16 Feb 2017

Halo Wars 2 – Recensione

Ci sono certi generi di giochi che vengono inquadrati da sempre più in un’ottica PC che console. Un eterno confronto tra le due agguerrite fazioni di giocatori vede ad esempio al centro gli sparatutto: c’è chi riesce a padroneggiare un mirino con abilità tramite un controller e chi invece vede in mouse e tastiera l’unico modo per imbracciare un’arma e fare festa con le ossa del nemico. Tuttavia, nonostante questa disparità di giudizio, gli sparatutto convivono parecchio bene sia su PC che console, radunando forse la fetta di giocatori più grande del gaming.

Un altro genere con cui si può fare lo stesso discorso è quello degli strategici in tempo reale, che rappresentano i veterani dei giochi su PC. Il processo, in questo caso, è più arretrato, con Halo Wars che si è incaricato di rappresentare la categoria e provare il primo, grande approccio su console. Non è successa esattamente la stessa cosa capitata agli FPS, però la sfida non è stata del tutto persa: Halo Wars si è rivelato un gioco solido, capace di ottenere consensi dalla critica e rinnovato ora da una Definitive Edition disponibile anche su PC.

Il fatto di poter giocare un RTS con un controller, era rivoluzionario per il genere, ma i puritani non sono rimasti troppo contenti per la semplificazione dei comandi, con una conseguente minore offerta di varietà nel gameplay. Mancavano infatti opzioni più complesse, comandi elaborati e strategie mirate per appassionare anche chi venera tastiera e mouse sopra ogni cosa.

Microsoft ci riprova dunque affidando la regia a Creative Assembly, creatrice di qualcosa come Total War, per plasmare Halo Wars 2, con l’obiettivo di integrare le mancanze del primo capitolo, offrire un sequel alla sua storia, sbarcare su Xbox One e dare una maggiore longevità. Una sfida non semplice, ma sembra che la strada intrapresa sia quella giusta.

Halo Wars 2 cade in un anno speciale per Xbox, dato che a fine 2007 arrivò su Xbox 360 il capitolo conclusivo della prima trilogia, ovvero Halo 3. È dunque un buon modo per festeggiare un gioco estremamente amato dai giocatori ed in grado di offrire un comparto multiplayer ben strutturato, capace di divertire ed appassionare anche a distanza di ormai 10 anni.

L’arrivo dell’RTS ha però spostato la linea temporale più indietro, per fare maggiore luce sugli accadimenti precedenti al ritrovamento del primo Halo. Con Halo Wars sono state esplorate anche le abilità degli stessi Spartan prima della loro quasi totale distruzione. La Spirit of Fire, nave intergalattica che ha fatto da casa per i soldati coinvolti nella vicenda, torna in Halo Wars 2 dopo essere stata lanciata nello spazio profondo senza una meta, con l’intero equipaggio rimasto in criogenia fino a questo momento. Dopo più di 20 anni, finalmente il capitano James Cutter e gli altri membri della nave si risvegliano a causa di una minaccia incombente, ignari di cosa sia successo nel periodo passato in ibernazione.

Una sfida non semplice, ma sembra che la strada intrapresa sia quella giusta.

La guerra contro i Covenant è infatti ancora più cruenta del previsto e vede lo schieramento di un’altra forza bellica, quella degli Esiliati. Atriox, un Brute sopravvissuto ad una missione suicida, aveva infatti deciso di prendere in mano la situazione e creare il suo personale esercito per sovvertire il potere attuale dei Covenant, intento più che mai anche ad eliminare per sempre l’umanità dalla galassia. Con l’ausilio di Decimus, suo sottoposto, Atriox ha un piano per utilizzare le tecnologie dell’Arca a proprio favore. Non ha fatto però i conti con la tenacia di Cutter e dei suoi soldati, pronti a fare maggiore luce sulla situazione attuale e fermare l’avanzata del nemico.

