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Nintendo Switch – Recensione

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Il grande ritorno di Nintendo?

Nintendo Switch
Nintendo Switch – Recensione

Quello che vedete sopra è il trailer con cui Nintendo ha annunciato il nome ufficiale della sua prossima, ibrida console: Nintendo Switch. Una home console, ma anche una portatile allo stesso tempo. Ma adesso si sa molto di più sulla nuova console di Nintendo, dalla data di lancio, al prezzo, a cosa conterrà e naturalmente anche i giochi che usciranno, al lancio e successivamente.

Cliccando sull'immagine qui sotto, potrete scoprire tutte le ultime novità, dalla presentazione ufficiale di Nintendo Switch!

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Mesi di attesa, chiacchiere, speculazioni, polemiche e quanto altro ci hanno portato alla resa dei conti finale. Nintendo Switch è qui, e mancano solo due giorni al lancio ufficiale della console sul mercato e dopo un’anteprima positiva nel complesso ma con qualche riserva da verificare, noi di GameSoul siamo qui per aiutarvi a capire quale potrà essere il destino della nuova Nintendo Switch, su cui la compagnia investirà parte del proprio futuro nei prossimi anni. Ora come ora, le basi sono probabilmente note a tutti, qualcuno sarà anche riuscito a provarla durante l’evento dedicato: Switch si celava dietro la misteriosa dicitura NX che ci ha accompagnato per oltre un anno, fino allo scorso autunno, succederà al precedente Wii U, sarà rilasciato in tutto il mondo il 3 marzo e pur disponendo di tre modalità di gioco differenti è nata anzitutto come console casalinga, dunque non andrà a sostituire (con buona pace di molti che lo credevano possibile) ciò che Nintendo 3DS con la sua portabilità ancora rappresenta per il brand. Ibrido sì ma con un proprio preciso scopo.

Posto questo, ci sono diverse domande alle quali dare risposta. Quanto è potente, anzitutto? Come si comportano, nei confronti del giocatore, le tre modalità di fruizione? È nel complesso sufficientemente innovativo da fare dimenticare il periodo “buio” di Wii U? Ultimo ma non meno importante: 330€, una somma non da poco, sono un valido investimento per staccare il primo biglietto d’ingresso di questa coraggiosa console next generation? Per dare una risposta complessiva, prima di entrare nel merito di ognuna, possiamo affermare che giocare a Nintendo Switch è stato un po’ come svegliarsi da un incubo: dopo una iniziale confusione, tutto si dissolve per rassicurarci e dirci che il mostro non era reale, era solo nella nostra testa. Con questo non intendiamo demonizzare una console che i suoi pro li ha avuti, un bicchiere mezzo pieno che forse non ci si è sforzati abbastanza per riempire, ma neppure ignorare quei grossi inciampi su cui la compagnia aveva invece investito (il doppio schermo, per dirne uno) e dai quali, grazie a Switch, si è in larga parte risollevata: Nintendo dimostra di aver imparato la lezione, dunque a oggi consideriamo quello sfortunato predecessore come un banco di prova, un mezzo con cui tastare il terreno per arrivare a proporre tuttò ciò che avrebbe potuto essere. Appunto, Nintendo Switch.

La parola chiave per questa nuova console è “deliberato”. Tutto lascia a intendere la consapevolezza della grande N su cosa Switch dovesse fare fin dall’inizio e come il giocatore dovesse interagire con esso; ogni singolo componente è stato pensato con un compito ben preciso per farne, come in un puzzle, un pezzo indispensabile per completare il quadro. Qualcosa di necessario senza essere superfluo, che si incastra perfetto nell’insieme. Nonostante fossimo dunque già riusciti a provarlo in anteprima all’evento dedicato, abbiamo lo stesso aperto la confezione con l’eccitazione della prima volta: c’era un’aspettativa di freschezza che no, non è stata tradita.

