Chernobylite – Recensione

Una passeggiata nella zona d'esclusione

Chernobylite – Recensione
Chernobylite – Recensione
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Nei tempi più recenti, l’ex centrale nucleare di Chernobyl (e la sua vicina cittadina Pripyat) sono stati oggetto di una rinnovata popolarità, principalmente grazie alla miniserie TV di HBO, chiamata appunto Chernobyl. Insieme al ritrovato interesse storico/politico/culturale, si è venuto a riproporre il turismo “nucleare”, che permette ad alcune persone di esplorare la cosiddetta zona di esclusione (cercando di stare pronti ad andare via in caso di necessità) per osservare da vicino il sito del più grande disastro nucleare della storia umana. Ecco, The Farm 51 ha incredibilmente cavalcato quest’onda quando nel maggio 2019 ha raccolto i fondi necessari per la realizzazione di Chernobylite su Kickstarter. Dopo un periodo in early access, il gioco è finalmente sbarcato sui nostri PC, e siamo pronti per camminare verso la infame centrale nucleare per scoprire sepolti e oscuri segreti.

Chernobylite vuole essere una sorta di RPG con elementi da Survival Horror, una combinazione che recentemente piace parecchio a una sempre più vasta fetta di pubblico. Il nuovo gioco di The Farm 51 pesca a piene mani (e non fa nemmeno la fatica di nasconderlo) dall’indimenticabile serie S.T.A.L.K.E.R. di GSC Game World, cercando di riproporre il feeling e le ambientazioni di quel trittico di giochi uscito nella seconda metà dei primi dieci anni 2000.

Chernobylite

Una vista della ruota panoramica di Pripyat.

In Chernobylite vestiremo i panni radioattivi di Igor Khymynyuk, un ex dottore che ha lavorato in prima persona sulla centrale nucleare Vladimir Ilyich Lenin di Chernobyl e che ha perso le tracce della sua compagna Tatyana (Tanya per gli amici) proprio dopo l’incidente (ma continuerà a sentirne la voce in testa, in maniera un po’ lovecraftiana). Il buon dottor Khymynyuk dovrà fare i conti con la NAR, la misteriosa (e potente) multinazionale che ha i diritti sullo sfruttamento della zona di esclusione, oltre che vari mutanti resi tali dalle emissioni nocive del reattore 4 della centrale nucleare. In tutto ciò si va ad aggiungere la Chernobylite, il “materiale più radioattivo al mondo” secondo il nostro Igor Khymynyuk, il quale ha una correlazione diretta con le strane creature che si aggirano nella zona di esclusione. Devo dire che la trama di Chernobylite, pur non facendo urlare al miracolo, riesce a tenere il livello di interesse, specie se, come me, siete interessati ai fatti accaduti il 26 aprile 1986. 

Il nuovo gioco di The Farm 51 pesca a piene mani dall’indimenticabile serie S.T.A.L.K.E.R.

Nonostante il comparto narrativo non sia affatto male, c’è una vaga sensazione di incompletezza, dovuta probabilmente al fatto che qualche interrogativo e/o mistero introdotto nelle prime ore non abbia poi avuto un riscontro nel finale. Ad ogni modo, i primi minuti vi porteranno direttamente dentro l’infame centrale nucleare, ricostruita in maniera certosina (pulsante AZ-5 incluso), come l’intera zona di esclusione: per realizzare questo gioco, è stata utilizzata una tecnica di scansione 3D avanzata, in modo da risultare il più fedele possibile alla realtà (sarcofago incluso). Il risultato, a primo impatto, è davvero notevole: specie durante i flashback, sembra davvero di rivedere la centrale Vladimir Ilyich Lenin di Chernobyl durante l’incidente. Comunque, Igor avrà dalla sua non solo armi ed equipaggiamento, ma anche una sorta di portal gun in grado di aprire veri e propri tunnel nello spaziotempo per viaggiare praticamente senza limiti (la sua pistola è alimentata proprio dalla Chernobylite).