Il resto della trama è ovviamente da scoprire avendo in mano il controller, grazie ai dialoghi interni alle sessioni, ai log che troverete in giro per la mappa e soprattutto alle ottime sequenze cinematografiche che intervallano alcune missioni. È comunque doveroso far notare fin da subito che l’intero gioco è doppiato in lingua originale, quindi non si possono avere dialoghi in italiano: tuttavia, ogni testo in Halo Wars 2 è tradotto nella nostra lingua e sono presenti sottotitoli per tutte le linee. Questa decisione va a braccetto con quella presa per Forza Horizon 3, che ha subito lo stesso trattamento per la nostra localizzazione. Da un certo punto di vista, è in questo modo che si trae il meglio dal doppiaggio degli attori originali, ma, da un altro, sono già due i giochi esclusivi di impatto creati da Microsoft che prendono questa strada. Insomma, è facile che anche i prossimi entrino a far parte del club anglosassone.

Tornando alla storia, un fan di Halo troverà sicuramente pane per i suoi denti, vista l’enorme quantità di riferimenti alla serie e di spiegazioni ricercabili nei vari log, un po’ come per le carte del Grimorio di Destiny. Nella sezione dedicata del menu, si possono cercare informazioni sui singoli combattenti, sulle vicende e su ogni unità coinvolta nella lotta tra UNSC e Covenant. Sul campo di battaglia, invece, ci si può immergere totalmente nelle imprese eroiche dei marines, degli Spartan e delle macchine sviluppate dall’ingegneria umana per resistere alla tecnologia letale dei nemici. L’intera esperienza scorre senza intoppi, con alcuni colpi di scena e tanti riferimenti alla serie principale, capitanata da Master Chief. In Halo Wars 2 c’è dunque tutto lo spirito di Halo, fatto strategia.

Halo Wars, già nel 2009, aveva sulle spalle un compito davvero gravoso, ma svolto in maniera ottimale: portare un RTS su console e fare in modo che fosse ottimizzato per essere giocato con un controller. Del resto, è comune pensare che uno strategico in tempo reale abbia bisogno di mouse e tastiera, capaci di proporre combinazioni di tasti per governare fluidamente l’intera azione sul campo. Il controller Xbox 360 aveva retto benone all’impatto, sintetizzando nel suo chassis i comandi essenziali e proponendo un gioco che sarebbe stato poi ben recepito dalla critica, ma bistrattato dai giocatori.

Tutto lo spirito di Halo sotto forma di strategia.

Occorreva dunque portare la stessa semplicità d’uso anche su Xbox One con Halo Wars 2, ottenendo un altro successo. Grazie ai tre tutorial introduttivi, che mostrano i comandi di base, avanzati e legati alla modalità Blitz, imparare a fare il mastro burattinaio coi propri soldatini è questione di minuti. Oltretutto, è anche molto semplice capire le relazioni tra le diverse classi di unità, grazie ad un sistema di resistenza/debolezza tra fanteria, veicoli ed aerei. Dimenticarsi il rapporto tra le tre diverse sezioni dell’esercito non è nemmeno un dramma, visto che ogni unità è indicata con le sue debolezze, le resistenze e le immunità.

Non vengono ovviamente spiegate però tutte le abilità disponibili nel corso della campagna, proprio perché è quasi questo il ruolo che la storia gioca in Halo Wars 2. Oltre ad essere accompagnata da una trama piacevole, sensata e conforme coi canoni storici di Halo, la campagna è infatti anche un lungo ed approfondito tutorial che mostra gradualmente le varie possibilità sul campo di battaglia. Non si parte ovviamente con l’intero arsenale a disposizione, poiché sarebbe troppo sbrigativo mettere nelle mani del giocatore tutte le risorse del gioco fin dalla prima missione: oltretutto, essendo un luogo sconosciuto per i personaggi, ha anche senso che la potenza militare dell’UNSC cresca passo dopo passo nelle missioni. Comunque, in ogni situazione si presenta il classico schema radiale, richiamabile con un tasto e governabile poi con l’analogico sinistro: grazie a questo si possono scrutare le abilità del Leader, i miglioramenti delle basi e le opzioni dei moduli da affiancare.

