WWE 2K24 conclude la storia – Recensione

L’entusiasmo è palpabile, l’emozione vibrante e il pubblico è davvero incontenibile: la strada verso Wrestlemania è tracciata e WWE 2K24 (disponibile da GameStop, a questo link) punta a farci vivere in prima persona il viaggio verso lo showcase degli immortali!

Un appuntamento imperdibile, unico, che si preannuncia come il più sensazionale evento della storia della WWE. Sì, è vero, un po’ come la Apple di qualche anno fa anche in casa di McMahon Lavesque c’è la tendenza a sopravvalutare ogni spettacolo in arrivo, in una tendenza di crescita che se fosse trasportata alla realtà probabilmente ci consegnerebbe spettacoli lungi una settimana e svolti sulla luna, ma a questo giro davvero stiamo per assistere a qualcosa di magico.

La storia di Cody Rohdes che si avvicina al suo completamento, il ritorno di The Rock come membro attivo, la Bloodline vicina ai grandi cambiamenti, il record di Gunther che verrà messo a dura prova da un imprevedibile Samy Zayn, Drew McIntyre pronto a strappare la cintura a Seth Rollins e la strepitosa abbinata “badass” Reha vs Becky, che fa da contraltare all’esplosione di Damage Ctrl e alla rivalità Iyo Sky vs Bailey.

Wrestlemania 40 ha quindi tutte le carte in regola per soddisfare le aspettative e, in alcuni casi, anche superarle. WWE 2K24 parte quindi con la missione quasi impossibile di offrire adeguato viatico a tutti i fan che, nell’attesa di passare un intero fine settimana di inizio aprile davanti agli schermi, vorranno provare ad avere un assaggio di questa esperienza, seppur in formato digitale.

Sappiamo bene come la serie che ormai da qualche anno è in mano a Visual Concepts sia rientrata stabilmente nei ranghi dopo i disastri del 2019, sfruttando a dovere il necessario periodo di riflessione (durato 2 anni e mezzo) che ha permesso al team orfano di Yuke’s di dare forma a un prodotto relativamente moderno nel gameplay e ricco di contenuti.

Non vedete l’ora di sfidare Cody con il vostro personaggio originale?

Arrivati alla terza iterazione di questa “nuova vita”, è però arrivato il momento di trarre qualche conclusione che vada oltre la semplice soddisfazione di avere tra le mani un prodotto completo e funzionante, cercando di capire se si stia davvero provando a creare l’esperienza di wrestling definitiva o ci si stia già adagiando sulle comodità delle release annuali.

Come ormai convenzione da qualche tempo, al centro della comunicazione di ogni nuovo titolo, e quindi anche di questo WWE 2K24, troviamo la modalità “Showcase”. Trattasi di un vero e proprio viaggio nel passato attraverso gli scontri più importanti nella carriera delle superstar della WWE, accompagnati da spezzoni di interviste e commenti che vanno proprio a sottolineare l’importanza di queste situazioni.

L’esperienza complessiva, per i fan più accaniti, è da pelle d’oca.

Nelle ultime due edizioni abbiamo avuto il piacere di seguire la storia di Rey Mysterio e di John Cena, davvero ben riuscite a livello “documentaristico”, con qualche picco emotivo niente male per i fan. Quest’anno, in onore della quarantesima edizione di Wrestlemania, si è cercato di ampliare le possibilità, pescando non nella carriera di un singolo ma attraversando alcuni dei momenti più importanti dello showcase degli immortali.

A farci da guida troviamo Corey Graves, apprezzatissimo color commentator di Smackdown, che pur non possedendo la carismatica potenza dei suoi predecessori riesce comunque a introdurre i vari scontri con la sua consueta competenza, scremata della sua caricaturale impostazione heel. E così partiamo dal 1987, rivivendo Wrestlemania III con scontri indimenticabili come Hulk Hogan vs Andre The Giant, arrivando fino allo scorso anno, momento in cui Cody Rhodes ha sfiorato l’impresa contro Romang Reigns. L’esperienza complessiva, per i fan più accaniti, è da pelle d’oca.

Una storia leggendaria!

La formula è la consueta: il giocatore ha il compito di replicare nel miglior modo possibile gli eventi dei match eseguendo le istruzioni a schermo, assistendo a delle spettacolari transizioni tra grafica di gioco e filmati originali. Non essendo la prima volta l’effetto wow viene un po’ meno, ma è innegabile l’impegno riposto dal team per fare forma a questa modalità.

