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Ralph Spacca Internet – Recensione

Un'emozionante storia di amicizia che rende Ralph e Vanellope i pilastri portanti del film

Ralph Spacca Internet – Recensione

È impossibile non pensare a quel piccolo capolavoro emotivo di Inside Out, quando ci si siede al cinema e dopo la prima mezz’ora nell’ormai familiare Litwak siamo catapultati nello sconfinato internet assieme ai nostri due vecchi amici: Ralph e Vanellope si trovano infatti costretti a violare dei confini a loro sconosciuti, e proprio come Pixar è riuscita a ricreare un intero mondo gestito da regole precise all’interno della mente umana, così Disney ha fatto dell’internet un panorama pratico e logico – dove le cose più piccole a noi apparentemente insignificanti prendono una forma concreta.

Eccoci dunque simpatizzare per Ralph quando scansa un pop-up che lo tenta con una tecnica dimagrante miracolosa, o un altro che promette incontri piccanti con casalinghe sole e disperatamente in cerca di amicizie. Oppure provare un’istintiva prudenza davanti all’altra faccia della medaglia, il dark web: un alveare del crimine, che lungo i suoi vicoli contorti vede strisciare mostri grotteschi di ogni tipo, pronti a offrire qualsiasi cosa di cui abbiate bisogno… al giusto prezzo.

Praticamente tutto quanto concerne Ralph Spacca Internet è migliore, più divertente e ispirato rispetto al predecessore poiché si pone come sequel e, al contempo, nuova bozza del concetto stesso del franchise. Gran parte della delusione nata con Ralph Spaccatutto è stata la mancata opportunità di realizzare un film in grado di fondere la nostalgia per i videogiochi anni ’80 con una storia fresca e ben sceneggiatata: il sequel si preoccupa esattamente di questo, per cominciare.

Ogni frame sprizza vita, colori e battute ispirate capaci di far ridere grandi e piccoli. Troverete YouTubers e strizzate d’occhio a Fortnite, capre urlanti e gattini (tantissimi gattini), ma l’apice si raggiunge quando la nostra coppia di improbabili eroi raggiunge nientemeno che Oh My Disney – il sito ufficiale della multinazionale dove prendere parte, fra le altre cose, ai classici quiz che tutti almeno una volta abbiamo provato. Qui, la presenza combinata di tutte le proprietà Disney porta a tanti di quei riferimenti da far girare la testa, in una grandiosa sinergia di brand che potrebbe essere vista con la giusta dose di cinismo se i registi Rich Moore e Phil Johnston non avessero fatto in modo di cancellarlo quasi completamente dalla nostra mente – tutto grazie a una consapevole dose di autoironia che porta Disney a scherzare sui suoi stessi personaggi. Memorabile a riguardo la scena che coinvolge Vanellope e le Principesse.

Ralph Spacca Internet è migliore, più divertente e ispirato rispetto al predecessore

Assieme a poche altre e soprattutto alla sequenza finale, nella quale è racchiuso l’intero film con il suo messaggio più vero, è nella sua ilarità un momento molto profondo: perché Vanellope, la vera protagonista di questo sequel, è una principessa e al contempo non lo è, nel senso che rifugge tutti i canoni e i cliché ai quali Cenerentola, Biancaneve, Aurora e tante altre sono legate; vecchi modelli che Disney mette in discussione con un’apprezzabilissima autoironia, dimostrando che una principessa non ha sempre bisogno di un principe e, anzi, può essere lei e saltare in groppa al bianco destriero e correre in soccorso del suo bello. O forse no, niente cavalli bianchi, sono stereotipi anche quelli: meglio un abbigliamento moderno e la libertà di scegliere da sole cosa fare, slegate da ogni schema o costrizione, sfruttando le proprie potenzialità. Siano esse capelli magici o una voce incantevole, l’importante è riconoscersi e valorizzarsi per chi sentiamo di essere davvero.

Sebbene la sovrabbondanza di marchi e proprietà intellettuali possa, come ho scritto, indurre un certo cinismo in particolare se si è visto Emoji – Accendi le Emozioni, fortunatamente non siamo di fronte a una gratuita glorificazione del brand. Per motivi legali o di storytelling, aziende come YouTube o Google (sebbene quest’ultima abbia un palazzo dedicato con il suo nome originale) vengono sostituite nel film da BuzzTube nel primo caso – gestito da un’esuberante e perfetta Yesss – e dal simpatico Lesotutte, che funge da motore di ricerca principale: questi due, insieme ad eBay da cui poi derivano tutte le loro peripezie, sono gli unici contatti profondi di Ralph e Vanellope con internet.

Ricordiamoci che stiamo vivendo questo mondo attraverso gli occhi di due personaggi che non sono mai usciti prima dalla loro bolla arcade, sarebbe stato impensabile farli agire spensieratamente con il web come se lo conoscessero da una vita, e ciò spiega anche perché siano attratti da gag, meme e tendenze che a noi – consumatori più navigati – sembrano vecchie o poco divertenti.

Ralph Spacca Internet ci sfida a sperare nel futuro

Ma in tutto questo, la componente videogioco dov’è? C’è e prende corpo grazie alla bellissima Shank, la tosta protagonista del Grand Theft Auto versione Disney meglio noto come Slaughter Race: è lei il nodo principale nell’arco narrativo di Vanellope, la figura cui la piccola pilota guarda, della quale invidia la libertà e il brivido di una corsa sempre sul filo del rasoio. Vanellope è, insomma, una Principessa Peach che fugge da Mario Kart perché innamorata di Need for Speed – o qualunque altro gioco simile vi possa venire in mente. E sarà proprio questo incontro a bollare ancora una volta Ralph come un personaggio negativo, rendendolo ancora una volta insopportabile ai nostri occhi con la sua pretesa di essere unico per Vanellope al punto da… be’, rompere effettivamente l’internet.

Ralph non è davvero cattivo ma la nomea che ha avuto fin dalla sua nascita con Felix Aggiustatutto, e il fatto che Vanellope lo ritenga il suo eroe, lo rende a tal punto bisognoso del suo affetto da rifiutare la possibilità che lei possa crescere, lasciare il nido e volare da sola, o affezionarsi ad altri che appunto non siano lui. È una situazione alla quale è estremamente semplice relazionarsi, una di quelle che molti famigliari o amici hanno sperimentato, e vedere il film affrontarla è avvincente, soprattutto perché la storia non si lascia soffocare dall’internet e le sue distrazioni. Viaggiano su binari paralleli e, anzi, internet offre con la sua sconfinata libertà e il senso di scoperta la perfetta ambientazione perché questa narrazione si sviluppi.

Ralph Spacca Internet non si mostra certo ingenuo verso l’impatto che la tecnologia ha sul nostro benessere, ma nel creare un mondo tanto pieno di vita, colori ed emozioni – così viene filtrato dagli occhi affascinati di Vanellope – ci sfida a sperare nel futuro. È quel tipo di film il cui contenuto materiale potrebbe sfiorire presto (come la stessa Yesss insegna, ciò che è tendenza adesso non lo sarà più dopo cinque minuti) ma il suo insegnamento durerà nel tempo: perché al di là delle genuine risate c’è una storia profondamente umana di crescita e consapevolezza che l’altra persona, chiunque essa sia, potrà e dovrà muoversi anche senza di noi. Nessuno viene abbandonato, o dimenticato, bensì diventa un tassello essenziale di quel puzzle che è la vita.

Ralph Spacca Internet uscirà nelle sale il 1° gennaio

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Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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