Immortals Fenyx Rising leak
10 Set 2020

Immortals Fenyx Rising – Anteprima

Annunciato all’E3 2019 come Gods & Monsters, l’action/adventure di stampo mitologico in lavorazione negli studi Ubisoft Quebec è letteralmente sparito dai radar, salvo qualche sporadico rumor e leak video che però non lasciava intendere quanto stava in realtà accadendo nelle retrovie. Ecco perché abbiamo accolto con estremo piacere la proposta di Ubisoft di provarlo finalmente con mano, in occasione del suo rilancio ufficiale nel corso dell’Ubisoft Forward di settembre. Un “rilancio”, come detto, perché di cose ne sono cambiate un bel po’ nel progetto, a partire dal nome, Immortals Fenyx Rising, e no, le sfide imposte dalla pandemia che stiamo vivendo c’entrano solo in parte.

Il titolo, forse un po’ generico, è stato rivisto, giocando un po’ con le parole e inserendo un riferimento quanto più esplicito a un’altra importante novità, la nuova protagonista, Fenyx, che come una fenice, arriva all’improvviso dopo un brusco naufragio sull’Isola Dorata, dove vivono gli dei della mitologia ellenica, e si ritrova ad aiutarli a risorgere, per l’appunto. Tifone, uno dei Titani, intrappolato da Zeus per millenni, riesce a liberarsi e al centro del suo piano di vendetta c’è la spaccatura del velo che separa il mondo mortale dal Tartaro, il “mondo di sotto”, creando così delle fenditure da cui bestie e creature dell’aldilà possono entrare indisturbate e seminare il terrore. Nonostante il tono apocalittico però, è bene precisarlo, tanto nel colorato art design e nel convincente tono leggero dei dialoghi, con la storia narrata da Zeus e Prometeo sempre pronti a battibeccarsi e a massacrarsi a suon di battute, traspare una leggerezza che contribuisce a donare un tocco di originalità che non guasta, soprattutto con un’ambientazione e un’ambientazione così gettonate.

Ma torniamo all’intreccio narrativo. Solo Fenyx, secondo una misteriosa profezia, può rispedirli al mittente, ma la sua forza d’animo non è sufficiente: dovrà necessariamente scovare e padroneggiare armi, armature e poteri appartenuti agli dei più potenti del pantheon, che forniscono un arsenale niente male al giocatore. E proprio il combat system, e più in generale gli scontri, saranno presenza fissa di questa avventura a mondo aperto: nella vasta isola, suddivisa in 7 differenti regioni (ognuna delle quali legata concettualmente – e non – a una divinità), avremo missioni principali da portare a termine, ma anche tutta una serie di attività secondarie che ci proporranno orde di nemici da mandare al tappeto, incluse mostruosità alte come palazzi, provenienti dalle pagine più belle della mitologia greca, come Ciclope, Medusa e chi più ne ha, più ne metta.

Di cose ne sono cambiate un bel po’ nel progetto, a partire dal nome: Immortals Fenyx Rising

L’arsenale, come detto, promette di essere ricco, estremamente personalizzabile (con skin per armature, armi, e varianti anche degli artefatti unici) e sprigionabile in tutta la sua potenza tramite combo a terra e in aria, in pieno stile hack’n’slash: la Spada di Achille, il Martello di Efesto e l’Arco di Ulisse potranno essere alternati con un semplice tasto, così come i devastanti poteri garantiti dagli dei, come la carica devastante fornita da Atena, le ali di Dedalo che ci permettono di planare o di saltare più in alto, le lance di Ares che spuntano dal terreno e fanno un bel po’ di danno ad area, o il fido Eosforo, rappresentato sotto forma di uccello, che ci seguirà pedissequamente e fornirà attacco dall’altro.

Il tutto consumando una modesta quantità di mana, lasciandovi così la perenne sensazione di avere un enorme potere tra le mani, da scatenare sui malcapitati di turno senza quasi alcun limite di sorta, il che si traduce in scontri davvero esaltanti, per quanto, chiaramente, andrà valutato in fase di recensione e sul lungo termine quanto il pur buon combat system si rivelerà intrigante quanto basta per non annoiare lungo le quasi 20 ore necessarie a completare la sola main quest (il team promette più di 30 ore invece ai completisti).

