Bookbound Brigade – Recensione

Un viaggio unico nella mondo della letteratura!

Bookbound Brigade – Recensione
Bookbound Brigade – Recensione
E se i protagonisti dei libri perdessero la memoria? Entrate nel loro mondo e prendete a mazzate i personaggi che vi hanno perseguitato a scuola!
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Vi sarà capitato in tantissime occasioni di immaginarvi parte di un romanzo: romantico, d’avventura, thriller, almeno una volta siete stati voi i protagonisti della storia. Altre, magari, avete affiancato un personaggio al quale siete particolarmente legati. Cosa succederebbe, invece, se vi trovaste a dover guidare un gruppo di famosissimi eroi (o antieroi) per salvare l’intero mondo della letteratura, sapendo che il suo destino dipende soltanto dalle vostre azioni? È quello che si è chiesto anche il team italiano Digital Tales, più noto nell’ambito dei videogiochi di guida ma qui all’opera su un progetto ambizioso e accattivante.

Parliamo di Bookbound Brigade, un platform 2D a scorrimento laterale che trae le proprie ispirazioni da titoli certamente non mainstream come potrebbe essere un The Wonderful 101 (recentemente tornato in auge grazie alla campagna Kickstarter indetta da PlatinumGames). Il gioco parte da un presupposto molto semplice ma intrigante: qualcuno ha trafugato il Tomo dei Tomi, quello che permetteva al mondo della letteratura di esistere, e a causa della mancanza di rilegatura tutti i romanzi scritti sin dall’alba dei tempi hanno iniziato a perdere pagine. Cosa comporta tutto questo? Non solo caos ma anche una progressiva perdita di memoria da parte dei protagonisti di suddetti romanzi, al punto da stravolgere la loro personalità.

Il futuro della letteratura è dunque nelle mani di un gruppetto d’impavidi eroi, senza ricordi di chi sono stati ma decisi a fermare chiunque ci sia dietro il furto. Stravaganti e strampalati, con un’estetica minimale ma sufficiente a catturare lo sguardo, Artù e i suoi alleati (no, non i cavalieri) si fanno in quattro per ritrovare personaggi dispersi, fare luce sulla sparizione del Tomo dei Tomi e riportare la pace nella biblioteca che ospita tutto il sapere umano.

Non fatevi ingannare dall’aspetto o dalla personalità dei nostri eroi. Bookbound Brigade è un gioco che vi metterà spesso e volentieri alla prova, mostrandosi più articolato, longevo e complesso di quanto potrebbe sembrare. Dopotutto è un gioco che, come i titoli ai quali si ispira, vuole sperimentare, tenendo il giocatore sempre al proprio posto senza mai farlo sentire sopra il gameplay. Idea dopo idea, abilità dopo abilità, Bookbound Brigade costruisce un’esperienza impegnativa con una curva di apprendimento certo non ripida ma senza dubbio molto progressiva e impietosa, senza interiorizzare la quale vi troverete a pagarne le conseguenze.

Il gioco mette a disposizione quattro macro aree, ben distinte tra loro e anche ispirate, incredibilmente estese, ricche di personaggi e segreti da scoprire ma soprattutto legate a quella progressione di cui abbiamo appena accennato. Bookbound Brigade è un gioco fortemente incentrato sul backtracking (sebbene, tranne quando a favore di trama, non sia granché incentivato) che inizialmente vi obbliga a proseguire con una certa linearità per poi aprirsi a numerosi approcci non appena iniziate ad acquisire le prime abilità. Degli otto eroi a disposizione, ognuno può apprenderne due specifiche alle quali poi si sommano dei più semplici potenziamenti come la salute, l’energia o il numero di combo – nessuna di queste tuttavia sarà a buon mercato, dovrete sudarvele fino all’ultima pagina di romanzo.

