PES 2020
16 Set 2019

eFootball PES 2020 – Recensione | Il nuovo re?

La mia curiosità di provare eFootball PES 2020 è nata all’annuncio del gioco e si è intensificata alla notizia riguardante l’esclusività per la Juventus. Non che mi tocchi nel profondo, essendo interista, ma ho capito istantaneamente che c’era qualcosa di nuovo e insolito nei piani di Konami, soprattutto per un territorio così “fifaro” come quello del tricolore.

Aspettative e orecchie subito alte, tanto che mi sono promesso (con successo) di non toccare nemmeno la demo per aspettare il prodotto finale e tuffarmici in toto, senza la marea di informazioni che avrei potuto portare nel bagaglio.

Può essere anche questo il motivo per cui la prima parola che ho detto nell’iniziare un match singolo sia stata “whoa”. Non mi aspettavo di trovare una realizzazione grafica così imponente e un cambio di approccio della telecamera in direzione più televisiva.

Prima di tutto però, il gioco va avviato. eFootball PES 2020 presenta un menu cambiato radicalmente rispetto a quello del capitolo precedente. Non che io disprezzi le tiles in stile Windows/Xbox, ma ho apprezzato il minimalismo e la pulizia della schermata. Facile da intuire e interattiva quanto basta, mi ha spinto subito a giocare una partita contro il computer per testare le novità del gameplay.

PES 2020

A dirla tutta, dopo il menu principale si cela la solita struttura di PES, ma va assolutamente bene così. È infatti quando si entra nello stadio che si comincia a vedere la grande bellezza. Giocato su PS4 Pro con un monitor 4K in HDR, eFootball PES 2020 è davvero incredibile, quasi fotorealistico. Questa sensazione è accentuata anche dalla visuale Stadio, scelta come predefinita dal gioco per simulare l’inquadratura classica per le televisioni.

Tutto bellissimo per me, ma c’è qualcuno che non ha gradito particolarmente. È la mia PS4 Pro, che ho sperato non diventasse un drone per la velocità con cui le ventole giravano dopo pochi secondi dal calcio d’inizio. Non sto nemmeno minimizzando, non l’ho mai sentita così rumorosa.

Con un po’ di fantasia si può confondere col tifo del pubblico. In alternativa è meglio tenersi alla larga per non essere colti da istinti roboticidi.

pes 2020

Tornando alla telecamera, l’ho apprezzata parecchio. Non sono mai stato fan di quella laterale, adottata poi per mia evidente minoranza nei confronti di amici e colleghi.  Trovarla quindi come standard su eFootball PES 2020 è gratificante. Ha una sola falla, che spero possa essere corretta con una patch: a volte è indecisa su cosa seguire effettivamente, soprattutto nelle ripartenze e quando la palla è palesemente contesa tra le due squadre.

Sono bastati pochi passaggi per capire invece quanto mi piace eFootball PES 2020. Il suo gameplay classico, lento e riflessivo, è affinato ancora di più dall’introduzione del first touch e del nuovo dribbling. Sono due funzioni che si mostrano nel modo più evidente possibile: fallendo miseramente passaggi e dribbling.

In sintesi, ogni passaggio deve essere calibrato tenendo conto non solo del giocatore che lo effettua, ma anche di quello che lo riceve. L’abilità di tocco e gestione del pallone cambia sì in base alla tecnica dei giocatori coinvolti, ma anche alla durata della pressione sul tasto e alla direzione imposta da chi tiene il controller in mano.

pes 2020

Non è detto insomma che la palla finisca esattamente dove si pensa di mandarla. Fin qui nulla di eclatante, se non fosse per il fatto che la palla, com’è solito per PES, gode di una fisica tutta sua e non è quindi attratta dai piedi dei giocatori. Rimpalli, deviazioni ed errori portano dunque a situazioni di stallo in cui è chi tiene in mano il controller a dover andare in panic mode e capire chi controllare per riacquistare il possesso della palla.

Da giocatore più vicino a FIFA come abitudine e infanzia, è senza dubbio un approccio diverso e migliore in tema di difficoltà, dinamismo e quantità di situazioni diverse da affrontare. È piacevole nella spiacevolezza di ritrovarsi spiazzato dopo un passaggio errato.

La trama di gioco, a prescindere che sia di successo o costellata di errori, è di una fluidità incredibile anche grazie alle animazioni dei giocatori. Sembra quasi che eFootball PES 2020 sappia leggere nella mia mente quando si tratta di anticipare conclusioni e giocate. C’è sempre e comunque la libertà di agire come si vuole.  L’eventuale preparazione automatica a un tiro può essere sostituita da una finta per tentare una giocata diversa. Il gioco non decide, non si pone sopra l’arbitrio: si limita a consigliare, sempre in modo ottimale.

