News 06 Ago 2015

NBA 2K16 – Anteprima gamescom 2015

Colonia – Se la serie di NBA 2K ha vinto così tanti premi in cos’ pochi anni, forse un motivo ci sarà. E ammettiamolo, non è nemmeno così difficile immaginarlo: l’enfant prodige di 2K, riuscito praticamente da subito a sbaragliare una concorrenza con parecchie primavere di esperienza (e primato assoluto) sul groppo, rappresenta forse il non plus ultra della simulazione cestistica disponibile per console, forte di una grafica sensazionale, un set di modalità da far accapponare la pelle e, ultima ma non certo meno importante, una giocabilità profonda e dannatamente accattivante, di cui ogni amante del basket difficilmente riuscirebbe a stancarsi. Capirete dunque perché, alla notizia che NBA 2K15 ha venduto la bellezza di 7 milioni di copie, quasi non davamo troppa importanza.

In occasione di gamescom 2015 abbiamo potuto dare un primo sguardo a NBA 2K16, nuovo anello di questo franchise dal successo planetario in arrivo per PS4 e Xbox One dal prossimo 29 settembre. Una dimostrazione, purtroppo, un po’ più breve delle nostre aspettative – e, per la disperazione di chi vi scrive, rigorosamente hands-off, ma che ci ha permesso di apprendere alcune caratteristiche interessanti della creatura di 2K Sports.

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Partiamo dalle informazioni di servizio. NBA 2K16 sarà il primo capitolo del franchise ad apparire sul mercato in un’edizione “standard” con tre differenti superstars di copertina: il mitico Stephen Curry, James Harder e Anthony Davis. A queste, ovviamente identiche in tutto e per tutto, si aggiunge un’edizione Special particolarmente golosa, sulla cui copertina dorata campeggia il leggendario Micheal Jordan. Questa versione speciale contiene una valanga di contenuti extra aggiuntivi, tra cui spiccano le jersey ufficiali ed altri abiti digitali rigorosamente appartenenti a MJ. Autentica gioia per gli amanti del basket e, soprattutto, dell’NBA.


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La presentazione di oggi ha posto l’enfasi non tanto sul gameplay del titolo, su cui pochissimo è stato ancora svelato – informazioni in arrivo già dalla prossima settimana, quanto piuttosto su tutti gli elementi di contorno che arricchiscono questa ricca produzione. Si parte dalla musica, tradizionalmente uno degli aspetti più curati dell’IP e, proprio per questo, affidata quest’anno alle mani sapienti di tre dj di caratura internazionale: DJ Khalòed, DJ Mustard e DJ Premiere. La soundtrack vanta oltre 50 pezzi inediti (di cui tre creati appositamente dai suddetti dj) e, a quanto detto, rappresenta la miglior colonna sonora mai creata per un videogioco sportivo.

nba 2k16 (2)

La bomba delle bombe, tuttavia, coincide con l’arrivo di Spike Lee all’interno del fanchise. Il leggendario regista americano, creatore di film memorabili quali (guarda caso) He got Game, ha curato in prima persona la sceneggiatura della modalità MyCareer, che si fregia per l’occasione di un altisonante featuring Livin’ Da Dream. Se già nell’edizione passata questa modalità rappresentava senza dubbio l’offerta più interessante e profonda all’interno dell’intero panorama dei titoli sportivi, vi lasciamo immaginare cosa può essere ora, sotto le mani di un regista sensazionale – nonché amante folle del basket – con decenni e decenni di esperienza.

Sul fronte modalità non sono state rilasciate informazioni dettagliate, se non la riconferma delle modalità storiche quali MyTeam, la risposta cestistica di 2K alla FUT di FIFA, MyLeague (per affrontare una o più stagioni con la propria squadra) e MyGM (il “manager mode” dalle tinte RPG, che insegna quanto può essere difficile gestire una squadra di superstar del basket). Torna anche la 2KTV, il frenetico show televisivo inserito nel gioco vero e proprio apparso per la prima volta lo scorso anno. Se siete alla ricerca di suggerimenti di gioco dagli stessi sviluppatori, di informazioni e curiosità sulla stagione NBA e, udite udite, di contenuti aggiuntivi e codici scaricabili, 2KTV rappresenta una riconferma tutto tranne che secondaria.

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Prima di accomiatarci, siamo riusciti ad estorcere comunque un paio di novità riguardanti NBA 2K16: sarà possibile effettuare una scansione del proprio volto all’interno della modalità MyPlayer, da “incollare” sul modello del nostro giocatore. I risultati, stando a quanto mostrato dai video, ci sono sembrati quasi sorprendenti – anche se ora è un po’ presto per trarre delle conclusioni. La personalizzazione della modalità MyPlayer è incredibile, e permette di customizzare volti, nomi, arene, divise e loghi delle squadre in campo. L’editor in game ci è sembrato potente ed estremamente versatile, fattore che rende la personalizzazione più accessibile anche a quei giocatori meno avvezzi alla content creation. Oltre ad aggiornare il parco animazioni con migliaia di nuove sequenze (derivate da intense sezioni di motion capture), 2K Games ha ottimizzato la propria infrastruttura di rete introducendo il Pro AM, un sistema di matchmaking istantaneo che permette di dare vita ad incontri 5 contro 5, anche con regole personalizzate, nell’arco di una manciata di secondi. Non che il net code di NBA 2K15 avesse bisogno di migliorie così significative: ma a ben vedere, dovesse rivelarsi davvero così efficace, la Pro AM rischia di essere una di quelle feature nuovamente capaci di fare la differenza.

 Il basket, senza rivali.

Fattore Soul

Lo ammettiamo, da fedelissimi dell’NBA e del franchise di casa 2K oggi avremmo voluto vedere qualcosina di più in termini di gameplay (o magari provarlo pure, ma ok, non esageriamo). Anche perché ammettiamolo, visti i livelli incredibili raggiunti lo scorso anno da NBA 2K15, stiamo morendo dalla curiosità di sapere dove la nuova declinazione di una della serie sportive più amate del pianeta possa spingersi. Di sicuro, l’offerta “al contorno” di NBA 2K16 è fuori da ogni schema: una colonna sonora d’autore e ambiziosa, che rischia quasi di essere messa in ombra dalla figura di Spike Lee. Da cui, inutile dirlo, ci si aspetta una modalità MyCareer da far impallidire persino Hollywood. Nell’attesa di maggiori novità da parte di 2K, prima su tutte la lista delle 12 squadre leggendarie disponibili, per oggi dovremo accontentarci di questo. Ma se la storia insegna davvero qualcosa, da qui alle prossime settimane avremo di che stupirci.


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