gears of war 4
20 Ago 2016

Gears of War 4 – Anteprima gamescom 2016

Colonia. Indubbiamente The Coalition ha avuto un enorme onere e onore nel portare un brand amato dagli appassionati come quello di Gears of War nella nuova generazione, scatenando una valanga di dubbi e aspettative sul futuro di uno dei più famosi third person shooter. Ed è proprio la nuova discendenza il fulcro di questo nuovo capitolo di Gears, perché a prendersi la luce dei riflettori è James Dominic, “amato” bimbo di Marcus FenixAnya Stroud, JD per gli amici. Per chi non lo sapesse, il nostro ragazzone è il figlio del leggendario protagonista della saga, ed è nato dopo la fine della guerra contro l’Orda di Locuste.

Inutile dire che durante l’E3 del 2015, l’annuncio di Gears of War 4 ha scosso profondamente la platea Microsoft, mandando in estasi orde di appassionati forse non troppo convinti della bontà delle nuove esclusive di Redmond. The Coalition ha deciso di ambientare il nuovo Gears ben 25 anni dopo la fine della guerra, con una popolazione umana ridotta davvero a poche migliaia di persone, come conseguenza dell’atto finale di un conflitto genocida. Ad aumentare il fuoco dell’hype dei fan è la recente apparizione di Marcus Fenix, ingrigito pieno di cicatrici (che lo fanno assomigliare a Geralt di Rivia dopo la palestra) che non fa che aggiungere un cocktail carismatico di fan service e nostalgia all’offerta del gioco.

Il rapporto padre-figlio non è sicuramente dei migliori, e come tutte le trame interessanti che si rispettino l’attrito fra i due è evidente ma mai eccessivo o logorante. Al momento non ci è dato sapere né come né quando Marcus e JD si sono reincontrati, tuttavia nella demo mostrataci la coppia è intenta sopravvivere all’incendio della villa di Marcus (che non è affatto contento di vedere casa sua in fiamme) dovuto ad un attacco dei nuovi, temibili nemici di questo quarto capitolo di Gears of War: i terribili BeeDee.

gears of war 4 marcus fenix

Questi ultimi non sono altro che androidi programmati per proteggere la rimanenza della popolazione umana di Sera, storico pianeta della serie che ha ospitato la Coalizione dei Governi Organizati (COG) e l’Unione delle Repubbliche indipendenti (URI). La sopravvivenza su questo pianeta è resa ancor più ostica dalla devastazione ambientale e dal terribile clima, che ha reso il corpo celeste inospitale ed inadatto alla vita umana.

Qualcosa deve essere però andato terribilmente storto con la gestione dei BeeDee, che sono letteralmente piombati dal cielo in casa Fenix, sganciati da un aereomobile non identificato, pronti a farci a pezzi a suon di proiettili ed esplosioni. L’impostazione generale di questi androidi ricorda di più un esercito organizzato che non uno sciame, come lo swarm delle locuste. I BeeDee sfrutteranno le coperture, agiranno all’unisono, utilizzeranno scudi, torrette e diversi gadget: hanno probabilmente avuto una programmazione umana, e siamo curiosi di saperne di più sul background di questo nuovi, interessante main villain.

Gears of War 4 rende onore alla sua eredità anche nel gameplay, che ci mostra una rinnovata gestione delle armi e dei movimenti, rispettando ed ampliando quanto mostrato nella storica trilogia originale. Anche la distruttibilità ambientale è stata migliorata, con coperture finalmente più fragili e a rischio di demolizione (ma non sempre). Altre aggiunte interessanti sono rappresentate dal dropshot, fucile che “trapana” con colpi perforanti ed esplosivi a gittata ridotta, il buzzkill, un’arma in grado di lanciare seghe circolari ad effetto ed infine il coltello tattico, che ci permetterà di finire il nemico con piccole ma truci finisher moves.

Gears of war 4

Il mix di nuove armi e gameplay aggiornato crea una combinazione interessante che si erge su fondamenta ormai più che solide, le stesse che reggono in piedi la saga dal 2006: nonostante i vari elementi da tenere in considerazione (come il clima) che possono influenzare lo scontro, la sensazione di guardare una naturale continuazione di Gears of War piuttosto che un nuovo innovativo episodio è fortissima. Sì, perché è chiaro che da questo punto di vista, il quarto episodio del brand punti ad una soluzione “bigger, better, stronger” che espande e porta ad i massimi livelli tutto ciò che la trilogia storica ha fatto, pur senza aggiungere nulla di davvero innovativo.

Gears of War 4 rende onore alla sua eredità

Ed è un peccato, perché guardando Marcus e J.D. dialogare, è impossibile non pensare ai buddy cop movies americani, fatti di battute pungenti, ironia macabra e simpatiche canaglie: probabilmente è questa l’impronta che The Coalition ha voluto dare alla sua campagna principale, che sembra saper convincere lo spettatore dandogli qualcosa di più che un semplice sorriso sul volto. Dal punto di vista tecnico, quanto abbiamo visto colpisce per dettaglio e cura: The Coalition sta mettendo passione e precisone nella creazione del suo capolavoro: non stupisce che dietro la sedia del regista ci sia Rod Fergusson, che è stato il signor executive producer degli storici capitoli della saga firmata da Epic Games.

Tirando le somme, Gears of War 4 sa interessare e convincere i fan di lunga data, che si ritroveranno sicuramente fra le mani il naturale successore (in tutti i sensi) delle avventure di Marcus Fenix. Qualche dubbio rimane, perché la pesante eredità lasciata da Epic Games è difficile da raccogliere: un po’ perché il primo Gears of War ha letteramente cambiato la storia dei videogiochi, un po’ perché è sempre difficile accettare le novità sui nostri brand più amati. Tuttavia abbiamo fede nel lavoro di The Coalition, e siamo contenti di quanto mostrato dalla campagna principale del gioco: non ci resta che attendere l’autunno, perché ottobre e vicino e la battaglia è alle porte.


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