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Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted – Recensione

Pochi lo sanno, ma quella di Five Nights at Freddy’s è una ricchissima saga che conta all’attivo diversi videogiochi e numerosi romanzi, un brand noto solo agli irriducibili dell’horror, che da sempre vede contrapporsi il genere umano ad inquietanti e folli animatronics che, senza alcuna motivazione plausibile, nottetempo, prendono letteralmente vita con l’unico intento di mietere vittime nel modo più violento ed efferato possibile.

Help Wanted, in questo senso, rappresenta una sorta di compendio della serie, episodio ideale sia per far conoscere il brand ad un pubblico più ampio, sia per esplorare nuovi linguaggi e potenzialità offerte dai benefici della realtà virtuale.

Il titolo, disponibile anche su PC via Oculus Rift e HTC Vive, racchiude al suo interno quanto seppero offrire all’epoca i quattro capitoli principali della saga, naturalmente rivisitati graficamente, potenziati dall’aggiunta di quattro minigiochi inediti.

Nell’avventura indosserete i panni di un metronotte, una guardia notturna il cui unico scopo, abbandonato qualsiasi obbligo di garantire la sicurezza del locale che presiede, sarà quello di sopravvivere alla terrificante avanzata degli animatronics che vogliono espugnare la sala di sorveglianza nel quale il nostro si è barricato.

Seduti di fronte alla postazione dei comandi, possibilmente muniti di coppia di Move, periferiche che garantiscono la massima immersione possibile, dovrete attivare e all’occorrenza disattivare porte, luci, marchingegni di varia natura, nel tentativo di arginare l’avanzata delle macchine assassine sino all’alba.

Nella gestione di ogni risorsa a vostra disposizione, in un’avventura che si pone a metà strada tra il survival horror e il genere dei puzzle game, dovrete anche tenere in considerazione l’energia elettrica rimanente, materia prima imprescindibile per l’attivazione di qualsiasi meccanismo.

Con le sole camere di sicurezza a darvi un’idea della posizione dei nemici, perennemente allarmati dall’eventualità di restare a secco d’energia, letteralmente immersi nell’angusto ufficio che funge da ultima roccaforte a separarvi da morte certa, il gioco sa trasmettere il giusto senso d’ansia e paura, tra un jumpscare per le improvvise apparizioni degli animatronics e momenti di pura adrenalina in cui sarete impegnati a inserire i comandi necessari per tenere lontane le minacce.

Tentare di sopravvivere all’avanzata dei robot impazziti regala molte soddisfazioni

Nonostante i Move perdano di tanto in tanto qualche colpo (già da un po’ lamentiamo l’ormai evidente arretratezza degli add-on di Sony) tentare di sopravvivere all’avanzata dei robot impazziti, affidandosi all’astuzia e all’esperienza accumulata tra un game over e l’altro, regala molte soddisfazioni, a patto di accettare la natura intrinseca della produzione, più interessata a terrorizzare l’utente, che a sfidarlo con intricati enigmi.

Stuzzicanti i nuovi minigiochi introdotti. In Vent Repair dovrete riparare i condotti d’areazione, stando ben attenti a non farvi vedere dai nemici. Night Terror cambia scenario, sostituendo la sala di sorveglianza con una camera da letto. In Dark Rooms bisogna illuminare gli animatronics con la torcia per immobilizzarli. Part and Service è una divertentissima rilettura de L’Allegro Chirurgo, con animatronics assassini al posto di inoffensivi pazienti.

Conclusioni

Five Nights at Freddy’s: Help Wanted è un divertente puzzle game dalle meccaniche ludiche piuttosto semplici, che tenta di affascinare l’utente con un’ambientazione da horror movie di serie B. L’intento è ampiamente raggiunto, nonostante un sistema di controllo, sia tramite Move che utilizzando il classico Dualsock 4, che ogni tanto perde qualche colpo, oltre a un level design tutt’altro che sorprendente.

Il gioco se la cava piuttosto bene grazie all’atmosfera, esaltata dalla realtà virtuale, e da un quantitativo sopra la media di contenuti, che si palesa in un’avventura principale corposa e in una lunga serie di sbloccabili messi in palio.
Non certamente un titolo che rivoluziona il genere, né il più rappresentativo delle potenzialità della VR. Ma se cercate un puzzle game dalle tinte horror, la creatura di Steel Wool Studios potrebbe fare al caso vostro.