Final Fantasy XII: The Zodiac Age – Recensione

Final Fantasy Wars

Final Fantasy XII: The Zodiac Age
Final Fantasy XII: The Zodiac Age recensione

L'ultimo capitolo uscito su PlayStation 2, torna ora in una nuova versione su PlayStation 4, con un sistema di combattimento completamente rivisto.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:

La Ivalice di Final Fantasy XII, ma anche di quel Tactics spesso dimenticato, resta probabilmente una delle ambientazioni più belle che un Final Fantasy abbia mai regalato ai suoi giocatori. Una via di mezzo tra uno sci-fi dallo stampo fantasy come Star Wars e un medioevo europeo, fatto di colori lussureggianti e di regni in guerra tra loro. Uscito praticamente alla fine del ciclo vitale di Playstation 2, il titolo ha diviso critica e pubblico, e viene spesso considerato uno dei capitoli principali più sottovalutati dell’amata serie Square Enix, uno dei pochi titoli insieme forse a Final Fantasy IX a “non essere stato capito” e a meritare quindi una seconda chance.

Seconda possibilità datagli grazie alla versione, solo giapponese, International Zodiac Job System, che rivoluzionava il gioco trasformando il sistema di classi e gambit, uno dei punti più discussi dell’intero titolo. Su quella versione poggiano le fondamenta di Final Fantasy XII: The Zodiac Age, che con un nuovo sistema di classi ed alcuni accorgimenti per migliorarne la godibilità punta dritto al cuore dei fan più tradizionali di Final Fantasy.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age

Nella colorata e vibrante città di Rabanastre, cuore pulsante del regno di Dalmasca, un giovane ladruncolo di nome Vaan e la sua cara amica Penelo portano avanti la loro vita, tra lavori improvvisati e l’aiuto di Migelo. I due hanno perso tutto durante la guerra portata avanti dall’Impero di Arcadia contro i regni meridionali. Senza più una famiglia che badi a loro, i due si coprono le spalle a vicenda, ma Vaan sogna in grande: in una spirale di eventi e avventure, con in tasca il sogno di solcare i cieli di Ivalice come un aviopirata, Vaan si trova invischiato nelle vicende di altri personaggi e nel destino del regno di Dalmasca.

Il suo sarà un riscatto, e così insieme a Balthier, un aviopirata, e Fran, una Viera, si mette in viaggio. Final Fantasy XII: The Zodiac Age inizia a piccoli passi, introduce e delinea le vicende che fanno da sfondo ai nostri personaggi, li racconta e li lascia raccontare. Un approccio narrativo lento e inusuale per la serie, ma che riesce a donare alla vicenda un respiro epico, e un fascino unico. Nel cammino della principessa Ashe verso la liberazione del proprio popolo poi, si concentra quella che è la narrazione principale, un intreccio politico piuttosto complesso, che costituisce forse quel “odi et amo” che ha accompagnato il dodicesimo capitolo della saga in tutti questi anni.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age regala un’avventura più unica che rara

Perché se da un lato Final Fantasy XII: The Zodiac Age si presenta con un cast dal background affascinante e dalle motivazioni intense, con personaggi che hanno una personalità e uno spessore, dall’altro si ha una vicenda volutamente matura, nei toni e nella presentazione, che vira dal classico percorso di ricerca personale della saga per costruire qualcosa di sontuoso e grande, a cui va dato il giusto tempo per brillare.

Un ingranaggio complesso, ma che funziona: dagli splendidi dialoghi, che arricchiscono la chimica tra i personaggi e i legami tra essi, nonché i rapporti di forza, Final Fantasy XII: The Zodiac Age regala un’avventura più unica che rara. È un fantasy moderno, che parla di guerra e perdita, e lo fa attraverso personaggi umani e semplici, ma che con il loro viaggio straordinario nelle terre di Ivalice cambieranno il destino di Dalmasca. Non possiamo farvi spoiler, ne vogliamo, ed è per questo che ci getteremo subito a capofitto ad analizzare il gameplay e le novità introdotte in questa particolare remastered. Fatto sta che l’unicità della storia narrata va sicuramente celebrata, sebbene forse manchi quel “carisma” proprio di alcuni dei capitoli più iconici. Ma Final Fantasy XII: The Zodiac Age è un titolo complesso, anzi, è un Final Fantasy complesso, ed è giusto prenderne atto, dopo tutti questi anni.