Nintendo Switch Videorecensione

A cominciare dal design, Nintendo Switch si presenta dal punto di vista estetico come la migliore console realizzata finora dalla compagnia. Piccola, maneggevole e dalle grandi potenzialità, si allinea all’idea di una console casalinga pensata per essere portata sempre con sé, mantenendo un concetto di ibridazione questa volta molto più funzionale rispetto al predecessore. Piccola nelle dimensioni, dunque, ma grande nelle prestazioni – come vederemo. In un corpo macchina di soli 10,2 cm di altezza, circa 24 cm di larghezza e uno spessore di 1,4 cm, per un peso complessivo di 297g (senza Joy-Con collegati), troviamo uno schermo LCD multi touch da 6,2″ e una risoluzione attestata 1280×720 in modalità portatile o da tavolo, che aumenterà fino a 1920×1080 e 60fps quando collegata alla TV. In alto partendo da sinistra troviamo il pulsante di accensione, affiancato dai due per il volume, mentre sulla destra abbiamo rispettivamente il jack per le cuffie – è confermato che la console non supporterà alcun tipo di cuffia bluetooth – e lo slot per le cartucce di gioco, non troppo dissimili da quelle 3DS o DS. Al centro, una piccola ventola per l’aria. Infine, nella parte inferiore, troviamo un sensore di luminosità, due altoparlanti e una porta USB di tipo C che collega lo schermo al caricabatterie, mentre sui lati si trovano le guide per far scorrere e attaccare i due Joy-Con, una fusione in piccolo di Wiimote e Nunchuk dell’originale Wii. Abbiamo quindi di fronte un tablet funzionale, un insieme di metallo, plastica e vetro molto ben realizzato.

Dimostrando ancora una volta di non essere allineata rispetto alla visione tradizionale dei controller, Nintendo ci propone questi due nuovi accessori dal design semplice: 10,2 cm di altezza, 3,6 cm di larghezza per quasi 3 cm di spessore e un peso pari a 49g e 52g. La dimensione ridotta è bilanciata da un’ottima ergonomicità, nonostante la dimensione dei grilletti e delle levette analogiche ne risulti leggermente compromessa: i problemi legati alla loro taglia, tuttavia, sembrano essere di natura più psicologica che materiale di per sé. Durante la nostra prova non abbiamo rilevato difficoltà in tal senso. La durata della batteria interna non rimovibile è approssimativamente di 20 ore, mentre ne sono necessarie circa tre e mezzo per la ricarica completa – collegandoli alla console oppure sfruttando un caricatore venduto a parte. I Joy-Con si allineano alla triplice modalità di fruizione di Switch e possono essere usati da soli, legandoli ai polsi tramite due comodi laccetti che ne aumenteranno appena le dimensioni; oppure collegandoli al tablet per giocare in modalità portatile; o ancora, unendoli all’impugnatura ad hoc compresa nella confezione per sperimentare la modalità da tavolo o quella TV. Se ben ricordate, la forma curiosa che si ottiene con quest’ultima opzione ha scatenato la creatività del web, dal quale è emersa una sorta di mascotte nelle sembianze di un piccolo, bizzarro cagnolino. Nonostante la loro stranezza, o forse proprio per questo, i Joy-Con fanno parte della magia di Switch: nel complesso parliamo di due controller ottimi, eccezionalmente flessibili e intuitivi, la cui responsività speriamo possa restare tale anche con titoli futuri più impegnativi, in termini di interazione.

Dal punto di vista estetico, Switch è la miglior console Nintendo

A chiudere il cerchio dei componenti c’è la dock station. Realizzata totalmente in plastica, a differenza del corpo macchina, misura 10,4 cm in altezza, 17,3 cm in larghezza e 5,4 cm in profondità, pesa da sola 327g ed è il ponte di collegamento tra Switch e un display esterno. Sul retro c’è uno scomparto apribile che presenta una porta per l’alimentatore, una porta USB 3.0 e una porta HDMI; una volta richiuso, i cavi passeranno comodamente attraverso un’apertura laterale. Altre due porte USB 2.0 si trovano sul lato sinistro e grazie a un update futuro si aggiungerà il supporto 3.0. Oltre a quanto già detto, è possibile collegare un adattatore USB-Ethernet se preferite una connessione via cavo al vostro sistema: nel caso abbiate una copertura Wi-Fi discontinua, una connessione cablata risulterebbe più affidabile e se poi voleste un look “più pulito” vi basterà utilizzare la porta USB retrostante per non avere cavi in vista. Proseguendo, il piccolo led in basso a sinistra informa quando il dispositivo è connesso alla televisione. Il corpo macchina può essere inserito e rimosso con semplicità, garantendo un immediato passaggio da portatile a fisso –  una caratteristica unica e, proprio per la sua rapidità d’azione, uno dei punti di forza.

