22 Apr 2021

NieR Replicant ver.1.22474487139 – Recensione

NieR Replicant ver.1.22474487139 arriva circa 10 anni dopo l’originale, in una sorta di celebrazione silenziosa di un 2010 ormai distante e dai ricordi offuscati. Lo fa soprattutto grazie all’inaspettato successo di NieR Automata, del 2017, che ha travolto il mercato come una tempesta. Ricco di personaggi iconici e di una narrazione complessa e unica, quella bizzarra collaborazione tra Yoko Taro e Square Enix ha segnato l’inizio di un nuovo corso per questa serie di culto. Dieci anni fa NieR era un po’ diverso: non tutti lo accolsero con lo stesso clamore e calore di Automata, anzi.

Molti lo bistrattarono e non riuscirono a comprendere le affascinanti premesse della visione di Yoko Taro, comunque piagata da una componente ludica e tecnologica decisamente zoppicante. Insomma, all’epoca mancava la classe e l’esperienza di una Platinum Games, con un titolo che si rivelò sì un grande cult, ma per pochi e pazienti palati. Grazie all’intuizione di Square Enix e alla collaborazione con lo studio cinese Toylogic Inc, quel NieR (che arrivò da noi in versione Gestalt, con il padre) è stato preso di peso e messo sotto i ferri. Una delicata operazione di “chirurgia estetica” che ne ha migliorato il comparto tecnico, l’estetica e il gameplay. Ma non chiamatelo remake, perché Yoko Taro è un tipo umile e preferisce definirlo una “versione migliorata”.

NieR Replicant inizia con un fratello e una sorella, in una metropoli devastata e decadente che sembra non ospitare più alcuna anima viva. Tra quelle strade deserte c’è solo l’impercettibile presenza di quella che appare come neve, una scrosciata di bianco in un mondo ormai privo di ogni colore. Il nostro protagonista e sua sorella Yonah sono rifugiati in un fatiscente mini market, prima di essere attaccati da misteriose creature. Le chiamano Ombre, sono tantissime e informi. Non c’è speranza, Yonah è affetta da una strana malattia e passerà un millennio prima di rivederli. Bizzarro, vero?

In Nier Replicant la narrazione procede spedita, con una scrittura non sempre all’altezza ma una trama assolutamente geniale per struttura e impostazione

In un mondo che sembra essere andato avanti da quella inspiegabile catastrofe, ritroviamo fratello e sorella in un bucolico villaggio. La minaccia delle Ombre è sempre presente e non cede il passo a una vita normale, ma uno sprazzo di quotidiano sembra essere presente. La narrazione di NieR sopraggiunge inspiegabile, come una serie di eventi la cui natura non si comprende a pieno. Un gioco di incastri e di omissioni, con informazioni centillinate per stuzzicare il giocatore durante i due atti che lo compongono. La narrazione procede spedita, con una scrittura non sempre all’altezza ma una trama assolutamente geniale per struttura e impostazione.

Giocare NieR Replicant significa volerne scoprire a fondo tutte le sue sfumature, con i suoi molteplici finali e una struttura decisamente meno raffinata di NieR Automata. Repetita iuvant del resto, ma la pazienza richiesta al giocatore per poter scoprire tutti i segreti del mondo di NieR Replicant è tanta, visto che vi saranno richiesti almeno 3 giocate (dal secondo atto). Automata era più fluido in questo senso, e la sovversione delle aspettative era raffinata ma sorprendente. NieR Replicant è invece un mattone, che picchia duro e resta fedele alla sua visione: sicuramente d’impatto, ma cede il fianco a un po’ di fatica, dopo tutti questi anni.

Ma NieR Replicant è un mattone anche per altre ragioni, perché ti colpisce quando meno te lo aspetti con i suoi meravigliosi personaggi. Kainé, Emil e Grimoire Weiss ci accompagneranno per svariate ore, con una caratterizzazione che viene snocciolata attraverso un bellissimo gioco di prospettive. Prima presentati come mostri, Kainé ed Emil mostrano la loro umanità poco a poco; Grimoire Weiss è un libro, ma è il libro più dannatamente carismatico della storia dei videogiochi. Con delicati e pungenti dialoghi recitati splendidamente dal cast inglese, NieR Replicant gioca la sua carta migliore, un mondo fatto di personaggi e di storie da assaporare in tutta la loro intensità.