In particolare, le abilità del Leader in Halo Wars 2 sono bonus da sbloccare prima di tutto completando alcuni obiettivi di ogni missione. Hanno bisogno di un tempo di cooldown prima di poter essere riutilizzate e forniscono supporto per rigenerare la salute, attacchi aerei dallo spazio o altri aiuti in grado di cambiare le sorti della partita. Missione dopo missione, sono sempre di più le abilità disponibili e i loro upgrade.

La stessa cosa si ritrova nelle basi, all’inizio molto scarne ed essenziali, per poi diventare personalizzabili con strutture accessorie e torrette difensive. Come per le abilità del Leader, anche le unità creabili, i loro miglioramenti e lo sviluppo delle strutture aumenta di possibilità e varietà con la progressione delle missioni. Tutto ruota comunque attorno a due risorse essenziali, rifornimenti ed energia: entrambi si trovano casualmente sulla mappa all’interno di strutture nemiche da distruggere, o più semplicemente accumulabili nelle basi grazie a due edifici dedicati.

Ad ogni bottone viene data dunque un’azione specifica, insieme ad alcune combinazioni che possono risultare più comode ed appaganti per chi ha una certa esperienza con gli RTS. I veterani del genere, per la natura del gioco su console, potrebbero infatti storcere il naso davanti alla semplificazione di Halo Wars 2, molto aperto ai giocatori legati ad altri titoli e nuovi a questo panorama. Mancano infatti alcune caratteristiche che altrimenti sarebbero ritrovabili nei giochi esclusivamente dedicati ai PC, come percorsi registrabili per le truppe, pattugliamenti, diversi punti di raduno ed una maggiore ramificazione delle abilità e degli upgrade applicabili alle unità. Inoltre, nell’ottica Xbox Play Anywhere, Halo Wars 2 arriverà anche su PC e per questo finirà nelle grinfie di chi è davvero abituato ad utilizzare mouse e tastiera. Magari, un tale giocatore non troverà la stessa complessità di azione dei classici RTS, ma la difficoltà che si può trovare nel gameplay a livello Leggendario è dannatamente alta, quindi potrebbe rivelarsi una sfida anche per loro.

Per influenzare il gioco ulteriormente, ci sono obiettivi affiancati a quelli principali. Divisi in obiettivi opzionali e bonus, essi garantiscono qualche punto in più nello score finale, ma possono anche essere falliti se non si è abbastanza attenti. Nulla hanno a che fare comunque con la buona riuscita della missione, poiché quelli principali rimangono gli unici a decretare la vittoria o la sconfitta. Oltre a questi obiettivi, ci sono però anche i Teschi, famosi all’interno del brand per i loro vari effetti sul gameplay e sul punteggio: tre di questi sono puramente estetici, quindi incapaci di influenzare il punteggio (ad esempio l’intramontabile ed esilarante Compleanno dei Grunt), mentre gli altri possono essere combinati ed equilibrati per conferire bonus o malus al giocatore e bilanciare un moltiplicatore per il punteggio.

L’intera campagna è giocabile anche in modalità co-op online con un amico, condividendo così alcuni elementi di gioco. Questo rende necessaria una buona sinergia di fondo, che può manifestarsi semplicemente giocando per qualche minuto, oppure la comunicazione vocale: i due giocatori hanno infatti il controllo di diverse unità e non possono comandare quelle altrui, ma devono condividere le finanze per gli upgrade. I poteri dei Leaders rimangono per fortuna divisi tra i giocatori, ma il fatto che siano necessari rifornimenti ed energia richiede a sua volta una certa coordinazione.

Intraprendere un percorso co-op è come sdoppiare la propria presenza sul terreno, quindi risulta più facile avere gli occhi ovunque e occuparsi di più eventi contemporaneamente. Anche a difficoltà leggendaria, ad esempio, è possibile completare la missione con una buona dose di impegno, ma pur sempre minore rispetto all’esperienza in solitaria.

