Granblue Fantasy Versus: Rising, botte di fine anno – Recensione

In queste ultime settimane ho avuto a che fare con parecchio Granblue Fantasy, più di quanto mi sarei effettivamente aspettato vista la limitata esperienza con il celebre gacha game i contenuti crossmediali nati nel corso del tempo. E così, dopo la prova con Granblue Fantasy Relink (già prenotabile da GameStop a questo link), è arrivato il momento di incrociare le lame con Granblue Fantasy Versus: Rising, la versione aggiornata (anche) per console di nuova generazione del picchiaduro di Arc System Works uscito nel 2020.

Quello che al tempo poteva essere definito “l’ennesimo picchiaduro su licenza realizzato dal team di Guilty Gear” non fece vibrare troppo gli appassionati del genere. Vuoi per il materiale originale non propriamente brillante nella percezione generale (salvo i mercati asiatici, dove era ed è un colossale fenomeno), vuoi per il roster del lancio ridotto, vuoi per le meccaniche piuttosto anticonvenzionali, Granblue Fantasy Versus è finito nel gruppo di tutte quelle produzioni incapaci di esprimere al meglio il buon potenziale messo in campo.

Non un fallimento, sia chiaro: i continui DLC e aggiornamenti hanno tenuto comunque la community piuttosto attiva, traghettandola fino al gennaio di quest’anno, quando è avvenuto l’annuncio Granblue Fantasy Versus: Rising. Un po’ in stile Capcom, Cygames ha deciso di riconfezionare il suo gioco con tutti i contenuti pubblicati nel corso degli anni, aggiungendone di nuovi al contempo, arricchendo poi le meccaniche base e assicurandosi di implementare funzionalità ormai standard nella scena competitiva: crossplay e rollback netcode.

Ci troviamo quindi di fronte a quello che potremmo definire il gioco “come sarebbe dovuto essere”, pronto per chiudere questo 2023 ricco di picchiaduro e traghettarci nel nuovo anno in attesa che il prepotente Tekken 8 di Bandai Namco faccia piazza pulita di ogni briciolo di utenza nella fighting game community. Non il momento migliore per presentarsi in scena, effettivamente, ma chi avrebbe mai potuto immaginare questo affollamento? In ogni caso il titolo di Cygames sa come giocarsi le sue carte e prova, ostinato, a farsi spazio. Vediamo come.

Si parte! Manteniamo la calma…

Granblue Fantasy Versus: Rising va a costruire sulle basi del suo predecessore diretto, ideato con l’intento di introdurre nel modo più accogliente possibile tutti gli appassionati del gacha o dell’anime dedicato, i quali legittimamente potevano non essere troppo skillati nei picchiaduro.

Per farlo il team ha scelto un approccio piuttosto originale sia per quel che concerne gli attacchi classici che l’utilizzo delle mosse speciali, rifuggendo dai classici gameplay fatti di liste di tasti da imparare a memoria e combinazioni di input articolate per eseguire le mosse. I tasti frontali offrono una consueta sequenza di debole/medio/forte, con l’aggiunta di un’azione speciale unica per il personaggio (quale può essere una schivata, una presa, etc.), mentre un dorsale viene dedicato esclusivamente per l’esecuzione delle mosse speciali.

Cygames ha deciso di riconfezionare il suo gioco con tutti i contenuti pubblicati nel corso degli anni, aggiungendone di nuovi al contempo

La cosa avviene un po’ alla Smash Bros., con la possibilità di eseguire un totale 4 differenti tipi di attacco se alla speciale neutrale andiamo ad aggiungere una direzione. Ogni personaggio quindi ha un set di mosse da utilizzare, il cui unico limite è dettato da dei cooldown tipici di un rpg d’azione. Usando una mossa speciale standard il cooldown è rapido, effettuando una versione potenziata o quella finale invece il tempo di attesa aumenta in modo crescente. È anche possibile eseguire direttamente la mossa in modo tradizionale (con comandi come mezzelune e via dicendo) per diminuire i tempi di cooldown.

Se a questo aggiungiamo che le combo degli attacchi tradizionali sono automatiche (basta premere in sequenza uno dei tasti frontali) e si prestano a fare da apertura per le mosse speciali, diventa evidente come le strategie, almeno inizialmente, ruotino attorno alla capacità di sfruttare nel modo migliore la dotazione di colpi a disposizione piuttosto che alla memorizzazione di complesse linee d’attacco. E come in Smash Bros, anche la difesa è fatta di guardia o schivate (sempre con lo stesso tasto), sia sul posto che in spostamento.

Meglio imparare le basi e poi dedicarsi alle mosse devastanti

Granblue Fantasy Versus: Rising ha però aggiunto qualcosa rispetto al suo predecessore, provando a rendere più vario il gameplay che rischiava di non premiare troppo i giocatori offensivi. Per mantenere un certo equilibrio di risk/reward, le nuove abilità sono principalmente legate al consumo dei Bravery Points, disponibili per ogni giocatore in un numero limitato (3) all’inizio di ogni round.