Alla luce di quanto fatto in passato, probabilmente si dovrebbe provare qualcosa in più: l’impatto scenico è ottimo e il fattore nostalgia efficace, ma il gameplay è forse un po’ troppo metodico e rigido, essendo subordinato alla perfetta esecuzione di quanto richiesto dal gioco, con poco margine di improvvisazione. Un po’ di elasticità non guasterebbe e forse un’opzione che permetta di scegliere se seguire alla lettera ogni passo o concentrarsi solo su alcuni momenti topici, per rendere il resto del match più “frizzante”, non guasterebbe.

È è davvero intrigante il susseguirsi di situazioni e possibilità

Più interessante, almeno per i miei gusti, si è rivelata ancora una volta “La mia ASCESA”, ovvero la modalità storia in cui è possibile creare la propria superstar preferita e provare ad arrivare al vertice della propria divisione. Sarà possibile seguire due distinte storie, studiate per il personaggio femminile e quello maschile. Nella prima seguiremo il percorso di una star del circuito indie, mentre nel secondo proveremo a giocarci il tutto per tutto dopo l’abbandono di Roman Reigns, che lascia il titolo vacante per seguire la carriera nel cinema.

Ancora una volta è davvero intrigante il susseguirsi di situazioni e possibilità, comprese alcune “deviazioni” possibili a seconda dei personaggi con cui andremo a interagire, e l’unica riserva che si può avere è legata alla qualità non proprio entusiasmante degli intermezzi: è sicuramente simpatico dialogare con gli altri protagonisti degli eventi nei corridoi, ma l’assenza di esplorazione e la rigida selezione delle conversazioni (nonché la carente interpretazione) non aiutano ad appassionarsi. Diciamo che in questi casi inizia a farsi sentire lo sviluppo cross gen.

Ogni tanto si percepisce come si potrebbe fare di più

Si conferma ancora una volta molto positiva Il mio GM, il “mini gestionale” che consente di sfidare giocatori umani o CPU allo scopo di dimostrarsi il miglior manager dell’azienda. I cambiamenti rispetto alle edizioni precedenti sono marginali e puntano verso un’esperienza meno dispersiva, ma resta un ottimo modo per variare un po’ rispetto ai semplici scontri e uno strepitoso banco di prova per sfidarsi con gli amici.

Altra modalità in grado di rendere oltremodo felici i fan è “Universe”, che permette ancora una volta di vestire i panni di una singola star o mettere le mani in pasta in tutti gli eventi e trasmissioni della WWE, con la possibilità di personalizzare ogni aspetto fino al minimo dettaglio. Che si tratti del numero di show, delle rivalità, dei titoli e via dicendo, ogni elemento è in mano al giocatore. Se avete tempo da perdere, è il modo perfetto per dimenticarvi del mondo esterno.

Conseguentemente è centrale nell’esperienza anche l’editor, sempre completissimo e molto flessibile, permettendo di dare forma a ogni fantasia anche per quel che concerne le arene. Fin da subito l’utenza ha lavorato per ricostruire atleti assenti (per ora) nel roster, come CM Punk, o appartenenti ad altre promozioni come TNA o AEW. Non mancano poi le entry folli, come può essere Albano Carrisi… sì, c’è anche lui, allego prova poco sotto. Le arene sono altrettanto fornite, con fan capaci di ricreare momenti storici o realizzare tributi. In generale i contenuti del gioco grazie all’editor sono davvero infiniti!

Un gioco con Albano wrestler? Approved!

La modalità Esibizione a questo giro ci sorprende con alcune gradite aggiunte, in particolare per quel che concerne le modalità di match: innanzitutto ottima l’introduzione dell’Ambulance Match, davvero divertente per esecuzione e possibilità, e il ritorno del Casket Match, in cui intrappolare il nostro rivale in una bara. Spettacolare l’opzione che permette di essere arbitro del match, con tanto di valutazione sull’operato e possibilità di intervenire per determinare l’esito dello scontro. Senza esagerare però, che altrimenti dall’alto potrebbero sostituirti.

Molto divertenti anche i Gauntlet Match, che possono essere spinti al limite della sopravvivenza mettendo una sola Superstar contro tutti o semplicemente ricreare il classico “chi vince resta” fino a esaurimento contendenti. Anche gli scontri dietro le quinte sono stati migliorati, con la possibilità di muoversi su piani, interagire con ancora più oggetti e rendere dolorosissimo ogni scontro.