Come ogni avventura che si rispetti ma soprattutto, come ogni j-rpg che si rispetti, anche Final Fantasy XII: The Zodiac Age ha il suo bel da fare in termini di gameplay. Parliamo infatti di un sistema di combattimento in tempo reale, con una sorta di pausa tattica per impartire gli ordini al party (di 3 personaggi al massimo, più un ospite) e un sistema incredibilmente profondo e complesso, i Gambit, a dettare le strategie e le azioni dei personaggi. Se da un lato abbiamo infatti un combat system piuttosto standard, molto simile per tempi e struttura a quello di un MMORPG, il sistema di Gambit, che va ad agire proprio sull’I.A. dei personaggi permette di elaborare strategie e azioni estremamente complesse, tanto da annullare in alcuni casi l’azione del giocatore, che può tranquillamente posare il pad e assistere alle azioni intraprese dal party e intervenire solo in caso di necessità.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age è un’esperienza strategica entusiasmante, complessa e divertente

Il Gambit va quindi impostato su ogni personaggio, selezionando ed assegnando a differenti slot un azione e un bersaglio: le opzioni sono molteplici, abbiamo azioni che il personaggio può rivolgere a se stesso, o azioni che verranno effettuate solo se la percentuale di HP dell’alleato/nemico è inferiore al 70% del totale. Si può allo stesso tempo sfruttare la debolezza di un nemico, che una volta individuata con Scan permetterà al personaggio con il gambit indicato di trarne subito vantaggio, magari lanciando una magia efficace verso di essa. Come ci auguriamo possiate intuire da queste parole, il sistema di Gambit di Final Fantasy XII: The Zodiac Age è estremamente complesso e profondo, richiede tempo per essere compreso a pieno e soprattutto, richiede tanta pratica e sperimentazione.

Sperimentare è la parola chiave, viste le decine e decine di azioni possibili attraverso il Gambit, che sarà possibile acquistare in una delle “Gambitterie” in giro per Rabanastre o per le altre città di Ivalice. Al fianco dei Gambit, abbiamo in questa remastered un rinnovato sistema di Job, marchio di fabbrica della serie, che in questo dodicesimo capitolo permette ad ogni personaggi di averne non uno, ma ben due. Una volta scelta la propria scacchiera dalle 12 disponibili (i ruoli sono tantissimi, dal mago bianco fino al samurai e al monk, le possibilità offerte sono davvero notevoli), si potranno spendere i punti LP ottenuti in battaglia per sbloccare skill, potenziamenti e dare quindi forma al proprio personaggio. Viene quindi abbandonata, fortunatamente, la grande e confusa scacchiera uguale per tutti i personaggi dell’originale. In questo senso, questa è probabilmente la novità più grande e di rilievo di Final Fantasy XII: The Zodiac Age, che diventa un’esperienza strategica entusiasmante, complessa e divertente, soprattutto dopo le prime lente ore di gioco. Una volta sbloccate le arti mystes, e gli Esper, le possibilità sono molteplici.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age recensione

Chiunque abbia già giocato il titolo nella sua versione originale sa quanto “lento” possa risultare a volte Final Fantasy XII: le mappe sono vaste, complesse e incredibili, se si pensa che parliamo di un titolo PS2, e spesso livellare o attraversarle per affrontare alcune attività secondarie, come quella della caccia alle taglie dei mostri, può risultare tedioso. Un’altra interessante novità introdotta ad alleggerire questo peso è, piuttosto semplicemente, uno “speed mode” che aumenta la velocità del gioco del doppio, o del quadruplo, con la semplice pressione di un dorsale. Inutile stare a discutere sulla sua sacrosanta utilità, e insieme alla rinnovata possibilità di poter guardare la mappa in trasparenza mentre si gioca, senza dover andare nel menù fisso ogni secondo, possiamo dire senza tanti problemi che Final Fantasy XII: The Zodiac Age impara dai propri errori e gli sviluppatori hanno messo a segno alcuni colpi precisi e decisi per migliorarne l’esperienza (fantastica) complessiva.

