Hyrule Warriors: L’Era della Calamità – Recensione

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Hyrule Warriors: L’era della calamità
Hyrule Warriors: L’Era della Calamità – Recensione

In Hyrule Warriors: L’era della calamità i giocatori verranno trasportati nella Hyrule antecedente alla grande calamità, dove potranno partecipare a epiche battaglie sullo sfondo dei maestosi paesaggi del regno non ancora ridotti in rovine. I protagonisti di questa nuova avventura sono volti familiari di The Legend of Zelda: Breath of the Wild come Link e Zelda, oltre ad altri personaggi immediatamente riconoscibili come i quattro campioni, che saranno giocabili per la prima volta nella storia della serie Hyrule Warriors.

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Hyrule Warriors: L’era della Calamità è finalmente tra noi. Il suo annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno, inaspettato e sorprendente proprio come fu Breath of the Wild ai tempi. Non tanto per la sua natura, in quanto non è il primo Hyrule Warriors e di certo non sarà l’ultimo, ma per il fortissimo collegamento che ha con il succitato capolavoro in termini di narrazione e universo.

Non si tratta del solito spin-off per tirare qualche mazzata qua e là, ma di un vero e proprio prequel che narra di una Hyrule prima dell’arrivo della calamità Ganon. Del resto Koei Tecmo è un team esperto, e la collaborazione con Nintendo è stata fruttuosa e prolifica fin dai primi esperimenti su Wii U.

Ora su Nintendo Switch si passa allo step successivo, con un progetto che si inserisce perfettamente nel genere musou, ma che prova ad abbracciare la sua natura ibrida più a fondo. Ho giocato Hyrule Warriors: L’era della Calamità a fondo durante queste settimane, e dopo un primo parere entusiasta posso finalmente darvi un giudizio finale.

Hyrule Warriors l'era della calamità

Davanti ci troviamo gli stessi conflitti che abbiamo visto in Breath of the Wild, ma qui esplorati in una narrazione più coesa e lineare. La sensazione di non essere abbastanza, di non contare nulla nell’economia dello scontro portano Zelda ad essere uno dei personaggio più umani nella storia, accompagnata da un cast che abbiamo già imparato ad amare in Breath of the Wild.

In questo senso il titolo è sorprendente: nell’arco dei vari capitoli che compongono la trama (io l’ho portata a termine in più di 20 ore) avremo modo di fare la conoscenza e approfondire alcune delle figure chiave di Breath of the Wild. Urbosa, Revali, Daruk ma anche una giovane Impa infarciscono la narrazione in modi inaspettati, approfondendo uno degli universi narrativi più affascinanti e strutturati che la serie The Legend of Zelda abbia mai visto.

Hyrule Warriors non tradisce la sua natura action

Già dopo qualche ora è chiaro che Hyrule Warriors: L’era della Calamità potrebbe avere delle implicazioni anche per ciò che concerne il futuro di Breath of the Wild e del suo seguito, con importanti rivelazioni e indizi che rendono questo viaggio ancora più interessante per gli appassionati. Peccato per il piccolo guardiano che accompagna Link e Zelda nel viaggio, un personaggio non parlante ma deliziosamente caratterizzato, che però mette in campo un espediente narrativo a mio avviso troppo abusato negli ultimi anni (chi ha giocato la demo, avrà capito).

Nonostante un certo riguardo che ho dedicato alla narrazione, stranamente il focus principale di questo musou, Hyrule Warriors non tradisce la sua natura action. Anzi, la abbraccia in modi inaspettati. Di fatto gli elementi cardine del genere di Koei Tecmo ci sono tutti: ci si fa strada per una mappa più o meno ampia, eliminando intere orde di nemici a colpi di combo. Ogni personaggio ha un suo stile di combattimento e varie combo effettuabili alternando i classici colpi leggeri e pesanti. Non può mancare l’attacco speciale poi, effettuabile dopo aver riempito l’apposita barra.

