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World of Final Fantasy – Recensione

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I viaggi di Lann e Reynn

World of Final Fantasy
World of Final Fantasy – Recensione

Con una grafica adorabile che conquisterà grandi e piccini, World of Final Fantasy permette di raccogliere, allevare e far combattere mostri leggendari incolonnandoli l'uno sull'altro in vere e proprie torri di mostri. Ritornano i mostri più memorabili di FINAL FANTASY in un mondo fantastico e colorato: una storia epica insieme ai piccoli amici.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

World of Final Fantasy è l’ennesimo spin-off della serie di punta Square Enix, Final Fantasy. Ma forse è anche un modo per celebrare quel trentesimo anniversario che si staglia all’orizzonte del prossimo anno. Forse è un atto di amore verso i tantissimi fan, eppure è anche qualcosa di nuovo e originale. Cos’è World of Final Fantasy?

Il progetto laterale di Square Enix e TOSE diretto da Hiroki Shiba, le cui intenzioni erano quelle di creare un titolo che fosse più vicino ai gusti di un pubblico giovane, dai toni scanzonati ma con una sua identità ben precisa e una voglia di raccogliere il passato di Final Fantasy. Lo scopo? Creare qualcosa che celebrasse quel passato, ma che potesse anche essere appetibile ed interessante ad un pubblico di neofiti, quell’oceano blu che anche il fratello maggiore Final Fantasy XV vuole raccogliere nel suo mondo. Qui, però, non ci sono troni da reclamare né vendette da consumare, ma un mondo fantastico e bizzarro che aspetta solamente di essere esplorato, Grymoire, la terra dei Lillichini ed epicentro dell’avventura dei gemelli Lann e Reynn.

world of final fantasy review

Grymoire è il mondo fantasy per antonomasia: è colorato, variegato e bizzarro, con un popolo unico e fuori dal mondo. I Lillichini sono la variante final fantasy-ana dei lillipuziani, in un certo senso, piccole persone con la testona che vivono in un mondo fatto su misura per loro, insieme ai Miraggi, versioni “lillichine” dei classici mostri o esper che abbiamo imparato ad amare nei trent’anni di questa magica serie. I gemelli Lann e Reynn si trovano a dover esplorare in lungo e in largo il piccolo mondo di Grymoire per conto di… un dio. Dalle premesse piuttosto giapponesi e arzigogolate, l’avventura dei due gemelli si lancia a capofitto nelle storie più classiche, con profezie da compiere e un mondo da salvare. Che è sempre stato un po’ il classico incipit di tantissime storie, ma che in World of Final Fantasy prende una piega inaspettata, e piuttosto interessante a dirla tutta.

L’avventura dei due gemelli si lancia a capofitto nelle storie più classiche, con profezie da compiere e un mondo da salvare

Il tema familiare è infatti estremamente presente in World of Final Fantasy: il rapporto tra Lann e Reynn viene continuamente sviscerato durante l’avventura, con dialoghi e cutscene che dipingono un rapporto fratello e sorella estremamente credibile, ed una coppia che come spesso accade è più forte insieme. Lann è essenzialmente un idiota, mentre Reynn è la più razionale tra i due, rappresentando la voce della ragione rispetto all’impulsivo fratello.

La dinamica tra i due, oltre ad essere straordinariamente divertente grazie a dei dialoghi ottimi e ad una localizzazione magistrale, va ad inquadrare il lato più “maturo” di World of Final Fantasy, raccontando una storia di sacrificio ed egoismo, e più semplicemente di una famiglia, argomento sicuramente scontato ma sempre molto interessante da raccontare e da vivere nel corso dell’avventura.

Abbiamo giù detto che i dialoghi sono fantastici e divertenti? Ah, bene, perché non vi abbiamo ancora detto che il mondo di Grymoire è influenzato da tutti (o quasi) i Final Fantasy che compongono la saga principale e non. “Come?” Vi chiederete, e la risposta è piuttosto semplice: attraverso le sue ambientazioni e i suoi personaggi. Tra i tantissimi lillichini, infatti, ci sono anche loro: Cloud, Squall, Terra, Tidus, Yuna, Lightning e tantissimi altri, piccoli campioni che vanno ad impreziosire l’avventura con le loro piccole storie e riferimenti ai titoli di cui sono protagonisti, in un fan service intelligente e ben dosato che rende World of Final Fantasy nostalgico ma allo stesso tempo fresco, eliminando quel sapore ruffiano di qualcosa messo lì tanto per divertire i fan. Tutti i lillichini sono funzionali alla storia di Lann e Reynn (che vi terrà impegnati ben oltre le 30 ore per essere goduta appieno) e al mondo di Grymoire, dando all’esperienza un taglio squisitamente originale e nuovo.