Nintendo Switch Recensione

Abbiamo visto la corazza ma cosa c’è al di sotto? Nel cuore di Nintendo Switch lavora un processore NVIDIA Tegra Custom, che ancora una volta stacca di netto la console da Wii U presentandola agile e veloce dal punto di vista operativo, molto più votata a compiti stressanti per la CPU (come potrebbe essere il multitasking, ad esempio l’alternanza tra browser web e gioco senza la necessità di chiudere uno dei due) rispetto alla precedente; anche dal punto di vista grafico, abbiamo già sottolineato la rapidità di passaggio tra una modalità e l’altra, non abbiamo trovato nulla da ridire giocando a The Legend of Zelda: Breath of the Wild, nessun calo di frame-rate e un’ottima resa tanto in 1280×720 quanto in 1920×1080, con una gestione delle texture disinvolta. Naturalmente un titolo solo non è sufficiente ad attestare certezze ma considerato di che gioco stiamo parlando, pensando alle sua potenzialità, è di sicuro un ottimo inizio. Per quanto riguarda la memoria interna, inizia la prima nota dolente: abbiamo 32GB, di cui una parte riservata ai dati di sistema, espandibili grazie allo slot per schede MicroSD, MicroSDHC e MicroSDXC (per l’uso di quest’ultime è richiesto un update tramite connessione internet) posto sul retro del corpo macchina, sotto il sostegno in plastica. Nonostante sia confermato il supporto di schede fino a 2TB ci ritroviamo di fronte allo stesso problema che aveva caratterizzato Wii U, ossia un’offerta inferiore rispetto agli attuali standard di mercato e che comporta un costo ulteriore da aggiungere a una spesa già di per sé elevata.

Una piccola nota a margine sul supporto in plastica per la modalità da tavolo. Generalmente malvisto per la sua fragilità e come una stonatura nell’eleganza metallica di Switch, troviamo invece che la motivazione dietro la scelta compiuta da Nintendo sia ragionevole: ha preso in considerazione la distrazione che potrebbe occorrere nell’inserire il corpo macchina nella dock station senza aver prima chiuso il “cavalletto” e dunque offerto un componente che in tal caso salti via senza però rompersi. Non va presa come scusa per ricadere più volte nel medesimo errore ma certo denota un’accortezza di design non indifferente.

Tornando a noi, abbiamo lasciato per ultimo l’elemento interno più discusso e non a torto: la batteria. Fissa attorno alle cinque ore con luminosità al massimo ma senza alcun gioco in esecuzione, le prestazioni calano drasticamente quando si gioca a Breath of the Wild – e probabilmente ad altri titoli sulla falsa riga. Parliamo di meno di tre ore, poco più se la luminosità è bassa. Per una console nata per giocare dove si vuole e quando si vuole non possiamo definirlo un punto a favore, pur essendo agevolati i tempi di ricarica: l’adattatore ricaricherà la console con una media di 1% al minuto se mantenuta in modalità riposo.

Nintendo Switch è un ottimo passo avanti ma non fino in fondo

Dopo aver sistemato la configurazione di base, che richiede la creazione di un account e l’impostazione di una connessione internet, saremo portati a una home page scarna, minimalista se vogliamo anche a livello di colori e musica di sottofondo, ma non per questo incompleta o spiacevole. Tutt’altro, anzi. In alto a sinistra abbiamo come prima cosa l’icona utente che mostra, appunto, l’utente attuale sul sistema (ogni console ne può tenere fino a otto): cliccandoci sopra saremo portati a una pagina gestionale interna, dove potremo collegare un Account Nintendo, controllare la lista amici, aggiungere amici, modificare il nickname o l’immagine profilo senza limitazioni. Per quest’ultima possiamo scegliere tra un buon numero di personaggi che hanno fatto la storia dei videogiochi, oppure creare un Mii – opzione non più obbligatoria com’era su Wii U. Non ci sono ancora modi di aggiungere ulteriori icone ma non è remota l’eventualità che Nintendo implementi questa funzione. Infine, da un elenco di colori preimpostati, si può scegliere uno sfondo per abbellire ulteriormente. Sempre in alto, sulla destra, vediamo l’ora corrente, lo stato della connessione Wi Fi e la durata della batteria, espressa in percentuale cliccandoci sopra. Da notare che quando completamente scarico, il sistema andrà in modalità riposo, evitando la perdita di dati. Una sorta di palliativo alla durata della batteria.

L’elenco a scorrimento orizzontale di Nintendo Switch nel mezzo contiene tutti i giochi in possesso. Premendo i pulsanti + o – sui Joy-Con entreremo nelle opzioni relative al gioco selezionato, che comprendono aggiornamento software, gestione dati, My Nintendo programma a premi e altro. Essendo prevista una patch day one, molte funzionalità specialmente online non è stato possibile revisionarle. Di particolare importanza per questa patch sono i router Wi Fi dove è richiesta l’autenticazione a internet: non disponendo Switch di un proprio web browser, l’operazione non è possibile ma Nintendo, per rimediare a un ovvio malcontento di chi userebbe la console in modalità portatile all’esterno, implementerà al day one un applet così da consentire l’accesso anche a queste reti.