Strampalato, accattivante, ingegnoso: questo è Bookbound Brigade

Bookbound Brigade segue una sua logica che all’inizio potrà sembrarvi incomprensibile, o dispersiva come ogni metroidvania, ma piano piano imparerete a comprendere e gestire investendo nella vostra stessa memoria. Sebbene acquisti di senso a mano a mano che si gioca, la mappa rimane comunque piuttosto difficile da decifrare persino per chi è abituato a questa tipologia di giochi e il continuo backtracking potrebbe mandarvi spesso in confusione: a volte quella che potrebbe sembrarvi una porta verso un’altra area vi conduce invece in una sorta di “espansione” della stessa in cui vi trovavate un attimo prima, rendendo complesso capire di fatto quale sia la svolta corretta e quanto estesa sia una zona. A ciò bisogna sommare i numerosi ostacoli che chiederanno ogni grammo della vostra abilità.

L’ingegnosità (e la conseguente profondità) di Bookbound Brigade risiede infatti in una progressione costruita attorno al costante utilizzo delle formazioni, spesso in coppia con le abilità di un eroe, altre volte da alternare in corso d’opera. Per formazione intendiamo la disposizione fisica degli eroi, che possono proseguire come un piccolo gruppo coeso ma anche in fila indiana, in colonna, a ruota, tutte necessarie sia per affrontare il mondo di gioco sia i nemici che lo abitano. I combattimenti infatti, se affrontati di petto, sono molto semplici e fanno affidamento soltanto sul button mashing di un’unica combo, ma è un approccio che non vi porterà lontano: il giusto mix tra formazione e abilità vi garantirà la chiave del successo anche in queste situazioni. L’unica pecca di un sistema di per sé molto elaborato è la reattività dello stesso: non sempre infatti all’input dei comandi seguirà la dovuta risposta, portandovi magari a rifare alcune porzioni di livello oppure a essere soverchiati dalle forze nemiche – complice anche il fatto che le combinazioni da ricordare sono davvero tante e si rischia di confondersi. Non lasciatevi però spaventare da queste premesse: a dispetto di alcune imperfezioni, il gameplay di Bookbound Brigade rimane lo stesso fresco e divertente, ben amalgamato con il resto del gioco.

Artisticamente parlando, il gioco si mantiene molto minimale ma non manca di originalità, sia per quanto riguarda i nemici sia per gli stessi mondi che andrete a visitare – ciascuno nel complesso in grado di restituire la sensazione di una Londra vittoriana alternativa, oppure un’Età Classica (con una spruzzata di Antico Egitto) che faranno da sfondo alle vostre peripezie. Per quanto belle e a volte anche ispirate a vedersi, non bastano a giustificare un backtracking a volte eccessivo soprattutto quando non è necessario per il proseguimento della trama: le missioni secondarie che vi porteranno a cercare gli oggetti perduti, appartenenti ai personaggi visti nel corso del vostro viaggio, sono ridotte all’osso, anche in termini di interazione, ed è un peccato perché i dialoghi sono divertenti. Persino con le loro indicibili freddure.

Conclusioni

Bookbound Brigade è un gioco brillante, soprattutto dal punto di vista del gameplay che riesce a mixare l’ingegnosità alla frenesia. Peccato che l’input dei comandi non sia sempre immediato, rendendo alcune sezioni frustranti. Al di là di questo aspetto e altre smussature di cui necessita, rimane un’esperienza accattivante sotto il profilo artistico e piacevole in merito alla storia – strampalata e stravagante come i personaggi che abitano il mondo creato da Digital Tales.

Un piccolo orgoglio italiano, che vale il suo prezzo e si dimostra un gioco perfetto per Nintendo Switch, sebbene anche su PlayStation 4 sia più che godibile. Il taglio dell’avventura, tuttavia, lo rende proprio adatto a piccoli bocconi in portatile, sdraiati sul divano o per passare il tempo quando si è in viaggio. Digital Tales non è certo nuova al mondo videoludico ma se finora aveva principalmente lavorato su videogiochi di guida, Bookbound Brigade rappresenta un ottimo biglietto da visita per ampliare gli orizzonti: non escludiamo, anzi, che gli sviluppatori abbiano tenuto qualcosa da parte per un eventuale seguito oppure un altro progetto.

Good

  • Divertente e strampalato
  • Artisticamente accattivante
  • Gameplay ingegnoso, frenetico...

Bad

  • ... ma spesso poco reattivo
  • Mappa a tratti difficile da leggere
  • Il backtracking non è molto incentivato
7.5

Niente male

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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