world of final fantasy first world

Se l’avventura dei due gemelli per le terre di Grymoire ci ha piacevolmente e inaspettatamente divertito e emozionato, pur nella sua semplicità, non possiamo dire lo stesso di… no, anzi, possiamo dirlo eccome: World of Final Fantasy ha un gameplay splendido, che pesca a piene mani nel passato del genere (a turni o con la storica ATB) per dare vita a un qualcosa di estremamente originale e riuscito. Sì, si combatte a turni (in diversi modi, a seconda dei vostri gusti) e si fa letteralmente uso dei Miraggi, mostri e creature dell’immaginario di Final Fantasy che sarà possibile “imprismare” come un novello Ash di Pokémon.

Quello del “catturarli tutti” è sicuramente uno dei mantra che ha ispirato Square Enix e TOSE nel design di World of Final Fantasy, perché la cattura e la gestione dei Miraggi (oltre 200) è parte integrante dell’esperienza: Lann e Reynn non avranno equipaggiamento infatti, ma dovranno creare delle vere e proprie pile di mostri per avere la meglio negli scontri. Se in un primo momento verrà istintivo impilare sulla testa dei nostri personaggi chocobo o mini-behemot, più si va avanti e più il titolo diventerà profondo, con una vera e propria sferografia (i miraggiari) da sbloccare per ogni miraggio e un sistema di gestione delle taglie (S, M, L, XL) che andranno tenute in considerazione nella gestione delle pile.

Oltre alla forma “jiigante” infatti, i nostri protagonisti potranno trasformarsi anch’essi nella forma lillichina, cambiando di taglia e permettendo quindi un assetto delle pile completamente differente, che è possibile alternare a seconda delle proprie esigenze con una semplice combinazione di tasti. Impilare più mostri con la magia Ignis, ad esempio, ci permetterà di accedere ad una versione avanzata della stessa, come Igniga o Ignira. Gestire la pila è quindi alla base del gameplay, come lo è la gestione dei Miraggi e della loro sferografia, che ci permette di potenziarli e di accedere ai “miraggiari” di altri mostri, ampliando le nostre possibilità strategiche. Nell’eventualità volessimo cambiare le pile per rinnovate esigenze, proseguendo nella raccolta dei prismi (utili a catturare i Miraggi selvatici e a sbloccare caselle del miraggiario) o soddisfacendo particolari condizioni potremmo letteralmente trasfigurare i nostri Miraggi: un vero e proprio processo evolutivo che ci permette di accedere a creature più potenti.

World of Final Fantasy ha un gameplay splendido, che pesca a piene mani nella passato del genere per dare vita a un qualcosa di estremamente originale e riuscito

World of Final Fantasy è un titolo sicuramente accessibile (oltre al combattimento “automatico” possiamo accelerare gli scontri con la pressione di R1), dai game over poco punitivi e da una generale generosità per quanto riguarda l’esperienza, allontanando l’annosa eventualità di dover grindare per proseguire nell’avventura principale.  Accessibilità che passa anche per l’interfaccia: semplificata per i neofiti del genere e sviluppata su un menù radiale con scorciatoie assegnate ai diversi tasti o, per gli appassionati, come il più classico dei Final Fantasy, con il box blu e l’indimenticabile manina bianca. Un titolo sicuramente non difficile quindi (ma con un buon livello di sfida), che maschera però la sua apparente mancanza di profondità con una microgestione di una serie di elementi che vanno a stratificare e ad impreziosire il già divertentissimo gameplay di base: dall’equipaggiamento delle miragemme, che permetteranno di potenziare specificatamente Lann e Reynn, alla gestione dei campioni, che ci permetterà di utilizzare in modo oculato durante gli scontri fino a tre personaggi provenienti da Final Fantasy ottenuti finora.

Questo perché World of Final Fantasy ha una mole di contenuti invidiabile, che rivaleggia senza problemi con uno dei tanti capitoli numerati. Ci sono decine e decine di quest secondarie, tutte legate ai nostri lillichini preferiti e alle loro avventure nel mondo di Grymoire, che ci permetteranno spesso di reclutarli o più semplicemente di guardarli interagire e disquisire delle loro piccole grandi disavventure in questo magico mondo. Abbiamo un Cloud all’inseguimento di un misterioso spadaccino dai capelli argentati, o un Edgar alle prese con l’integrazione in città del mago nero Vivi e dei suoi simili.