La novità più rilevante è sicuramente l’introduzione del Raging Strike, un colpo che sacrifica un Bravery Point per sfondare la guardia anche del giocatore più prudente, offrendo l’occasione di creare un’apertura e facendo consumare un Bravery Point anche a chi subisce il colpo. In coda a questo è possibile inserire a sua volta un attacco concatenato molto potente e utile ad estendere le combo, chiamato Raging Chain, andando a consumare un altro Bravery Point e consumando anche parte della barra dedicata alle devastanti Skybound Arts (le supermosse finali del gioco).

Con l’Arcade Mode si impara a conoscere parecchio del background dei personaggi e delle relazioni tra di essi

Qualche cartuccia si spende anche in difesa, con le Brave Counter che possono rispondere a un Raging Strike e – indovina un po’ – consumano un Bravery Point. Tutto ruota quindi intorno alla gestione dei Bravery Point e della barra delle Skybound Arts, le quali possono essere utilizzate anche per consumare i Bravery Point dell’avversario.

Alla fine siamo partiti da sistemi semplici e in breve siamo arrivati a una serie di meccaniche che, oltre a funzionare in sinergia, vanno a creare una costante tensione tra gli sfidanti, tale è la possibilità concessa di “rimuovere” letteralmente dal nostra avversario alcune delle sue opzioni giocando le nostre al momento opportuno. L’impressione è che Arc System Works abbia capito che la troppa semplicità, per quanto utile a radunare giocatori attirati solo dal brand, rischia a lungo termine di allontanare la community che dovrebbe tenere in vita il gioco. Solo il tempo ci dirà se le scelte fatte saranno redditizie.

Battaglie su battaglie e graficamente non si perde un colpo

Dopo aver curiosato tra le meccaniche, non resta che vedere quali sono le opzioni a disposizione del giocatore che si approccia a Granblue Fantasy Versus: Rising. Immancabile la modalità Arcade, che ci permette di affrontare una sorta di mini-storia con ognuno dei personaggi selezionabili per sbloccare i loro finali, art dedicate e – in caso si riescano a soddisfare condizioni speciali – anche dei finali alternativi. La parte migliore? Tutte le linee di dialogo registrate per enfatizzare ogni possibile matchup: con l’Arcade Mode si impara a conoscere parecchio del background dei personaggi e delle relazioni tra di essi. Niente male!

Passando alla modalità allenamento troviamo un set di opzioni piuttosto corposo, che oltre a consentire di testare il gioco in specifiche situazioni grazie alle tante variabili gestibili dal menù, consente anche di seguire il giocatore dall’introduzione alle meccaniche base fino a fornirgli un allenamento in situazioni in cui si potrebbe ritrovare, anche nella gestione dei punti di forza di ogni singolo personaggio sia in fase di attacco che di difesa. C’è da spendere parecchio tempo qui dentro, ma se ne esce decisamente migliorati.

Cast ricco in quantità e splendido esteticamente

Fulcro di quella che è l’esperienza single player del gioco è sicuramente la modalità Storia, che ritorna dal titolo precedente integrando tutta una nuova linea narrativa (quindi non vi perderete niente, anzi!). Qui si affronta una storia tutta nuova, ovviamente collocata dopo gli eventi canonici delle avventure dei protagonisti, da seguire passo passo e missione per missione, tra tutorial, prove speciali, boss battle e situazioni a scorrimento che un po’ ricordano i classici in stile Princess Crown o Odin Sphere, pur mantenendo le meccaniche classiche del gioco anche quando si è affiancati da un personaggio della CPU come supporto.

Pur essendo molto interessante come idea, anche grazie alle tante possibilità di personalizzare il proprio stile di gioco sbloccando abilità passive e attive da equipaggiare, la modalità Storia risulta un po’ troppo frammentata nel ritmo a causa della necessità ogni volta di tornare al menù per scegliere una nuova missione (anziché avere l’opzione di proseguire) e non colpisce troppo nel segno per via di una narrazione che per buona parte del tempo si appoggia al cliché del compagno che viene posseduto e va risvegliato a suon di botte. Certo, dopo un tot la storia tende ad aprirsi e i nuovi personaggi sono davvero affascinanti, ma solo gli appassionati ci arriveranno senza sentire un certo peso.

Granblue Fantasy Versus: Rising è comunque un titolo realizzato davvero con grande passione verso il materiale originale, e questo lo si può apprezzare dalla strepitosa resa visiva che lo contraddistingue. In puro stile Arc System Works, ci troviamo di fronte a personaggi realizzati in cel-shading e animati (nelle cutscene) con l’ormai iconico effetto “skipframe”, che non è necessariamente fluido ma ha tanto carattere.