Chiudiamo la panoramica con la modalità La mia FAZIONE, che anche quest’anno ripropone le dinamiche da spacchettamento a cui in molti sono abituati ma che continuano ad essere non troppo apprezzabili se inserite in un contesto competitivo. La struttura di gioco si presta anche al single player e si integra positivamente nell’esperienza generale con le carte “Persona”, che sbloccano i personaggi ottenuti anche per le altre modalità, però rimane uno spazio più o meno gradito a seconda dei gusti e dedicato a un’utenza specifica.

La follia di impersonare l’arbitro e picchiare il nemico prescelto in due!

Chi ha giocato a WWE 2K23 avrà notato che, a una prima scrematura, le modalità aggiuntive di WWE 2K24 non sono trasformative, e il sospetto che convenga prendersi del tempo prima di aggiornarsi alla nuova versione potrebbe lecitamente emergere. Eppure questo nuovo capitolo, a conti fatti, sembra davvero incarnare la migliore e (quasi) definitiva versione della formula proposta un paio di anni fa.

A livello grafico ci troviamo un po’ in un limbo tra elementi strepitosamente ben realizzati, come i modelli dei wrestler principali, e qualche trascuratezza tra comprimari ed elementi di contorno, ma i picchi che si possono raggiungere sono tali da soddisfare a dovere. L’atmosfera dei grandi eventi c’è tutta, la qualità nella messinscena, soprattutto nella modalità Showcase, è soddisfacente.

Le modalità aggiuntive di WWE 2K24 non sono trasformative

Sarebbe bello però iniziare a guardare alla prossima edizione con un po’ più di coraggio dal punto di vista tecnologico, scrollandosi di dosso i vecchi hardware per fornire modelli, illuminazione e resa delle scene realmente più realistiche. Troppe volte, purtroppo, l’illusione di realismo viene meno e viene sostituita da un brusco risveglio di fronte a Superstar davvero poco convincenti.

Reha è un po’ basita, ma la amiamo lo stesso.

Il gameplay è un ancora una volta un misto tra arcade e simulazione che diverte parecchio, dando la sensazione di poter giocare in maniera scanzonata, frenetica e imprevedibile, ma al tempo stesso riuscendo a premiare chi rispetta i tempi della disciplina, consentendo anche a chi non è costantemente in attacco di portarsi a casa la vittoria con la giusta sequenza di colpi. Potremmo parlare di realismo a livello di “riproduzione dei match televisivi”, piuttosto che nella effettiva simulazione dei singoli elementi del gameplay.

Il sistema di contrattacchi è sempre gestito tramite un QTE molto esigente e richiede una buona dose di studio delle varie situazioni per capire come e quando rispondere a dovere, ed è in grado di regalare le sue belle soddisfazioni. Molto carina la possibilità di scambiarsi colpi a turno tra combattenti, con tanto di minigioco dedicato, elemento che arricchisce ancora di più un sistema di combattimento davvero ottimo e che sembra gestire animazioni e collisioni in modo quasi impeccabile.

Insomma, WWE 2K24 è estremamente completo e competente in ogni sua parte, e quando le parti in questione sono davvero tante è facile che si possa incappare in elementi molto buoni e altri stranamente non all’altezza. Ma nonostante questo, il pacchetto regge e soddisfa anche quest’anno.

Conclusioni

WWE 2K24 è un prodotto che fa decisamente bene quello che si pone di fare. È una lettera d’amore per il mondo colorato e vibrante del wrestling, e consente ai suoi fan di perdersi in numerose modalità e di rivivere nostalgicamente il glorioso passato di Wrestlemania.

È vero però anche che al terzo capitolo “post-rinascimento” iniziano a notarsi i primi segni di affaticamento nel gestire e rinnovare ogni anno un prodotto grosso, complesso e ricco di elementi creati per coesistere in un equilibrio assolutamente da preservare. Lo scotto del passato è ancora fresco, e i cambiamenti sono presenti necessariamente in forma contenuta. Quelli presenti, però, sono ottimi.

Possiamo dire di avere tra le mani il miglior titolo della serie da anni, cosa non necessariamente scontata per un franchise caratterizzato da imprevedibili alti e bassi e che invece da qualche tempo si migliora e si perfeziona come ogni atleta che si rispetti dovrebbe puntare a fare. Certo, siamo a buon punto, ma c’è ancora molta strada da fare per raggiungere il tetto del mondo. In ogni caso, al momento, Wrestlemania 40 è in buone mani.

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