struttura di gioco, lo è anche per il combat system, a metà strada tra le idee del passato e nuove implementazioni. Bayonetta 3 è uno stylish action, questo è chiaro, ma è dannatamente divertente e mai tecnico in modi ottusi o estremi. Gli attacchi a nostra disposizione sono tre: abbiamo i pugni, i calci e l’attacco dalla distanza. Ognuno di essi cambia a seconda dell’arma utilizzata. Il focus stavolta è su giganteschi demoni, asserviti a Bayonetta e utilizzabili in combattimento sia sotto forma di arma che di evocazione. Proprio per questo, ogni arma ha un suo stile peculiare, con set di mosse acquistabili spendendo i punti ottenuti durante gli scontri.

Più si gioca bene, cercando di ambire al Platino Puro, il punteggio più alto ottenibile dopo uno scontro, più si avranno punti da investire. Le mosse sono sostanzialmente sempre le stesse per ogni arma, ma il modo in cui potrete unire gli attacchi di ognuna in combo è estremamente profondo e stratificato. Anche il solo fatto di avere equipaggiate due armi differenti, vi permetterà di cambiarla durante una combo per creare combinazioni estremamente efficaci e divertenti.

Lo stesso vale per i demoni, equipaggiabili fino a 3 e liberamente intercambiabili durante gli scontri. Se da un lato evocarne uno lascerà Bayonetta vulnerabile, dall’altro la vostra potenza sarà piuttosto importante, soprattutto negli scontri con i boss. Non si tratta comunque di un elemento che rende automaticamente facile uno scontro, visto che farlo consumerà la barra dello spirito, e i nemici più grossi hanno contrattacchi in grado di mettere KO un vostro demone per qualche minuto.

Bayonetta 3 paga lo scotto di avere un comparto tecnico (e artistico) davvero altalenante

La loro presenza rende gli scontri estremamente vari e spettacolari. I demoni entreranno a far parte delle vostre combo come vere e proprie finisher, o per distruggere le barriere di alcuni nemici. Oppure per sfruttare gli attacchi torturanti, ora legati ai demoni e alla percentuale di stun inflitta al nemico. Conoscere il moveset delle proprie armi, sfruttare in modo efficace i demoni e le loro mosse, insieme ad un corretto utilizzo del Sabbat temporale, la schivata perfetta per rallentare il tempo, è fondamentale per poter godere al meglio dell’esperienza di Bayonetta 3.

Non c’è storia, approcciare il titolo come i precedenti capitoli è un errore, nonostante i molteplici e naturali punti di contatto. In questo senso le opzioni concesse dal battle system sono davvero molteplici, grazie ad una quantità di demoni e armi davvero sorprendente. Capitolo dopo capitolo, l’arsenale a nostra disposizione sarà sempre più nutrito, ma soprattutto mai uguale a sé stesso. Ogni demone avrà infatti un suo moveset e delle peculiarità.

Gomorrah è lento ma estremamente potente, mentre Madama Butterfly è rapida ed è perfetta per mettere a segno combo contro nemici più reattivi. Ma ci saranno ragni, torri demoniache, treni infernali e chi più ne ha più ne metta. La varietà è una delle qualità migliori di Bayonetta 3, sia nei contenuti che nelle sezioni di gioco e nei set piece messi in piedi da Platinum Games.

Soprattutto, Bayonetta 3 straborda di contenuti, e non solo legati all’esplorazione delle sue ambientazioni. Oltre a vestire i panni di Cereza, infatti, giocheremo come la giovane Viola e, addirittura, come Jeanne, storica “spalla” della strega di Umbra. Viola avrà dei capitoli a lei dedicati che, seppur più brevi, portano con sé un gameplay unico. Avremo infatti a disposizione un solo demone, Cheshire, e la sua katana demoniaca. Giocare Viola significa quasi disimparare l’utilizzo di Bayonetta, con il sabbat temporale affidato alla parata e non più alla schivata.

Una bella variazione, anche nel moveset a sua disposizione, che costringe ad approcciare i nemici in modo diverso. A Jeanne saranno invece dedicati piccoli livelli extra, con grafica bidimensionale, e un gameplay decisamente differente. Un po’ stealth alla Metal Gear, un po’ action, questi livelli offrono un piacevole diversivo rispetto alla storia principale, ma risultano spesso poco leggibili e non propriamente divertenti. Sicuramente il contenuto meno riuscito dell’esperienza, fortunatamente limitato ad una manciata di livelli.

Bayonetta 3 è ricco di contenuti, segreti, sfide e obbiettivi peculiari da sbloccare ad ogni capitolo, ma è anche dannatamente rigiocabile per natura. Un titolo estremamente divertente, forse l’apice raggiunto dal genere di appartenenza. Ma è anche limitato dalla sua componente tecnologica, decisamente altalenante e purtroppo figlio della console su cui gira. Semplicemente, il carrozzone esplosivo messo in piedi da Platinum Games a volte proprio non ce la fa a girare al meglio, e nonostante i miracolosi (ma mai costanti) 60fps, spesso l’azione risente di certi limiti.

Ciò che avviene a schermo non è sempre leggibile, con la qualità dell’immagine che risulta a volte pastosa, sfocata e con un livello di dettaglio basso. Nonostante l’ambiziosa e roboante azione creata da Platinum Games sia eccezionale, Bayonetta 3 non lo è per niente a livello di esecuzione tecnica.



Conclusioni

Bayonetta 3 è un action incredibile, se non il migliore sulla piazza. Il gameplay integra perfettamente i nuovi elementi di gioco legati ai demoni, dando vita ad uno stylish action esplosivo e dalle numerose opzioni. Pur essendo tecnico e impegnativo, non lo è mai al punto di diventare frustrante, ma anzi riesce a trovare un equilibrio perfetto tra sfida e divertimento.

Il feeling pad alla mano è esaltante, con un numero impressionante di armi e demoni, ognuno con stili di gioco profondamente diversi, con moltissime opportunità di combo, grazie anche allo switch di armi equipaggiate. I fondamenti restano gli stessi dei precedenti capitoli, ma l’introduzione di Viola cambia un po’ le carte in tavola.

Bayonetta 3 è vario e originale, riuscendo anche a svecchiare una struttura di gioco propria del genere da fin troppo tempo. Le zone di gioco sono ampie e con un level design convincente, che spinge all’esplorazione alla ricerca di sfide, collezionabili e obbiettivi opzionali. Un action sensazionale, il migliore non solo su Nintendo Switch, che paga però lo scotto di avere un comparto tecnico (e artistico) davvero altalenante.

Bayonetta 3 è acquistabile online e in negozio da GameStop!