Da premiare il modo in cui i grafici hanno trasposto il character design del titolo mobile, un po’ pesante e caricato come si conviene a illustrazioni fantasy dallo spirito classico, in questa nuova versione più fresca e moderna, nettamente superiore anche a quanto ottenuto dall’anime e in linea con quanto visto finora in Granblue Fantasy Relink. Ogni introduzione del match vale la pena di essere vista per intero e non ci si stanca mai di guardare il proprio personaggio preferito (Zeta, nel mio caso).

Granblue Fantasy Versus: Rising è comunque un titolo realizzato davvero con grande passione verso il materiale originale

C’è spazio anche per godersi tutto questo lavoro, in particolare grazie al Journal, classica galleria di materiali che andranno a raccogliersi e svelarsi via via giocando, e al curioso Figure Studio, che consente di prendere gli assets di gioco per realizzare dei veri e propri set fotografici scegliendo personaggi, fondali, tipo di camera, filtri e via dicendo, con la possibilità di catturare tutti gli screenshots desiderati.

Gli elementi a disposizione del giocatore crescono giocando, ma anche grazie al Rupie Shop, il negozio che consente di acquistare colori alternativi per i personaggi, skins per le armi, illustrazioni, scenari di gioco, card per la scheda giocatore e anche contenuti speciali decisamente esclusivi. La via del completamento del gioco passa da qui!

Ormai ho occhi solo per Zeta

Il vero cuore di un picchiaduro risiede però nel gioco online, teatro delle sfide che quotidianamente portano avanti la crescita della community e spingono gli sviluppatori a perfezionare e bilanciare il gioco. Granblue Fantasy Versus: Rising da questo punto di vista non si tira certo indietro, offrendo tutte le classiche opzioni di match classificati e non, con l’aggiunta della classica (e carinissima) lobby tematica tipica dei titoli di Arc System Works.

Nel complesso in questa nuova versione troviamo una lobby che estende la vivibilità dei suoi buffi personaggi chibi a tante situazioni di gioco, dalla semplice esplorazione dei vari cabinati, in cui trovare posto come sfidante, alla possibilità di visitare aree collaterali come il campo da calcio, e svagare in compagnia senza eccessivi pensieri – un must per ogni community.

Ma non solo, perché è presente anche un’intera modalità slegata dal picchiaduro che permette a tutti i giocatori di sfidarsi in tanti minigame diversi usando il proprio avatar: si tratta di Grand Bruise, che raccoglie sfide tutti contro tutti (anche in stile Fall Guys), sfide cooperative, di sopravvivenza e via dicendo. Un ottimo modo per staccare dalle intense battaglie 1vs1, sempre disponibile per tutti i giocatori anche se, comprensibilmente, non permette di creare lobby o organizzare il gioco.

Un ultimo aspetto da considerare è relativo alla progressione e all’ottenimento dei contenuti extra, legati a una moneta di gioco (rupie) che si ottiene soddisfacendo sfide giornaliere (in stile mobile, ma non necessariamente con accezione negativa). Si tratta di obiettivi piuttosto semplici, che permettono di raccogliere con discreta facilità la moneta di gioco.

Le quantità però sono piuttosto contenute, e a parte qualche (eventuale) generosa donazione del team di sviluppo, l’idea è che sia il gioco quotidiano a fornire quanto serve per sbloccare ogni piccola aggiunta (come le pose/espressioni per i personaggi per il Figure Studio, le colorazioni alternative, le skin per le armi, etc.).

Non si insegue la FOMO, quanto piuttosto si dà per scontato che a lungo termine, con pazienza, si possa ottenere tutto. Anche perché le cose più “fighe” sono un po’ costosette e non manca l’inevitabile componente in stile gacha a richiamare il gioco originale. È infatti possibile convertire le rupie in ticket per eseguire le classiche evocazioni, utili a ottenere skin per le armi a un prezzo ridotto.

Conclusioni

Granblue Fantasy Versus: Rising sembra aver imparato bene la lezione: dopo i risultati un po’ contrastanti ottenuti con il titolo precedente, la nuova opera di Arc System Works e CyGames si presenta in una forma davvero completa, ricca di tutto ciò che si può chiedere a un picchiaduro. Graficamente strepitoso, originale e intrigante nelle sue meccaniche e pieno di contenuti su cui affondare i denti, è un titolo che sicuramente saprà dare soddisfazioni ai fan del franchise originale e al tempo stesso ha il potenziale per conquistare qualche curioso che voglia provare a uscire dalla comfort zone dei picchiaduro più convenzionali.

Pur mantenendo un po’ il feeling di un gioco diverso dal solito, non abbiamo intravisto meccaniche di gioco o design dell’esperienza (anche in progressione e unlock di contenuti) che possano gravare sul godimento di una produzione che viaggia sull’eccellenza in quasi ogni suo reparto. Raddrizzare ancora il ritmo nella storia non sarebbe male e riuscire a immaginare uno sviluppo del giocatore un po’ più sinergico tra le varie modalità porterebbe l’esperienza al top. Ma già così possiamo dire che il 2023 dei picchiaduro si è davvero chiuso col botto!