NieR Replicant ti colpisce quando meno te lo aspetti con i suoi meravigliosi personaggi

Del resto è impossibile non ridere di fronte ai battibecchi tra Kainé e Weiss, o commuoversi con le piccole storie che troveremo nelle circa 70 quest secondarie. Queste ultime non sono sempre riuscite e anzi, sono spesso e volentieri si tratterà di missioni di raccolta che ci porteranno avanti e indietro per il mondo di gioco. Giusto però ricordare che quasi la totalità di queste sono opzionali, e non scalfiscono il grande fascino della narrazione di NieR Replicant.

Quella che 10 anni fa veniva considerata l’unica ragione d’essere dell’opera di Yoko Taro, ora è parte di qualcosa di funzionale e riuscito. Il tocco di Platinum Games, anche se in forma parziale, si è fatto sentire anche qui. NieR Replicant abbandona la rigidità e la pesantezza dell’opera originale per abbracciare un gameplay fluido, reattivo e più vicino a quanto visto in Automata. Come fu per quest’ultimo, in Replicant convivono più anime. Il risultato? Un ibrido che fonde action ad elementi da sparatutto bullet hell, con una progressione da jrpg tradizionale.

NieR Replicant

Le diverse armi equipaggiabili (spade, lance a due mani e spadoni a due mani) permettono di concatenare attacchi veloci e pesanti in furiose combo, che variano a seconda del tipo di arma. Con l’avanzamento si ottengono poi nuove magie, assegnabili ai tasti dorsali che permettono di affrontare i nemici in modi differenti. Concatenare queste due tipologie di attacchi è alla base del gameplay di NieR Replicant che, privo dei virtuosismi da stylish action di Automata, si limita a fare il suo dovere e poco altro per le decine e decine di ore richieste per completarlo al meglio. Non mancano finezze più ruolistiche, come le Parole ottenibili dalle Ombre, che equipaggiate possono dare statistiche migliori alle armi o al resto. Per i più pigri poi c’è l’opzione di combattimento automatico, che alla difficoltà più facile permette di rinunciare agli scontri e lasciar fare tutto al gioco.

NieR Replicant abbandona la rigidità e la pesantezza dell’opera originale per abbracciare un gameplay fluido, reattivo e più vicino a quanto visto in Automata

In questo senso, il pregio più grande di NieR Replicant è quello di aver eliminato ogni impedimento possibile alla godibilità dell’esperienza. Con il 4K i 60 fotogrammi al secondo è un piacere da giocare e vedere, complice un rinnovato comparto grafico che migliora anche l’estetica del mondo e dei suoi personaggi. I volti dei personaggi sono ora più simili alla direzione artistica di Automata, dando finalmente una sensazione di coerenza artistica tra le due opere. Sono presenti anche nuovi filmati, che donano a tutto il pacchetto un senso di completezza artistica e di rifinitura purtroppo assente nella versione originale. Però va’ detto che la colonna sonora di Keichi Okabe, qui registrata nuovamente per l’occasione, era già sublime all’epoca.



Conclusioni

NieR Replicant ver.1.22474487139 è l’ottimo rifacimento di un’opera di culto, ma controversa. Con un comparto tecnico finalmente all’altezza grazie ai 60 fps, e un combat system fluido, NieR Replicant si porta a casa il risultato. Il pacchetto migliore, grazie anche ad alcuni nuovi contenuti, per scoprire la sua affascinante narrazione, dalla struttura bizzarra ma unica e geniale. Colpisce duro, con personaggi meravigliosi e ben caratterizzati, nonostante la scrittura sia a volte poco incisiva e un po’ confusa in alcuni passaggi. Pur con questo bel pacchetto, alle volte mostra evidenti limiti di design, propri del concept originale.

Secondo Yoko Taro, NieR Replicant ver.1.22474487139 non venderà bene come Automata. L’eclettico director è un uomo umile, conscio della particolarità della sua opera. Che vogliate chiamarla versione migliorata come lui o remake, poco importa, questo è il trattamento che quel lontano NieR di 10 anni fa meritava.

NieR Replicant è disponibile da GamestopZing Italia.