Subito sotto i giochi troviamo le icone del menu di sistema: le Notizie, tramite cui Nintendo ci mantiene aggiornati sulle sue attività, che appaiono anche sul lato sinistro dello schermo quando in modalità riposo; l’E-Shop, disattivato in attesa della patch di cui sopra; l’Album, dove sono salvate tutte le catture, che possono essere eliminate, modificate, spostate su MicroSD e, con l’aggiornamento, anche condivise sui social; il Controller mostra lo stato di carica del sistema e dei Joy-Con e permette la sincronizzazione di nuovi controller, siano essi altri Joy-Con oppure Pro; nelle Impostazioni di Sistema ci sono diverse opzioni, assistenza, modalità aereo, luminosità, blocco schermo, filtro famiglia, internet, gestione dati, utente, mii, amiibo, temi, notifiche, modalità riposo, controller e sensori, uscita TV e infine sistema, ciascuno con le proprie sottosezioni. Da ultimo, la Modalità Riposo. Tornando alla schermata principale, un’icona in basso a sinistra ci indicherà lo stato attuale dei nostri Joy-Con: connessi al corpo macchina, uno solo disconnesso, entrambi disconessi. Importante notare in tutto questo come il sistema operativo sia molto rifinito, ben lontano dall’instabile Wii U che aveva tempi di caricamento lunghi anche per la più minima funzione: non troviamo nulla di simile in Nintendo Switch, il cui funzionamento è più agevole, responsivo e veloce sia fuori che dentro la dock station.

Conclusioni

In conclusione è difficile sbilanciarsi su Nintendo Switch, perché è una console controversa, con i suoi pro e i suoi contro. Abbiamo un grosso passo avanti per la compagnia, che dimostra di saper riconoscere le proprie passate mancanze e porvi rimedio in alcuni punti: una user interface ottima, essenziale nella sua semplicità e funzionale, accompagnata da un’altrettanto valida user experience. Abbandona il tanto odiato doppio schermo per tornare a quello singolo ma senza rinunciare a mixare l’esperienza videoludica, tenendo fede alla ferma promessa di una console casalinga da portare ovunque lo si desideri.

È una console elegante, con una grande qualità costruttiva e una resa grafica ottimale, per quanto abbiamo potuto vedere. La navigazione del menu è fluida, il sistema operativo comprensibile a prima vista, il touchscreen sensibile, un pezzo moderno di tecnologia e dunque un chiodo su cui battere vista la precedente esperienza. Un must have, insomma, se solo non fosse così cara. Sì, perché al di là della gloria ci sono alcune imperfezioni che ci costringono a riscuoterci da un hype giustificato per fare i conti con la realtà: difficile perdonare i 330€ del lancio quando da questa spesa sono esclusi i giochi (un bundle non avrebbe guastato), una scheda MicroSD, il Controller Pro (la cui necessità alla lunga si fa sentire) e il caricatore dei Joy-Con. Sul piano economico, Nintendo Switch non esce proprio a testa alta e a questo vanno aggiunti i problemi con la batteria, una line-up di lancio piuttosto debole dove è solo The Legend of Zelda a spiccare, uno schermo poco responsivo alla luce diretta e un’offerta online sulla quale ci sono ancora molti punti oscuri ma che, al momento, non può competere con quelle di Sony e Microsoft. Questi problemi sono in aperto contrasto con quanto Switch sta facendo e l’evidente visione che vi sta dietro: ci sono molte piccole accortezze estremamente intelligenti a sottolineare un brand pronto a partire e, forse solo filosoficamente per ora, Switch ha tracciato un percorso diverso cui pare adattarsi molto bene. Rimane da chiedersi fino a che punto queste difficoltà mineranno la sua strada.

L’innovazione di Nintendo Switch è nella sua versatilità e siamo convinti sia un prodotto meritevole d’acquisto ma sul quale riflettere e non farsi guidare dall’entusiasmo, prima di investire una somma considerevole per poi ritrovarsi a fare i conti con dei risultati che potrebbero non allinearsi alle aspettative.

Good

  • Design unico
  • I Joy-Con sono ottimi controller
  • Tutte le modalità sono funzionali
  • Si prospettano titoli interessanti
  • Interfaccia semplice ed essenziale

Bad

  • Prezzo troppo alto per i contenuti
  • Line-up di lancio poco convincente
  • Durata della batteria limitata
  • Offerta online ancora poco chiara
Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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