Come assoluta novità c’è la modalità Blitz, già presentata nel periodo di beta che ha preceduto il lancio del gioco. Essa si affianca al multiplayer per dare un’alternativa all’azione online ed offrire una sorta di ibrido tra l’RTS e il MOBA. Prima di tutto bisogna capire il funzionamento delle carte affiliate al gioco: ogni leader ha un mazzo già preimpostato per giocare subito, ma grazie alla campagna e alle microtransazioni si possono sbloccare vari pacchetti. Basta infatti completare la trama principale per ritrovarsi con un buon quantitativo di carte da inserire nei mazzi personalizzati, per creare la propria combinazione preferita. La maggiore divisione tra i tipi di carte è delineata dalla fazione UNSC contro quella Covenant, ma ogni schieramento ha anche dei Leaders da scegliere, con tanto di carte esclusive.

Blitz si affianca al multiplayer per dare un’alternativa all’azione online ed offrire una sorta di ibrido tra l’RTS e il MOBA.

Le carte hanno ovviamente un prezzo per poter essere utilizzate nella partita e servono per “evocare” unità da mandare in battaglia, bonus o sistemi difensivi. Non essendoci la possibilità di avere una base da costruire e ampliare, è necessario collezionare sulla mappa alcuni pacchetti casuali provenienti dallo spazio, che contengono la valuta per usufruire delle carte. Maggiore è la potenza delle stesse, maggiore sarà il loro prezzo e superiore la loro rarità.

L’obiettivo è quello di conquistare abbastanza punti prima dell’avversario, arrivando ad un massimo di 200 o alla scadenza del tempo limite per la partita. Le tre basi posizionate sulla mappa vanno occupate per accumulare punteggio, mentre si affronta l’offensiva del nemico. Si può intraprendere la battaglia da soli, in una specie di duello, oppure in co-op con altri giocatori via internet. Altrimenti, in compagnia di un amico si può iniziare uno scontro ad ondate con difficoltà crescente, che riportano alla mente la Firefight nata in Halo 3: ODST.

Lo stratagemma delle carte è indubbiamente interessante e butta nell’azione quell’incognita sufficiente per rendere ogni partita una esperienza imprevedibile. Ogni giocatore può infatti personalizzare a proprio piacimento il mazzo, optando per un approccio difensivo e ponderato oppure per l’offensiva totale. L’importante, in caso di deck “estremi”, è avere possibilmente un compagno di squadra che possa equilibrare la situazione e porsi in difesa quando necessario.

Come detto prima, le carte possono essere trovate sia nella campagna, dopo ogni fine missione, sia tramite microtransazione. L’equilibrio è però spostato più verso la campagna, in una soluzione che di sicuro non porta il giocatore a bramare ardentemente pacchetti aggiuntivi: con la fine della trama principale si può infatti avere a disposizione una collezione quasi completa delle carte disponibili, quindi non è del tutto necessario pagare per avere tutte le carte possibili. Questo, ovviamente, a meno che non si sia maniaci del collezionismo.

Dopo la campagna, Halo Wars 2 trova altra linfa vitale nel comparto multiplayer, che oltre a Blitz corrisponde alle classiche lotte online, sia in matchmaking che personalizzate coi propri amici, oppure anche fino a cinque giocatori controllati dal computer (modalità Schermaglia). Trovare altri giocatori con cui giocare durante il periodo precedente al rilascio della Ultimate Edition, con la quale è possibile giocare dal 17 Febbraio, era ovviamente quasi impossibile, ma dopo qualche giorno i server hanno cominciato a popolarsi lentamente di recensori. Nel nostro caso abbiamo testato sia il matchmaking che il buon vecchio passaparola per creare partite personalizzate. Sono disponibili tre tipi di match multiplayer:

  • Controllo richiede che i giocatori mantengano le grinfie su punti della mappa per accumulare punti prima dell’avversario. È da questo concetto che si arriva poi a Blitz con l’introduzione delle carte e l’eliminazione delle basi.
  • Deathmatch è la classica modalità dove i giocatori devono eliminare completamente gli avversari. Le basi sono i punti nevralgici del gioco, da distruggere prima che il nemico si espanda troppo, oppure da conquistare per aumentare la propria produzione di risorse e unità.
  • Roccaforti è invece una modalità pompata con risorse illimitate, dove la strategia ponderata lascia il posto al caos e alla frenesia, soprattutto in 3v3. Occorre conquistare le basi poste sul terreno di gioco per aumentare il tetto massimo delle proprie truppe, mentre un timer scandisce le fasi in cui basi e unità ricevono upgrade. Non si possono infatti migliorare manualmente le caratteristiche dei propri soldati, quindi tutto va in relazione alla capacità di comandare più gruppi di unità contemporaneamente. Un vero elogio al multitasking ed una vaga reminescenza di Total Annihilation.