hyrule warriors l'era della calamità recensione

Fin qui, Hyrule Warriors: L’era della Calamità si presenta come l’ennesimo musou. Elimina questi nemici, conquista l’avamposto e sconfiggi il boss. Lungi da me dirvi che non è così, ed è indubbio che il classico problema della ripetitività sia parte anche di questo capitolo. Però questo titolo fa una cosa notevole, riesce a inserire nel gameplay musou una serie di elementi propri di Breath of the Wild. Ci sono i poteri della tavoletta Sheikah (bomba, magnete, stasys e ghiaccio) che permettono di gestire i nemici più grossi proprio come nel capitolo principale del 2017. Sì, c’è anche la schivata perfetta per maciullare i nemici con un contrattacco e azzerare la loro stamina.

Hyrule Warriors: L’era della Calamità è divertente e appassionante

L’hub di gioco è poi gestito su una grande mappa, che mostra tutta Hyrule. Non si tratta certo di un open world chiaro, ma da qui si potranno selezionare le battaglie della storia e tante altre attività secondarie. Ci sono missioni che richiedono oggetti specifici, delle sfide dove eliminare tot nemici con un personaggio e sezioni speciali che prevedono l’utilizzo dei Colossi. Si possono cucinare i piatti per ottenere dei bonus in battaglia e, proprio come in Breath of the Wild, potenziare le proprie armi per aumentarne il livello (tranquilli, qui non si rompono).

Questi elementi mutuati da Breath of the Wild rendono il gameplay più fresco e dinamico, grazie anche alla grande varietà di personaggi disponibili. Impa, Zelda e i Guardiani hanno tutti moveset e stili differenti, e provarli tutti e intercambiarli sopperisce in parte alla ripetitività propria del genere. Koei Tecmo ha creato un musou al sapore di The Legend of Zelda, e non un minestrone male amalgamato con gli stessi ingredienti.


Conclusioni

Hyrule Warriors: L’era della Calamità è una gradita sorpresa. Un titolo che si inserisce nella lore di Breath of the Wild e la arricchisce, portando sul tavolo alcuni nuovi elementi (anche più di uno). Non solo, impreziosisce ancor di più la caratterizzazione dei personaggi visti nel capitolo del 2017, ponendosi come un must per ogni appassionato desideroso di approfondire.

Per chi avesse timore di approcciarsi al genere dei musou, il lavoro svolto da Koei Tecmo riserva qualche sorpresa, grazie a un gameplay più vario che utilizza alcune delle meccaniche di gioco di Breath of the Wild e a una grandissima varietà di personaggi, utile a mitigare una certa ripetitività di fondo. I contenuti sono tantissimi, anche dopo aver completato la modalità storia, offrendo potenzialmente decine e decine di ore di gioco.

Peccato per una componente tecnologica altalenante, con texture non sempre bellissime da vedere e in generale un livello di dettaglio non entusiasmante. Il frame rate è più che accettabile, e solo raramente ha dei cali vistosi. Tutt’altra storia nella modalità locale a 2 giocatori, divertentissima ma con un frame rate singhiozzante. Hyrule Warriors: L’era della Calamità è divertente e appassionante, fortemente consigliato in questo strano autunno del 2020.

Hyrule Warriors: L’era della Calamità è prenotabile online e in negozio da GameStopZing

Good

  • Divertente e pieno di contenuti
  • La narrazione approfondisce alcuni personaggi di Breath of the Wild
  • L'espediente narrativo è pacchiano, ma dall'alto potenziale
  • Mutua alcuni elementi di gameplay da Breath of the Wild

Bad

  • Inevitabilmente ripetitivo
  • Tecnicamente altalenante, soprattutto in 2 giocatori in locale
8.5

Imperdibile

Mi piacciono i videogiochi e mi piace scrivere, perché non unire le due cose? So anche imitare Topolino e Joe Bastianich, ma non mi pagano per farlo.

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