Dubbi che, con un open world di mezzo, riguardano inevitabilmente anche la varietà dell’esperienza in generale, ma il team sembra aver trovato una ricetta niente male per evitarlo: la novità più interessante riguarda il sistema di progressione, che è legato a doppio filo proprio alle tanto temute attività secondarie, spesso considerate un mero riempitivo o nulla più. In Immortals Fenyx Rising diventeranno fondamentali, in quanto Fenyx non avrà un classico sistema di livelli da scalare accumulando passivamente punti esperienza, ma ogni singola tipologia di side-quest presente offrirà in premio una specifica valuta necessaria a potenziare la protagonista: per aumentare la stamina, ad esempio, dovremo ottenere i Lampi di Zeus nascosti da Tifone in livelli ambientati nel Tartaro in cui dovremo risolvere puzzle e superare sezioni di stampo platform (alcuni dei quali presentano anche percorsi paralleli con sfide differenti, a tutto vantaggio della longevità e della rigiocabilità); le Monete di Caronte, che abbiamo raccolto svolgendo dei puzzle in giro per la mappa o una peculiare sfida che ci ha chiesto di scoccare una freccia di Apollo e di guidarla, come se fosse un missile telecomandato, attraverso dei checkpoint (ma potrete sfruttare questa abilità anche in combattimento, tranquilli), serviranno invece per sbloccare e potenziare le abilità; l’Ambrosia, nascosta in giro per la mappa, andrà invece ad aumentare la salute, e così via. Ma anche la raccolta di piante e risorse sarà cruciale, necessarie come sono al crafting di pozioni (per salute, mana e power-up di vario genere), che in più di un’occasione vi salveranno la pelle, sia curandovi che garantendovi energia extra durante un’arrampicata particolarmente complessa.

Esplorando in volo, a piedi o a cavallo l’Isola, insomma, verrete sommersi da tante piccole, grandi attività come ogni classico open world, rafforzati però dalla sensazione che ogni minimo gesto si tradurrà in qualcosa di utile ai fini della crescita di Fenyx, sensazione abbastanza rara negli open world degli ultimi anni. Per non parlare del fatto che la componente puzzle promette di essere ugualmente importante e ben bilanciata, in grado quindi di alternarsi con combattimenti, boss fight e momenti di pura esplorazione. Puzzle, peraltro, davvero soddisfacenti e difficili il giusto, almeno quelli che abbiamo avuto modo di provare insieme a una minuscola porzione della main quest: se quest’ultima ci ha visti esplorare la regione di Efesto, dai colori più vicini alla ruggine e alla polvere, e piena di luoghi e creature meccaniche, con l’intento di riattivare la Forgia del dio del Fuoco al fine di risvegliare i ricordi sopiti e di fargli riconquistare i suoi poteri, i puzzle, alcuni opzionali, altri no, ci han visti cercare interruttore nascosti, giocare con pesi e cubi (spostandoli manualmente o tramite la telecinesi), tenendoci a volte impegnati anche per 10-15 minuti, non per via di blocchi o altro, ma proprio perché lunghi e articolati.

La sensazione che ogni minimo gesto si tradurrà in qualcosa di utile ai fini della crescita di Fenyx è uno dei punti di forza del gioco

Qualche frustrante intoppo lo abbiamo riscontrato, è bene precisarlo, sia in qualche puzzle dalla lettura poco chiara (ma con la soddisfazione doppia una volta superato), che, soprattutto, per via di un sistema di collisioni con qualche problema di troppo, al meno per il momento. L’input lag dovuto alla modalità con cui abbiamo provato Immortals Fenyx Rising (ovvero tramite streaming) non ha aiutato di certo, ma un po’ per il control scheme non sempre perfetto (soprattutto quando si svolazza in giro per la mappa), un po’ per le collisioni problematiche e delle animazioni non sempre al top che si percepiscono durante gli scontri, nelle fase di arrampicata e in certi puzzle dove è necessario spostare cubi (in alcuni casi si è rivelato più difficoltoso del previsto spostarli) o prendere la rincorsa per spostarsi da una piattaforma all’altra, in qualche occasione l’entusiasmo è scemato, tra cadute non volute e frustranti tentativi di posizionare un cubo su un semplice interruttore.


Al netto di questi difetti, comunque risolvibili, e di un’ambientazione non così originale, Immortals Fenix Rising ci ha sorpresi e promette di essere la vera sorpresa di questo 2020, grazie ai suoi puzzle e alle sue creature mitologiche da affrontare. 2020, già, perché sarà disponibile dal 3 dicembre un po’ ovunque: Stadia, Nintendo Switch, PS4, Xbox One, PC, e anche le nuove arrivate PS5 e Series X. Il titolo di Ubisoft Quebec sembra aver trovato la rotta e non vediamo l’ora di scoprire se questa nuova IP avrà ragione di esistere e di spiccare il volo nella prossima generazione.


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