Per la semplice natura degli RTS online, che vedono infatti un inizio da zero per ogni match, la durata degli scontri è molto variabile, ma spesso raggiunge tempi davvero lunghi, anche superiori ad un’ora. In base alla strategia adottata e alla modalità di gioco, ogni giocatore può utilizzare un approccio diverso per combattere contro l’avversario. Occorre dunque avere una buona quantità di tempo libero per intraprendere una partita multiplayer classica, poiché non c’è modo di mettere in pausa l’azione e abbandonare il gioco è un doppio fallimento in ogni caso. Il discorso non vale invece per la modalità Blitz, essendo dotata di un timer fisso che porta la lunghezza del match vicina a quella di una normale partita in uno sparatutto.

Halo Wars 2 è un buon gioco, con qualche difetto, ma che fa il suo dovere

L’universo di Halo, nonostante la “serietà” delineata dal conflitto tra UNSC e Covenant, ha sempre avuto comunque un tono molto vivido, con colori accesi. Questo a causa della natura stessa di un Halo, concepito sulla base di mondi estremamente simili al nostro e con alcuni aspetti provenienti dalla classica architettura dei Precursori. Gli stessi colori sono dunque riportati in Halo Wars 2, come era stato fatto anche per il primo capitolo: non si ha a che fare con textures e grafica elevatissima, sia per la quantità di elementi presenti contemporaneamente nel gioco, sia per uno stile che rimane coerente per tutto il gameplay, pur cozzando con le cutscene in CGI. Da registrare anche qualche tempo di caricamento piuttosto lungo per la campagna, soprattutto in caso di ripresa da un salvataggio.

Forse si sarebbe potuto fare qualcosa in più a livelli di dettaglio, aumentando ad esempio i riflessi, ma la fluidità di gioco avrebbe potuto risentirne: l’intera esperienza è fluida, ad esclusione dei piccoli momenti di autosalvataggio, dove è possibile notare una brevissima interruzione del gioco. Un modo semplice per risolvere questo problema? Attivare il Teschio che disattiva i salvataggi e trasforma la sconfitta in un permadeath della missione. Solo per veterani, ovviamente.

Conclusioni

Halo Wars 2 può piacere a molte persone, tra cui i giocatori che vogliono un RTS alla mano su console, quelli che cercano un’alternativa ai generi classici che si trovano ora sul mercato e quelli che amano la serie di Halo e vogliono vedere riferimenti ovunque. Per rispondere ai dubbi delle persone, Halo Wars 2 tiene conto della linea narrativa principale fino a citare più volte Master Chief e le sue gesta, quindi si pone perfettamente nella storia del gioco.

La semplicità con cui si possono imparare i comandi, prima tramite i tutorial e poi nella campagna in modo approfondito, permette a chiunque di godere appieno dell’esperienza, anche se non si ha mai giocato ad un RTS. D’altro canto, chi cerca maggiore complessità nel gameplay potrebbe non trovarla ancora del tutto, ma la curva di difficoltà interna alla campagna e delineata dai quattro classici standard è in grado di mettere i bastoni tra le ruote anche ai giocatori più accaniti.

C’è inoltre un comparto multiplayer virtualmente infinito, tra le classiche modalità online, sia in matchmaking che custom, e l’innovativa Blitz, capace di avvicinarsi anche alla sponda dei MOBA ed introdurre elementi variabili nel match. Halo Wars 2 è un buon gioco, con qualche difetto, ma che fa il suo dovere e si pone in una linea di esclusive che non possono fare altro che bene all’interno di Xbox.