PES 2020

Le novità relative al gameplay sono riassunte in un video trovabile nella home principale, dove Iniesta spiega come la sua collaborazione abbia portato a dribbling più pericolosi e precisi per chi sa affrontare situazioni simili.

eFootball PES 2020 illustra perfettamente come entrare in questa meccanica per impararne i trucchi, che sembrano addirittura semplici a vederli. Spoiler alert, non lo sono, ma una volta compresi sono devastanti.

Questo capitolo fa del gioco lento e ragionato il suo stemma. L’avversario va studiato con calma per capire quando e dove colpirlo. Non è solo questione di trick e giochetti vari, strategia comunque possibile, ma decisamente meno gratificante rispetto alla costruzione di una rete di passaggi ben piazzati.

PES 2020

Sono rimasto estasiato dalla giocabilità, che richiama quella classica di PES e si discosta nettamente da quella di FIFA. Come al solito, il concetto non è quale sia la migliore tra le due, bensì quale si avvicini di più alle preferenze di chi cerca azione calcistica virtuale.

Ciò non toglie però che, mai come quest’anno, un giocatore di FIFA deve assolutamente provare almeno la demo di eFootball PES 2020, anche solo per tuffarsi in qualcosa di diverso. È un ottimo modo per esplorare quei campi in cui FIFA scricchiola ormai da anni, ovvero un comparto a giocatore singolo lasciato in disparte per favorire Ultimate Team, autentica macchina stampa-soldi. Fatelo, non vi costa niente.

Se non lo fate, infatti, gli arbitri di eFootball PES 2020 verranno a trovarvi a casa e non sarà piacevole. La loro tendenza a fischiare spesso e cattivamente, con tanto di cartellini, non sembrava così evidente al lancio del gioco, eppure dopo la patch mi sembra che siano tornati a bastonare violentemente. Immaginate il suono di Metal Gear quando un nemico scopre la vostra posizione. Probabilmente è ciò che succede nella mente degli arbitri di eFootball PES 2020 quando tentate una scivolata. Del resto, sempre di Konami si parla.

Parlando di modalità, eFootball PES 2020 cerca ancora più spazio in ambito multiplayer con myClub. Nata per essere affiancata a FIFA Ultimate Team, la versione di Konami è senza dubbio di pari entità dal punto di vista funzionale, anche se non riesce ad avere quel plus per diventare leader. Perlomeno, grazie alla possibilità di giocare sia online che offline e soprattutto in co-op, resta secondo me la modalità extra-singleplayer più piacevole per via di come una squadra vada costruita dall’inizio alla fine. Si parte avendo forse un giocatore stellare, per poi migliorare grazie al lavoro degli scout e della fortuna. Si può eventualmente entrare nel circolo vizioso delle microtransazioni, ma solo se si è impazienti. Quando si gioca online, però, al momento non si è esenti da problemi. In tutte le partite effettuate ho avuto almeno un paio di volte qualche problema di lag nonostante le barrette della connessione fossero stabili sul 3. La mia linea internet non è imputabile, del resto faccio abitualmente live-streaming in condizioni ben più stressanti.

Il suo gameplay lento e ragionato, unito a una grafica davvero impressionante su PS4 Pro, mi ha conquistato fin dall’inizio

Più interessante è il concetto di Match Day, che divide i giocatori online in due fazioni portando chi gioca ad accumulare punti per la propria. Ognuno può dare il suo aiuto nella continua lotta in classifica, ma solo quelli che si distinguono possono poi accedere alla fase finale e dare un contributo reale per la causa.

Tornando invece sul pianeta single player, c’è infine la modalità Diventa un Mito, che viene erroneamente accostata a Il Viaggio di FIFA, nonostante abbia poco in comune. È vero che ci siano cutscene a seguire il cammino di un singolo giocatore, ma il grosso di questa modalità sta nel far crescere un giocatore creato da zero e tracciare la sua strada nel mondo del calcio, anche partecipando a eventi o muovendosi cambiando squadra.

Non si può poi non parlare della Master League, rinnovata in eFootball PES 2020. L’aspetto più evidente è quello dei filmati di intermezzo che compariranno nei momenti salienti, in alcuni casi interattivi ed incisivi (come quando ad esempio la società discuterà con voi gli obiettivi stagionali e potrete sceglierli di comune accordo). La maggior parte di questi filmati diventeranno ripetitivi dopo poco, ma in qualche modo contribuiranno a rendere l’esperienza più coinvolgente. Di strada fare in tal senso ce n’è, ma è comunque un buon inizio.

