09 Giu 2022

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles – Recensione Switch

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles, il picchiaduro dei ragazzi di Cyberconnect2 ormai veterani nelle trasposizioni videoludiche degli anime di successo, arriva anche su Nintendo Switch. Bisogna dire che nel corso nel tempo i vari team di sviluppo hanno sempre un occhio di riguardo per l’utenza di Nintendo Switch, consegnando effettivamente delle versioni ottimizzate al meglio senza troppi compromessi rispetto alle altre piattaforme.

E Demon Slayer: The Hinokami Chronicles conferma questo assoluto stato di grazia proponendoci un gameplay veloce e godibilissimo soprattutto in modalità portatile (uno dei motivi per cui i videogiocatori tendono a scegliere l’ammiraglia Nintendo).

Dal suo debutto sulle altre piattaforme, il titolo è stato arricchito di nuovi personaggi giocabili introdotti tramite aggiornamenti gratuiti: 6 nuovi demoni dotati di abilità uniche da scatenare sul campo di battaglia. Gli utenti Switch li ritroveranno direttamente in gioco fin dal lancio.

Questo ritorno in portabilità nel periodo taishō è stato più interessante del previsto e il nostro viaggio è proseguito senza nessun intoppo sul fronte tecnico.

Cambia la piattaforma ma non cambia la sostanza: il protagonista è Tanjiro Kamado, un ragazzo estremamente empatico, di buon cuore, che mantiene la sua famiglia vendendo del carbone. Un giorno mentre rientrava, scopre suo malgrado che tutti i suoi cari sono stati uccisi e, come se non bastasse, l’amata sorella Nezuko si è trasformata in un demone.

L’obiettivo di Tanjiro è quello di trovare il responsabile di questa barbarie, intraprendendo la via della spada mentre ricerca il modo di far tornare Nezuko finalmente umana. Abbiamo voluto ribadire la storia di Demon Slayer poiché il videogioco ripercorre l’intera prima stagione dell’anime, incluso il lungometraggio “Il Treno Mugen”, integrato poi nella season 2.

Il concept del gioco rimane pressoché invariato rispetto alle altre versioni già disponibili da qualche mese (qui la nostra recensione), dunque questa nostra review della versione Switch si concentrerà maggiormente sull’aspetto tecnico e sui nuovi contenuti resi disponibili con i vari update (che troverete già da subito sulla vostra console Nintendo).

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles, come abbiamo già avuto modo di testare approfonditamente qualche mese fa, è un picchiaduro ben pensato che fa della coreografia il suo punto di forza. Infatti, l’intero comparto grafico sembra davvero uscito dagli studi di Ufotable, segno che Cyberconnect2 sa realizzare delle controparti videoludiche convincenti.

Il Combat System risulta fluido e immediato anche su Switch

Questo lo si capisce anche dall’estrema competenza nel raccontare la storia in modo assolutamente fedele, inserendo di tanto in tanto dei piccolissimi incontri inediti di alcuni personaggi. E da quel punto di vista funziona perfettamente, e siamo sicuri che i fan potranno rivivere le gesta di Tanjiro e colleghi come se stessero rivivendo l’anime.

Ma veniamo alla versione Switch, soprattutto per quel che riguarda il combat system, l’aspetto che più ci ha premuto quando abbiamo analizziamo la versione ibrida. Che dire? Ottimo lavoro, un framerate a 30 FPS sempre stabile anche in portabilità.

E a essere totalmente sinceri, Demon Slayer: The Hinokami Chronicles è il classico picchiaduro che non ha questa necessità di raggiungere i 60 FPS (anche se PS5, Xbox Series X|S e PC lo fanno), poiché la differenza la si nota molto poco, a parte se si ha un occhio particolarmente allenato.

Effettuare fendenti precisi, combinare tecniche di combattimento con i partner e rincorrere gli avversari nell’arena di combattimento è stato davvero appagante, soprattutto in modalità portatile. Infatti, la nostra prova è stata effettuata su una console Nintendo Switch OLED, comodamente “spaparanzati” sul divano con la console tra le mani.

A parte qualche piccolissimo compromesso grafico e un po’ di aliasing, notabile soprattutto se giocato su TV, diremo che il lavoro svolto è realmente di buona fattura. Fronte batteria siamo riusciti a giocare per quasi 5 ore prima di rimettere in carica la console (questo valore potrebbe cambiare in base dall’uso e dalla luminosità generale).

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles si conferma come un porting ben riuscito

Eravamo un po’ preoccupati della praticità dei comandi perché, come sappiamo, su Switch giocare un picchiaduro in portabilità potrebbe risultare ostico soprattutto nella realizzazione delle varie combo. Essendo però un fighting game con pochi tecnicismi, i Joy-Con si rivelano abbastanza comodi (certo, possedere un pro-controller rende tutto ancora più fluido).

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles include anche 6 nuovi personaggi rilasciati gratuitamente per tutte le piattaforme dal giorno del lancio. Nel caso specifico si aggiungono al roster: Akaza e Rui delle dodici lune demoniache, i demoni Susamaru e Yahaba, Enmu (direttamente dall’arco Treno Mugen) e Yushiro & Tamayo.

I demoni, a differenza degli spadaccini, combattono sempre da soli (a parte Nezuko). Infatti, quando scenderanno nell’arena non potranno chiedere aiuto agli alleati in combattimento, ma eseguire due azioni diverse premendo il tasto L sul controller. La barra si riempirà automaticamente col passare del tempo.

Utilizzarli cambia un po’ la strategia sul campo di battaglia: pensate che attivando l’impeto o il furore (le abilità di gioco per ottenere vantaggi), non solo la barra abilità e quella demoniaca si riempiranno al massimo ma i PV inizieranno a ripristinarsi. Ma bisogna comunque fare attenzione: subire un colpo interromperà il processo di cura e ridurrà la quantità di cure totali.

E se il roster non fosse ancora sufficiente, sappiate che in estate saranno disponibili nuovi personaggi aggiuntivi (a pagamento) tratti dall’arco narrativo del “Quartiere dei Piaceri”. Il primo che arriverà è il pilastro Uzui Tengen e altri 6 nei prossimi mesi.

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles ci ha sorpreso su Nintendo Switch e i possessori della console potranno utilizzare ben 24 personaggi al lancio. Siamo riusciti anche a provare il comparto online (un paio di scontri) e non abbiamo mai riscontrato problemi di netcode: poi bisognerà vedere quanto verrà supportato nel corso del tempo.

Conclusioni

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles si conferma come un porting ben riuscito, al netto di qualche sbavatura grafica riscontrabile maggiormente in modalità TV.

Siamo convinti che la maggior parte dei possessori di una Switch si godrà le avventure di Tanjiro e soci in portabilità: ed è una scelta che condividiamo dato che la nostra prova è stata effettuata per il 90% seduti con la console tra le mani.

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles per Switch non ha nulla da invidiare alle controparti PS4 e Xbox One, godendo di un framerate stabile a 30 FPS. Alcuni elementi che non ci avevano pienamente convinto in passato permangono, ma questo non vuol dire che il gioco non sia divertente.

Il combat system ci preoccupava un po’, invece risulta molto fluido e immediato: e giocare così è realmente stimolante.

Demon Slayer: The Hinokami Chronicles è disponibile anche su Nintendo Switch da GameStop.