Sword Art Online: Alicization Lycoris – Recensione

Sword Art Online: Alicization Lycoris – Recensione
Sword Art Online: Alicization Lycoris – Recensione

Sword Art Online: Alicization Lycoris vi trasporterà nell'incredibile mondo virtuale di "Underworld", ambientato nell'arco narrativo di Alicization. Entrate in un mondo piegato al volere dell'Amministratrice e, nei panni di Kirito, ponete fine al suo crudele dominio.

Data di Uscita:Genere:Sviluppatore:, Editore:Versione Testata:

Sword Art Online continua il suo ormai fisso appuntamento con videogiochi tie-in grazie a Sword Art Online: Alicization Lycoris, l’ultimo capitolo JRPG basato sulla stagione tuttora in corso dell’anime: a differenza dei precedenti, infatti, in questo caso vengono seguiti i primi ventiquattro episodi e una volta arrivati al punto in cui la serie ha avuto una battuta d’arresto, la storia devia prendendo una direzione completamente nuova.

Ancora una volta nei panni di Kirito, ci immergeremo dunque nel mondo di “Underworld”, faremo la conoscenza di Eugeo e Alice con i quali combatteremo il dominio della crudele Amministratrice, andando lentamente a svelare cosa si cela dietro l’apparente gloriosa patina di questo universo artificiale tanto complesso da rendere i suoi abitanti indistinguibili dagli esseri umani.

Se siete appassionati dei videogiochi basati sui rispettivi anime sapete cosa aspettarvi, nel bene e nel male: un’esperienza nella media, che nel suo seguire in modo più o meno pedissequo il materiale originale non spicca mai davvero il volo, limitandosi a un gioco che solo i fan potranno apprezzare per via del forte legame con l’anime.

Nel caso specifico, purtroppo, Sword Art Online: Alicitazion Lycoris fa persino un passo indietro rispetto a quanto siamo stati abituati, portando su schermo un’avventura dai tratti più visual novel che RPG, con lunghissime sequenze di dialogo intervallate da brevi missioni all’interno di macro aree che in poco tempo esauriscono quanto hanno da offrire. Non è certo una novità che i giochi di ruolo giapponesi tendano a essere molto verbosi, né noi ci aspettavamo diversamente, ma qui il carico è molto spesso eccessivo, con ore spese più a leggere e guardare che a entrare nel vivo di un’azione non troppo emozionante.

Come accennato, il gioco è diviso in due parti: la prima segue fedelmente quanto accade nell’anime, sebbene scenda a compromessi sulle scene più cruente (una in particolare) in un tentativo di censura che tuttavia risulta soltanto grottesco e ridicolo. A dispetto del lavoro svolto anche e soprattutto dal punto di vista grafico nei filmati veri e propri, che richiama molto l’animazione originale ma in un misto di cel-shading e 3D, il gioco non riesce ad avere lo stesso impatto dell’anime risultando a tratti annacquato e meno soddisfacente. Una sensazione amplificata dalla seconda parte, inedita ma più fragile e priva dello stesso mordente.

Sword Art Online: Alicitazion Lycoris è un passo indietro rispetto alla media

Per quanto riguarda invece l’azione in sé, Sword Art Online: Alicitazion Lycoris offre tutto quello che ci si può aspettare oggigiorno da un JRPG: tanto grinding, missioni secondarie, pesca, interazione con i PNG al fine di aumentare la familiarità con loro (al punto da sfociare in una sorta di romance vera e propria), personalizzazione di Kirito, crafting… Un pacchetto insomma familiare, che tuttavia scivola ben presto nella spirale della ripetitività a causa di incarichi sempre uguali tra loro – cacciare mostri o recuperare oggetti – e di un gameplay generale che scimmiotta quello dei MMORPG, con tanto di lista amici da poter invitare, non riuscendo a definire bene cosa questo gioco voglia essere.