A questo si collega la selezione dell’allenatore, che si potrà scegliere tra alcuni campioni del passato come Maradona, Cruyff, Gullit, Roberto Carlos e via dicendo: niente più editor quindi, ma in compenso il risultato generale a livello visivo sarà migliore.

Tolte le aggiunte “estetiche”, qualcosina è stato fatto anche in termini gestionali. Innanzitutto non si potrà più scegliere una modalità semplificata in cui la passerete liscia anche in caso di risultati disastrosi; le uniche scelte che potrete fare in fase di impostazione riguarderanno la quantità di budget e la frequenza/facilità dei trasferimenti. In termini di trattative, rispetto allo scorso anno la novità sostanziale è la mancanza della percentuale di successo, cosa che le rende più difficili da interpretare/portarle a termine. Infine per chi ama fare la Master League ma ancor di più il calciomercato, c’è la possibilità di giocare le partite in modalità allenatore, in maniera più rapida quindi, preoccupandosi solo di mettere i giocatori giusti in campo e vedere come va a finire.

Nessuno stravolgimento, un’interfaccia più chiara e completa e qualche gradita novità quindi per una modalità che resta affascinante così com’è e continuerà a tenere incollati allo schermo i suoi fan.

eFootball PES 2020 è il gioco calcistico che va assolutamente preso

Tutto questo è seguito ancora una volta dalla voce di Fabio Caressa, ancora una volta ritrovato in eFootball PES 2020. Non ho avuto quel senso di ripetitività avvertito nel capitolo precedente. Di sicuro diverse frasi sono state riprese e va bene così, ma ci sono anche nuove linee di dialogo col commentatore tecnico e reazioni alle trame del gioco. Soprattutto ho notato una certa fluidità nella parlata e poche indecisioni sui cambi repentini di tono, ad esempio quando un’azione apparentemente innocua si trasforma in un tiro contro la traversa. Bene anche la colonna sonora, piacevole da ascoltare tra i menu senza diventare ridondante. I giochi sportivi raramente sbagliano da questo punto di vista.

Per quel che riguarda l’accuratezza delle rose, nulla da dire, tutti gli ultimi trasferimenti sono presenti e settimanalmente le formazioni vengono aggiornate.

Ma c’è poco da dire, quest’anno PES il grande passo lo ha fatto in termini di licenze: Juventus in esclusiva, Serie A TIM (anche se al momento il Brescia non è presente ufficialmente ma si chiama Brutie), diversi campionati esteri minori, ma soprattutto gli europei UEFA Euro 2020, che saranno disponibili dalla prossima estate, gratuitamente. Certo, la Premier League e la Liga non hanno le licenze (anche se almeno quest’anno le singole squadre hanno nomi più simili alle controparti reali), manca del tutto la Bundes Liga, e la Serie B ha nomi surreali; ma non dimentichiamo che c’è la possibilità di modificare qualsiasi squadra e campionato, ovviando a qualsiasi mancanza.

Conclusioni

Ho rotto la promessa chi mi ero fatto precedentemente, provando la demo di FIFA per avere subito un confronto con eFootball PES 2020. Mi sono bastati pochi minuti per capire che quest’anno la bilancia pende dalla parte del competitor giapponese. Ovviamente va sempre tenuto presente il contesto, ma di questo parlerò quando entrambi i giochi saranno al tempo stesso sul mercato.

Oltretutto, con grande sorpresa, Konami si è conquistata una grande fetta potenziale di utenti stringendo una partnership esclusiva con la squadra più importante del nostro Paese, la Juventus. È sempre facile modificare le squadre in PES, ma non lo è in FIFA. A.k.a., quest’anno i fan di Electronic Arts si terranno a stretto contatto il Piemonte Calcio. eFootball PES 2020, in Italia, vince dunque anche la battaglia delle licenze, un trofeo che da tempo restava nelle mani canadesi. A questo aggiungiamo gli europei UEFA Euro 2020, che saranno disponibili con un DLC gratuito il prossimo anno.

Ora come ora, eFootball PES 2020 è il gioco calcistico che va assolutamente preso in mano e dato in pasto alla propria console. Il suo gameplay lento e ragionato, unito a una grafica davvero impressionante su PS4 Pro, mi ha conquistato fin dall’inizio. Possiamo dirlo, il re è tornato.