Has-Been Heroes – Anteprima Switch

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Has-Been Heroes – Anteprima Switch

Mi ritrovai per una selva oscura, ché la via per l'Accademia era smarrita

Has-Been Heroes – Anteprima Switch

Il conto alla rovescia per Nintendo Switch è sempre più corto: le informazioni attorno ai giochi che accompagneranno il lancio della nuova e, si spera, fortunata console della grande N stanno susseguendosi in questi giorni con particolare focus su The Legend of Zelda: Breath of the Wild e il curioso ARMS – gioco sul quale abbiamo recentemente espresso le nostre impressioni assieme all’immancabile e sempre coloratissimo Mario Kart 8 Deluxe. Ben lungi dall’aver concluso la nostra disamina di alcuni dei titoli di prossima uscita, che siano il 3 marzo o nei mesi successivi, ci spostiamo nell’area terze parti per parlare di un titolo semplice ma d’impatto sviluppato da Frozenbyte: Has-Been Heroes, sugli scaffali il 28 marzo.

Nelle vesti di eroi che meglio rispecchiano i canoni dei giochi di ruolo classici, il nostro compito sarà scortare sane e salve le due figlie del re all’Accademia delle Principesse: già l’obiettivo esplicita la vena umoristica che scorrerà attraverso tutto il gioco ma se pensate di prenderlo sottogamba per questo stesso motivo, allora dovrete ricredervi. Has-Been Heroes è un roguelike che combina strategia e azione per tenere la vostra concentrazione sempre ad alti livelli, stuzzicando la vostra reattività, costringendovi a repentini cambi di strategia per non soccombere alle orde di nemici che in un crescendo di difficoltà cercheranno di impedire alle due ragazze di compiere il proprio destino. E credeteci, non daranno tregua.

Prima di entrare nel vivo di questa piccola anteprima, una considerazione: questo gioco sembra urlare a gran voce una traslazione su tablet, soprattutto per la sua interfaccia – di cui parleremo a breve – che renderebbe l’esperienza ancora più divertente sfruttando l’opzione touch. Sfortunatamente Has-Been Heroes si limita a supportare i joy-con, non prendendo in considerazione l’ipotesi di cui sopra che, sia da sola sia affiancata ai controlli fisici, avrebbe portato a un’interazione interessante; una delle potenzialità di Nintendo Switch è proprio questa, la possibilità di far collaborare due tipi di approcci, dunque speriamo in futuro di vederla presa in considerazione. Per alcuni titoli potrebbe rappresentare un valore aggiunto.

Posto questo, Has-Been Heroes ne risulta penalizzato in qualche modo? Assolutamente no, richiede soltanto un po’ più di pratica per familiarizzre con i comandi: anzitutto il gioco si sviluppa in tempo reale, in uno stage a scorrimento orizzontale dove i nostri eroi saranno chiamati a percorrere una determinata distanza per portare a termine il livello, cercando di non soccombere alle creature che bloccheranno il passaggio. Se anche uno solo di loro dovessere cedere, la partita si considererà conclusa, perciò la visione d’insieme e la rapidità di pensiero saranno essenziali quando la situazione inizierà a farsi troppo affollata.

Sebbene il gioco possa essere messo in pausa in qualunque momento per decidere di volta in volta il da farsi, riprenderà a scorrere appena uno degli eroi performerà un attacco: scegliere il personaggio giusto è cruciale per non lasciare un compagno più debole scoperto o impossibilitato ad attaccare per pochissimi, vitali secondi. In questo senso è importante sfruttare al meglio la possibilità di scambiare gli eroi fra loro. Distribuiti su top, mid e bot lane, la cui selezione è rispettivamente demandata ai pulsanti X, Y e B, i tre possono spostarsi su un piano diverso nel momento in cui un compagno mette a segno un attacco lasciando la propria posizione di partenza brevemente vuota: segnalata da un cerchio giallo, permette lo switch (per restare in tema) con un altro personaggio e di conseguenza una concatenazione di attacchi che possono fare la differenza contro un nemico impegnativo. Purché vi sia lo spazio per farlo, non esiste limite al numero di scambi fra un lane e l’altro poiché il processo non richiede un consumo di stamina.

Proprio la stamina è un elemento chiave del combattimento. Ogni personaggio dispone di una propria barra suddivisa in blocchi, il cui numero varia a seconda della classe (il guerriero, per esempio, ne ha in maggiore quantità) ed è essenziale per penetrare le difese del nemico: il rapporto fra le due stamine, la nostra e quella dell’avversario, stabilisce infatti l’efficacia dell’attacco nonché la possibilità di stordimento. A volte si è costretti a scendere a compromessi e non infliggere quel danno che invece avremmo voluto, mentre in altri casi vale la pena pianificare meglio l’offensiva; ad accompagnare il corpo a corpo ci sono poi le abilità e gli incantesimi, ciascuna con un proprio cooldown dopo l’utilizzo, diverse per ogni personaggio e in grado di offrire potenziamenti o de-potenziamenti. Data la natura in tempo reale di Has-Been Heroes, la componente strategica emerge anche e soprattutto nella capacità di centellinare le proprie risorse per non ritrovarsi scoperti in un contesto dove, una volta morti, non si torna più indietro.

In conclusione, vuoi per il senso di sfida, vuoi perché il gioco promette uno sviluppo soddisfacente a mano a mano che si prosegue, troviamo Has-Been Heroes un ottimo gioco Switch: una piattaforma ideale per un titolo interessante, la cui meccanica start-stop lo rende perfetto da giocare mentre si è in viaggio senza essere ossessionati dallo spettro di dover tenere tutto costantemente sotto controllo. Considerata poi la quantità di punti esplorabili sulle mappe, sembra proprio che scortare le principesse all’Accademia sarà tutto fuorché una passeggiata nei boschi. Specie se quei boschi sono infestati da creature ultraterrene.

GameSoul è una realtà editoriale indipendente, nata come blog di GameStop Italia e tuttora parte del suo Network. Le opinioni espresse in ogni articolo con protagonista un prodotto legato in qualsiasi modo a GameStop Italia o America, sono dell’autore dello stesso, e non influenzate dal rapporto tra le due realtà.


 

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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