A pesare è anche un sistema di combattimento di stampo action che, pur offrendo una discreta profondità in termini di struttura e invitando alla sperimentazione per trovare la giusta alchimia tra i membri della squadra, alla lunga diventa noioso e a tratti sbilanciato, soprattutto per l’incredibile resistenza di alcuni nemici che, pari livello a noi, sembrano impossibili da buttare giù a patto di non fare sempre la stessa cosa: ovvero spezzare la loro guardia, buttarli e terra, incapacitandoli per breve tempo, e iniziare poi a gonfiarli come zampogne finché si rimettono in piedi, pronti a farci ripetere la giostra dall’inizio. Ci sono inoltre alcuni boss, o sequenze di boss, che avrebbero bisogno di un’aggiustata sempre per lo stesso motivo.

La continua ripetitività che inficia il flusso di gioco, con le succitate missioni e ben poco altro con cui fare i conti, porta il necessario farming a essere un peso e non invoglia all’esplorazione di un mondo che ha ben poco da offrire. I completisti più accaniti potrebbero spendere anche un centinaio di ore per portare a termine tutto, chi invece vuole soltanto godersi la trama e uscire occasionalmente dai binari per cerare materiali o aumentare di livello impiegherà una trentina di ore a vedere i titoli di coda. Molte delle quali, l’abbiamo già scritto, passate con il pad in grembo a leggere dialoghi non sempre così accattivanti e vedere sequenze video – che potete benissimo saltare ma in questo caso non capirete nulla di quello che state facendo.

Sword Art Online: Alicitazion Lycoris è minato da diversi problemi tecnici

Il problema più grave di Sword Art Online: Alicitazion Lycoris risiede però in una serie di problemi tecnici non indifferenti, primo fra tutti un frame rate instabile che soprattutto nei combattimenti potrebbe fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Se durante l’esplorazione potete decidere di giocare in prima persona, scelta che va un po’ a vantaggio del frame rate, durante gli scontri è obbligatorio tornare alla terza con tutte le difficoltà che comporta, ai quali si aggiungono l’input lag e la consueta telecamera che è il nemico principale di questo genere di giochi.

Da notare anche qualche pop-up di troppo nel caricamento degli scenari, caricamenti frequenti (date le aree grandi ma non troppo) e lunghi, e un contrasto non troppo piacevole che si viene a creare tra i personaggi impreziositi da un ottimo cel shading e l’ambientazione tendente invece al realismo. È evidente che manca quel genere di rifiniture tipiche delle fasi finali dello sviluppo, che sappiamo essere state ostacolate dall’emergenza Covid e per le quali arriverà una patch, resta il fatto che al momento il gioco ci si presenta abbastanza sporco. Non salverebbe in toto un’esperienza comunque poco accattivante ma senza dubbio la renderebbe più godibile.

Conclusioni

Sword Art Online: Alicitazion Lycoris è un gioco che non riesce a emergere dalla mediocrità in cui spesso cadono le produzioni tie-in. A dispetto del materiale originale, seguito con evidente fedeltà nonostante l’inspiegabile censura che lo coglie in un punto specifico, l’intera struttura sfocia troppo nella ripetitività affossando quelle che sarebbero potute essere buone idee ma non fanno nemmeno in tempo ad affiorare.

Il comparto grafico è senza dubbio riuscito, mentre quello tecnico soffre di evidenti problemi per i quali ci aspettiamo la futura patch già confermata da Bandai Namco. La seconda parte della storia non brilla quanto la precedente, sommandosi a una serie di inciampi e imperfezioni che portano il gioco a poter interessare davvero soltanto gli appassionati dell’anime. Ed è un peccato perché Underworld sarebbe potuto essere un mondo con tanto potenziale, soprattutto a saper sfruttare la libertà dovuta a una seconda metà inedita e non legata agli obblighi di trama.

Sword Art Online: Alicitazion Lycoris è disponibile per PS4 e Xbox One qui.

Good

  • Atmosfera fedele al materiale originale
  • I personaggi del party si amalgamano bene...

Bad

  • ... ma il combattimento è noioso e ripetitivo
  • Sembra più una visual novel che un gioco di ruolo
  • Problemi tecnici di sorta, soprattutto cali di frame rate
  • La parte originale della storia non cattura come la prima
6

Discreto

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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