26 Apr 2016

Gears Of War 4 – Impressioni dalla beta

2Fin dall’annuncio del nuovo capitolo di Gears Of War, i possessori di Xbox One si sono scissi in due gruppi distinti: quello dei più scettici, convinti che senza Cliff B. (da molti considerato l’unico e solo padre della saga) il gioco non potrà mai essere lo stesso, e un manipolo di persone estremamente fiduciose, soprattutto nelle capacità di Rod Fergusson e del nuovo team di The Coalition, capace di poter ridare nuova linfa ad un brand che finora non ha avuto natali sull’attuale generazione, escludendo l’ottimo Ultimate Edition.

Dopo Electronic Arts e Bethesda, anche i ragazzi di Epic si sono convinti a pubblicare una beta multiplayer (aperta ufficialmente al pubblico dal 25 aprile), così che tutti i giocatori potessero testare con mano i più recenti sviluppi di Gears Of War 4, in attesa della data d’uscita ufficiale, fissata per l’11 ottobre dell’anno in corso.
Questa beta d’altronde non rappresenta lo specchio di quel che sarà il prodotto finale, come dimostrano le alcune incertezze tecniche, ma è un onesto banco di prova messo a disposizione per tutti, in modo tale da raccogliere un’opinione generale e creare l’esperienza perfetta, che riesca ad accontentare il fan di vecchia data così come il novellino, avvicinatosi alla serie per la prima volta.

Gears-of-War-4

Che sia solo una beta, peraltro molto in anticipo rispetto ai soliti tempi, lo si intuisce sin dal menù: scarno, privo di chissà quali opzioni e mirato essenzialmente a spingere i giocatori da subito verso il fronte multiplayer online. Le modalità messe a disposizione da The Coalition sono tre: il classico Team Deathmatch, vero cavallo di battaglia della serie, Dodgeball, la principale novità di questo quarto capitolo e Co-op Team Deathmatch che ci permette di prendere confidenza con i comandi e con il gioco, combattendo contro avversari controllati dalla IA (settata automaticamente su livelli alti).

Nonostante fosse la modalità meno preferita dal resto degli iscritti alla beta, Dodgeball è stata la vera sorpresa di questi giorni, grazie alle regole in qualche modo “dinamiche” che la contraddistinguono rispetto alle altre. Per portarsi a casa la vittoria è infatti necessario eliminare tutti e cinque i componenti della squadra avversaria, stando però attenti che nessun nostro compagno venga fatto fuori; questo perché ad ogni morte corrisponde una rinascita nella fazione nemica e così via. Un due contro due può facilmente diventare un 3 contro 1 in una manciata di secondi, alterando continuamente gli sviluppi ed il possibile esito della battaglia. Nonostante Gears Of War sia sempre stato un gioco estremamente frenetico, nei match di Dodgeball tutti i giocatori studiano ogni minimo movimento e cercano (non sempre con successo) di orchestrare ingegnose trappole per i nemici (grazie soprattutto alle bombe adesive) e strategie mirate per ridurre al minimo le perdite. Una novità sicuramente interessante, che non intacca la velocità e la fluidità dei match tanto cara agli affezionati, ma dona un nuovo sapore al multiplayer storico della saga.

Ciò che conta è che il multiplayer di Gears Of War 4 ci è sembrato in ottima forma

Nessuna novità per quanto riguarda la seconda modalità online, vale a dire Team Deathmatch. Si torna con gusto, per chi apprezza questo genere di battaglie, ai classici match che hanno dominato la scena fino a Gears Of War 3: duro, violento ed estremamente ingeneroso nei confronti dei giocatori meno esperti. Il fucile a pompa Gnasher, è come sempre l’arma preferita da tutti grazie alla devastante potenza di fuoco che premia i combattimenti ravvicinati, ossia la maggior parte degli scontri a cui assisteremo nella produzione targata Microsoft.
Questo grazie ad una grandezza delle mappe di gioco piuttosto contenuta, ed anche abbastanza classica (vien da pensare appositamente strutturate per i combattimenti a squadre), con una zona centrale dove avviene il grosso dell’azione collegata attraverso due zone laterali agli estremi dell’ambientazione, punto di respawn delle due fazioni. Tra le tre mappe disponibili nella beta –su 10 totali all’uscita-  nessuna eccelle dal punto di vista del dettaglio o dell’innovazione: ci saremo aspettati forse qualcosa di più “next-gen”, ma tutto sommato è un giusto tributo ai canoni della prima trilogia e chissà che il meglio non sia stato tenuto appositamente da parte per la release ufficiale.

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Il combattimento corpo a corpo è stato rivisto, aggiungendo la possibilità di effettuare alcuni movimenti anche mentre si è dietro una copertura. Se il nemico è vicino, è infatti possibile afferrarlo con il tasto X e portarlo dal nostro lato, cercando di giustiziarlo nel più breve tempo possibile. I giocatori più pronti, potranno però premere tempestivamente B e annullarne l’effetto; in più occasioni questo tentativo riesce e l’esito è determinato solo dalla celerità con cui si impugna la propria arma. Oppure, tramite un calcio ben piazzato allontanare un nemico da una copertura e stordirlo per qualche attimo, approfittando dell’occasione per ucciderlo rapidamente. Anche in questo caso però, premere B può evitare il peggio. Persino la ricarica attiva ha subito leggere modifiche: dopo averne effettuato una perfetta, non sarà possibile, per alcuni secondi, rifarne un’altra, impedendo così che giocatori molto più esperti accumulino proiettili potenziati a scapito di chi non gestisce bene questa feature. Non sappiamo se questa introduzione la ritroveremo anche nella campagna single-player, ma di certo ha creato parecchio clamore, nonostante non se ne risenta chissà quanto una volta nel vivo della partita.

Graficamente la beta di Gears Of War 4 sorprende per la (eccessiva?) pulizia dei modelli poligonali principali e delle ambientazioni, quasi opposta al senso di sporcizia e lerciume a cui la serie ci ha sempre abituato. Il merito è sicuramente dell’Unreal Engine 4 e del duro lavoro svolto da Fergusson e soci in questa fase della programmazione. Passato il senso di straniamento iniziale, non ci si può esimere dall’apprezzare quanto di buono esteticamente questa beta riservi, prima tra tutte la solidità del framerate, fisso a 60 frame al secondo in qualsiasi situazione.

Di contro, alcune skin sono sembrate leggermente anonime e forse non così ricche di particolari come avremmo sperato ed i nemici di questo nuovo capitolo, i cosiddetti Swarm, purtroppo non riescono per il momento ad imporsi sulle cugine Locuste, sia per caratterizzazione che per personalità.

Ma queste rimangono solo sterili elucubrazioni in attesa di eventuali conferme o smentite una volta che il titolo sarà ufficialmente sugli scaffali. Ciò che conta è che il multiplayer di Gears Of War 4 ci è sembrato in ottima forma, nonostante manchino quasi 6 mesi ad ottobre: qualche incertezza sulla complessità strutturale delle mappe di gioco e sull’effettivo numero di modalità che verranno presentate, ma il feeling di sempre è fortunatamente rimasto inalterato.