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Dark Souls II – Corona del Vecchio Re di Ferro – Parte 2 – Recensione

Dark Souls II – Corona del Vecchio Re di Ferro – Parte 2 – Recensione

Il primo DLC di Dark Souls II ci ha portato nelle buie profondità di Shulva, la Città Santuario, fatta di strapiombi, discese vorticose e stracolma di nuovi e devastanti avversari. Con il nuovo contenuto scaricabile, Corona del Vecchio Re di Ferro, From Software ci porta sulla Torre Nebbiosa, caratterizzata anch’essa da una verticalità da vertigine, salti “precari” da compiere per proseguire e nuove trovate con le quali sfruttare l’ambiente circostante, una costante ormai con queste espansioni che, in maniera estremamente organica ed appagante, uniscono pezzi al complesso puzzle (termine scelto non a caso) partorito dalla fervida immaginazione di uno dei team più  sadici e rispettati del panorama nipponico. Com’è lecito sospettare, il viaggio ha inizio proprio nel Forte Ferreo, nell’apparentemente inutile stanza scovata dopo aver ucciso il possente Vecchio Re di Ferro, ma nonostante il fuoco c’entri eccome, verrete accolti, un po’ a sorpresa, da un vento freddo e da una mastodontica torre in rovina e resa pallida da una coltre di neve, con catene così spaventosamente grandi da essere utilizzate come veri e ponti.

Dopo il buio di Shulva, sarà dura tornare sotto il "sole cocente" della Torre Nebbiosa...

Dopo il buio di Shulva, sarà dura tornare sotto il “sole cocente” della Torre Nebbiosa…

Dopo averci fatto perdere qualche diottria con gli oscuri anfratti di Shulva, From Software sembra aver ceduto la scena al bianco candore della neve e al tepore del sole, ma solo per instillare un’illusoria “calma prima della tempesta” prima di gettarci nuovamente in tetri meandri e labirintiche strutture piene di ascensori, strani meccanismi ed ingranaggi, una tecnologia quasi “moderna” per l’universo del titolo base, scelta forse per far sentire ancor più spaesato l’ignaro giocatore, divorato da scalinate prive di luce e da bocche di fuoco in ogni dove. Quest’ultime però non saranno dei semplici orpelli estetici: tra temibili scheletri armati di doppia ascia (o di enormi spadoni), dalla bassa difesa ma dall’elevato attacco, e bastardissime streghe pronte a teletrasportarsi alle vostre spalle, noterete sin da subito una peculiare ed inerme (cosa strana per un gioco del genere) tipologia di nemico, dei non-morti che trasportano dei barili apparentemente innocui, intimoriti dalla vostra presenza e facilmente indirizzabili verso una direzione a vostro piacimento. Peccato che al contatto con una sola scintilla… serve dire altro?

La loro attitudine da kamikaze non va però vista come un mero aiuto da parte del team, bensì come l’ennesima trovata per farvi spremere le meningi, e per giustificare la pedissequa tendenza degli avversari di attaccare in gruppo. Raramente avrete il tempo di tirare il fiato con un bel 1Vs1: gli imponenti scheletri armati (dei nanetti in confronto a dei pantagruelici cavalieri che vi ritroverete davanti) sbucheranno dal terreno e dalle mura senza troppi convenevoli, magari mentre degli spiriti dal respawn, in alcuni frangenti, instantaneo, vi lanceranno dei titanici giavellotti… per non parlare dei numerosi red phantom, dei quali la Torre Nebbiosa pullula, letteralmente.

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Segnate questa data: questi nemici non solo non vi massacreranno a prima vista, ma rischiano persino di farvi un favore!

Il grado di sfida insomma, state tranquilli, resta ancora una volta elevato: niente ammorbidimenti, nessuna facile via di uscita, e le poche e criptiche modifiche al gameplay (sottoforma dei pilastri del primo DLC, o dei non-morti “kamikaze” di quest’ultimo) vengono comunque ripagate con l’asticella della difficoltà che tende sempre più verso l’alto, a suon di folti gruppi di nemici sempre pronti a chiudervi in un angolo e a riempirvi di cazzotti come uno Steven Seagal dei tempi d’oro, o di boss proibitivi come da tradizione, da affrontare con nuove armi ed armature introdotte proprio da questo contenuto scaricabile. Torneranno poi quelle strutture dei livelli tanto care agli amanti del primo capitolo, arzigogolate, labirintiche e piene di leve da tirare, con pochi falò ma posizionati in maniera estremamente intelligente, utili a spezzare una linearità generale che, almeno nelle prime battute, potrebbe far storcere qualche naso. Una vera e propria estremizzazione di quanto di buono era stato fatto con il  precedente DLC, forse per ribadire che l’adattarsi a delle scelte commerciali ormai tristemente comuni e spesso di dubbio gusto può comunque portare ad un prodotto godibile e privo di compromessi.

Un assaggio delle profondità della Torre Nebbiosa

Un assaggio delle profondità della Torre Nebbiosa

L’epopea incentrata sulla ricerca di queste misteriose e potenti corone è ufficialmente a metà, e sinora il viaggio proposto da From Software ci sta piacendo davvero molto, tra location sempre più intricate e curate, nuovi nemici che, se non stravolgono quanto già ci è stato offerto dal team, offrono comunque un livello di sfida appagante e sempre elevato, e un’atmosfera che da sola vale il prezzo del biglietto. Tra un mese il cerchio verrà chiuso: verrà confermata la, per ora, indiscutibile qualità di questa “trilogia” o il team più amato/odiato del Giappone fallirà proprio all’ultimo?


Traduttore e blogger freelance, adora (s)parlare di videogiochi e musica spaccatimpani tutto il dì. Quando può suona, gioca e legge, di tutto, anche le etichette degli shampoo. Terrore dei recensori e abbassatore di voti seriale, ha brillantemente sostituito le fatture ai suoi amati boss di Dark Souls, respingendo con caparbia ossessione e gioco di scudi qualsiasi backstab della vita sociale.

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