Anche a distanza di anni siamo di fronte ad un titolo splendido da vedere e da ascoltare

Ultima ma non meno importante novità è la presenza di un Trial Mode, una mega sfida di 100 livelli separata dal gioco principale, ma allo stesso tempo parte integrante dell’esperienza. Nei cento livelli dovremo infatti mettere a punto strategie e centellinare l’uso dei Gambit per portare a casa la vittoria e gli oggetti e i tesori ottenibili ed importabili poi nell’avventura principale. Un’aggiunta piuttosto interessante, sia a livello contenutistico, laddove già l’offerta base del titolo è enorme e promette centinaia di ore di gioco, ma soprattutto per testare e sperimentare differenti strategie e setup in situazioni differenti, lasciando ampio respiro alle possibilità strategiche di Final Fantasy XII: The Zodiac Age.

Come ogni Final Fantasy che si rispetti poi, anche a distanza di anni siamo di fronte ad un titolo splendido da vedere e da ascoltare. Con un impianto grafico rifinito, dalle texture fino al sistema di illuminazione, Final Fantasy XII: The Zodiac Age fa una bellissima figura anche su PS4, sugli schermi full HD e perché no anche su quelli 4K. Attraversare la Pianura di Giza, esplorare Rabanastre o Buhjerba resta un’esperienza meravigliosa, anche a quasi 10 anni di distanza. Senza contare il delizioso lavoro svolto per rimasterizzare la colonna sonora, che unisce il fantasy a quel sapore sci-fi che solo il mondo di Ivalice porta con sé. Menzione speciale per il doppiaggio inglese, che sebbene pecchi di una qualità audio oramai non all’altezza dei tempi, si difende splendidamente grazie alle performance e alle voci di ogni personaggio. Quando c’è personalità insomma, si regge anche alla prova del tempo.

Conclusioni

Final Fantasy XII: The Zodiac Age è l’edizione definitiva (ed equilibrata) di un titolo che ha spesso diviso gli appassionati (e non solo) in passato. Questa è la sua seconda chance per brillare, e secondo noi lo fa in tanti modi diversi: con una narrazione che abbraccia tanti aspetti del fantasy, come la politica, la guerra e l’avventura; e con un gameplay sì strategico, ma finalmente versatile e intuitivo grazie all’introduzione del Zodiac Job System.

Le novità introdotte a migliorare l’esperienza e la fruibilità del titolo sono poi una manna dal cielo, e permettono a Final Fantasy XII: The Zodiac Age di scrollarsi di dosso la nomea di titolo pesante, tedioso e confuso. Queste sensazioni sono alle volte ancora presenti, ma il lavoro di rifinitura e ripensamento di Square Enix, oltre che di rimasterizzazione, è a nostro avviso perfettamente riuscito. Ivalice vi aspetta, dunque.

Pro

  • Narrazione matura, e fuori dai "canoni" della serie
  • Sistema di combattimento rivisto, profondo e divertente
  • Visivamente è sempre pregevole
  • Doppiaggio di altissimo livello
  • Piccoli accorgimenti che migliorano l'esperienza

Contro

  • Ritmo lento, soprattutto nelle prime ore
9.2

Superbo

Inizia la sua carriera videoludica con un Game Boy e una cartuccia di Wario Land. Da allora non ha più smesso, e continua a perdere decimi all’occhio destro giocando a The Legend of Zelda e a qualsiasi titolo stuzzichi il suo (finissimo, a detta di molti) palato da videogiocatore. Quando non gioca si dedica al perfezionamento della sua imitazione di Joe Bastianich, senza disdegnare la compagnia di un buon film.

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