Piccole storie arricchite dallo sterminato background che hanno ormai i personaggi, ma che trovano in World of Final Fantasy nuova linfa e soprattutto un’atmosfera più scanzonata e divertente. Se a tutto questo aggiungete le sfide dell’Arena e l’arrivo di una modalità multigiocatore (solo su PS4) con cui poter scambiare e sfidare i miraggi di altri giocatori, è palese quanto il lavoro di Square Enix su World of Final Fantasy abbia la dignità e lo spessore di un’opera che va ben oltre il semplice spin-off.

world of final fantasy

Questo lo si nota soprattutto ammirando l’aspetto tecnico e artistico del titolo, sicuramente poco ambizioso dal punto di vista tecnologico, con ambienti e mappe piuttosto piccole e lineari, ma artisticamente sublimi e pulitissime sul fronte estetico, con texture ben definite, e una totale assenza di aliasing che vanno a rendere perfetta la presentazione nella sua interezza.

Il mondo di Grymoire è infatti coloratissimo e raggiante

Il mondo di Grymoire è infatti coloratissimo e raggiante, dalle città fino ai dungeon, passando per i suoi abitanti: da Lann e Reynn, passando per i Lillichini, tutti i personaggi sono splendidamente animati, con un character design “chibi” riuscitissimo e originale. Il doppiaggio, sia inglese che giapponese, è praticamente perfetto: azzeccato per i due protagonisti e perfettamente nostalgico con i lillichini famosi provenienti dai capitoli principali. Tidus ha quella voce lì, e anche Yuna, Lightning e tanti altri. C’è chi non l’ha mai avuta una voce, però, e non possiamo che applaudire di fronte al lavoro svolto anche nei confronti di questi vecchi personaggi.

Menzione d’onore per la localizzazione italiana (dei testi), che a fronte di una scrittura frizzante, divertente e ricca di giochi di parole, è riuscita a traslare perfettamente nella nostra bella lingua tutto il divertimento che gli autori hanno messo in World of Final Fantasy, conciliando forse uno degli aspetti più “insoliti” di questa esperienza Square Enix.

Conclusioni

Quando ho visto Yuna incontrare Tidus, entrambi dolcissimi lillichini, e parlagli come se non lo avesse mai incontrato prima, ma usando parole già ascoltate e addirittura provando a fischiare, ho capito perché World of Final Fantasy funziona: è il vecchio, quel passato nostalgico a cui siamo tanto legati per un motivo o per un altro, unito al nuovo che avanza. Ma non forzatamente, tutto scorre come un déjà-vu: abbiamo già vissuto tutto questo, ma forse non è proprio come lo ricordavamo, ha qualche dettaglio in più e, magari, racconta qualcosa di diverso.

È questione di interpretazione, alla fine, di anni e anni di storia del gioco di ruolo alla giapponese e qualcosa di più. Una storia di due simpaticissimi fratelli, di una famiglia distrutta, e di un mondo fantastico fatto di ricordi di mondi alla deriva nella nostra memoria, e mai stati così vicini. World of Final Fantasy ha un gameplay eccellente e una mole di contenuti importante, è bello da vedere e da ascoltare. Insomma, è proprio un nuovo mondo, figlio di quel Final Fantasy con cui siamo cresciuti e, che forse, grazie a titoli come questo, permetterà ad altri giovani appassionati (e non solo) di crescere. Non è poco, trovate?

Good

  • Dialoghi e narrazione molto divertente
  • Gameplay originale e profondo
  • Visivamente e artisticamente ispirato
  • Fanservice di grande personalità e tanti contenuti
  • Doppiaggio e localizzazione di altissimo livello

Bad

  • Progressione piuttosto ripetitiva
9

Superbo

Inizia la sua carriera videoludica con un Game Boy e una cartuccia di Wario Land. Da allora non ha più smesso, e continua a perdere decimi all'occhio destro giocando a The Legend of Zelda e a qualsiasi titolo stuzzichi il suo (finissimo, a detta di molti) palato da videogiocatore. Quando non gioca si dedica al perfezionamento della sua imitazione di Joe Bastianich, senza disdegnare la compagnia di un buon film.

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