Paper Mario: Color Splash – Anteprima

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Paper Mario: Color Splash
Paper Mario: Color Splash – Anteprima

Paper Mario: Color Splash riprende in mano il concetto della "colorazione spregiudicata" per portare allegria in una nuova dimensione parallela. Paper Mario continua la sua evoluzione, allontanandosi dal gioco originale uscito all'inizio degli anni 2000 e spingendosi sempre di più nella grafica futuristica.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Si è tenuto martedì lo showcase post E3 di Nintendo. Un’occasione per provare alcuni dei titoli più attesi, come The Legend of Zelda: Breath of the Wild, e informarsi su altri. Paper Mario: Color Splash tra questi. Nata nel 2001 su Nintendo 64, questa fortunata serie RPG conta finora quattro titoli. Paper Mario, che ha saputo sintetizzare le meccaniche tipiche del genere e al contempo darne una lettura più fresca sia dal punto di vista grafico sia di gameplay; Paper Mario: The Thousand-Years Door (GameCube, 2004); Super Paper Mario (Wii, 2007); Paper Mario: Sticker Star (3DS, 2012), che comincia a discostarsi largamente dall’idea di gioco di ruolo, riducendo gli elementi e aprendo una strada che il nuovo titolo sta seguendo. Paper Mario: Color Splash viene infatti classificato come un gioco di azione-avventura. Riprendendo il gameplay del suo precedessore, offre la possibilità di selezionare i livelli da un hub centrale e affrontare le battaglie a turni grazie all’uso di carte raccolte durante l’esplorazione, od ottenute sconfiggendo i nemici.

Una delle grandi novità è il sistema di pittura: l’Isola Prisma è stata privata dei suoi colori e solamente Mario può risolvere la situazione, armandosi di un fido Martellobaleno per ridistribuire i colori e scoprire chi si nasconde dietro questo mistero. Come possiamo poi vedere dagli screenshot, se in precedenza il mondo di gioco era caratterizzato dalla presenza di elementi poligonali, in Paper Mario: Color Splash tutto è costituito da differenti tipi di carta (la vela della barca di un Toad, ad esempio, è carta da cucina). Gli artisti di Intelligent System hanno impreziosito l’interfaccia con una serie di minuziosi accorgimenti che rendono l’esperienza ancora più ricca e realistica nella sua bidimensionalità: dalle orecchiette agli angoli dei fogli che compongono l’ambientazione fino alla velocità di assorbimento del colore da parte della carta, ogni particolare è mirato a impreziosire ulteriormente un’avventura colorata ed esilarante. Accompagnati da una mascotte parlante a forma di secchio, un tempo tridimensionale, il nostro obiettivo in ogni livello è raccogliere delle stelle particolari chiamate Paint Stars, che grazie a una dispensazione di colore maggiore del nostro martello ci permetteranno di sbloccare nuove aree e proseguire nella storia.

Pochi giochi al giorno d’oggi fanno davvero ridere e Paper Mario: Color Splash è senza dubbio fra questi

Paper-Mario-BattleCome accennato, la componente RPG è stata molto limata e per differenziare il titolo da un’altra serie in corso quale Mario & Luigi, è stata presa la decisione di concentrarsi su altri elementi che non potessero ricollegarsi al gioco di ruolo, ovvero puzzle e humor. Tanto dal punto di vista dei testi, la cui lettura è caldamente raccomandata, quanto di alcune animazioni è evidente come Paper Mario: Color Splash sia intenzionato a strappare ben più di una risata: espressioni come “All us Toads are TOADALLY PUMPED!” o il triste gioco di parole del boss “Morton/Lesston”, basato sul proprio nome, sono all’ordine del giorno. La risoluzione di rompicapi ambientali è invece il core della progressione esplorativa, poiché sarà ricolorando lo scenario che Mario potrà interagirvi e completare i vari obiettivi, siano essi legati alla storia oppure al collezionamento di carte e/o monete; ogni uso del colore consumerà la quantità massima disponibile nella cartucciera ma potremo riempirla andando a martellare specifici elementi nell’ambiente.

Passando al sistema di combattimento, anche la questione delle carte, sebbene risulti facile associarla agli adesivi usati in Paper Mario: Sticker Star, rappresenta una novità: avremo la possibilità di portarne con noi ben 99 e fra queste dovremo scegliere quali giocare durante la lotta approntando una strategia inizialmente basata sull’uso di due sole carte per turno, numero che aumenterà procedendo nella storia. Le carte nel nostro mazzo sono in bianco e nero e così possono essere giocate, ma il loro effetto sarà minore rispetto alla versione colorata: colorandole sprecheremo parte della nostra cartucciera in base alla potenza della carta stessa – un salto, per dire, richiederà meno colore di un salto triplo – e qui viene coinvolto il fattore strategia, perché giocando a caso e male ci troveremo a secco prima di poter dire Toad. Giocare la carta non basta tuttavia a garantirci il successo dell’azione. Servirà da parte nostra anche il giusto tempismo perché la mossa in questione sia efficace al massimo; al termine del combattimento è possibile guadagnare dei martelli di cartone che aumenteranno la riserva massima della cartucciera. Questo, assieme all’incremento dei Punti Vita, è l’elemento che ci offre un senso di progressione del personaggio, mantenendo un sottile legame col genere RPG che ha caratterizzato i primi titoli della serie.

Nonstante il mondo di Paper Mario: Color Splash sia fatto di carta, gli sviluppatori hanno voluto inserire una piccola componente 3D. Durante l’esplorazione si potrà incappare in alcuni oggetti palesemente stonati all’interno dell’ambientazione: interagendovi, spesso per obbligo, questi saranno privati della loro tridimensionalità per diventare carte speciali da utilizzare in combattimento, la cui attivazione porterà ad animazioni che mescolano bi e tridimensionale per un risultato esilarante. Memorabile la presenza del maneki neko, che in guizzo di autoironia porta con sé tutti i maggiori stereotipi giapponesi. Un ultimo dettaglio su cui la presentazione si è focalizzata è stato la funzione di ritaglio, che permette di estrarre aree dagli ambienti per arrivare a zone altrimenti interdette. Tutto è lecito per riportare colore!

Nonostante le critiche mosse a suo tempo a Paper Mario: Sticker Star, gli sviluppatori si sono mostrati ben decisi a proseguire sulla stessa linea con Paper Mario: Color Splash. Basteranno le novità introdotte e la promessa di una storia più importante che nel predecessore a rabbonire i fan meno accaniti, ancora legati agli elementi RPG dei primi titoli? Il gioco sembra valerne davvero la pena ma dobbiamo lasciare ogni certezza per la data d’uscita su Wii U, il 7 ottobre 2016. Rimanete con noi per futuri aggiornamenti!


 

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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