Chernobylite

L’interno del famigerato Reattore 4.

Altra particolarità importante: Igor non è da solo. Durante il suo viaggio, sarà affiancato da diversi personaggi, cinque dei quali potranno essere potenzialmente veri e propri compagni di missioni, con i quali possiamo avere una relazione interpersonale, un’alleanza e varie conversazioni. Anche il resto degli NPC è abbastanza interessante, con una pletora di personaggi tutto sommato ben scritti che aggiungono lore e profondità al mondo di gioco. Alla fine di ogni missione avremo anche la possibilità di comunicare con alleati e compagni e quindi comprendere meglio indole, carattere e motivazioni dei nostri teammate che ci accompagnano nelle nostre passeggiate nella zona di esclusione. Esattamente come la serie S.T.A.L.K.E.R. ci insegna, anche in Chernobylite la visuale è in prima persona, e a livello di gameplay sono presenti tutte le tipicità degli FPS: stealth knockout, salti, crawling a terra e via dicendo. In più si aggiungono elementi da altri generi, come il Survival Horror e l’RPG. Quest’ultimo è particolarmente evidente quando si guarda alla nostra base, un “pezzo” di gioco estremamente importante dove Igor e i suoi passeranno moltissimo tempo. 

Chernobylite riesce a tenere il livello di interesse, specie se siete interessati ai fatti accaduti il 26 aprile 1986

Nella base è possibile chiacchierare con i compagni (con dialoghi a scelte multiple), utilizzare ciò che abbiamo raggranellato dalle missioni e costruire nuovi armi, equipaggiamento e molto altro (oltre a migliorare la base stessa).  All’interno del nostro porto franco, il quale sarà accessibile dopo il tutorial, potremo spendere esperienza per imparare nuove abilità, approfondire il rapporto con i nostri alleati e creare nuove strutture per migliorare il comfort generale (chi ha detto che serve un nuovo letto?). La nostra base funge anche da hub di gioco, in modo molto simile a moltissimi altri titoli; questo si traduce nella possibilità di pianificare le missioni da seguire e quali altre affidare al nostro piccolo gruppetto di commilitoni. Fate attenzione però, perché affidare una missione agli alleati può non essere una scelta saggia, dato che questi possono anche rimetterci la pelle in caso di fallimento. 

Chernobylite

Il nostro laboratorio.

Le missioni si svolgono nei dintorni della centrale e della città di Pripyat, all’interno di cinque zone distinte (Occhio di Mosca, Foresta Rossa, Porto di Pripyat, Kopachi e centro di Pripyat) nelle quali possiamo trovare risorse e nuove opportunità per avanzare nella missione principale. Il filone narrativo è affiancato da una sorta di missioni secondarie un po’ ripetitive che ricadono purtroppo nello stereotipo delle fetch quest. Recuperare cibo, munizioni, medicinali da questa o quell’altra zona di Pripyat/Chernobyl diventerà una routine piuttosto pesante e alla lunga non propriamente divertente. Perdipiù dovremo fare attenzione a non far morire i nostri compagni (se li spedite da soli) o a non impazzire, perché la sanità mentale di Igor non è propriamente salda e può peggiorare se esposto alle eccessive oscurità di Chernobyl. Ci sono poi da considerare anche altri difetti, come l’intelligenza artificiale dei nemici: quest’ultima non è propriamente delle migliori. Non vi vedranno mai se siete acquattati nell’erba, non improvviseranno mai tattiche o azioni particolari e persino i nemici più forti sono ridotti a una variante “con più vita” dei più classici. Insomma, purtroppo Chernobylite mostra il fianco per quanto riguarda ripetitività e frustrazione.

Molto più interessante invece è la parte legata al comparto “GDR” di Chernobylite: i dialoghi con i nostri compagni e le conseguenti scelte avranno un impatto diretto sull’andamento della nostra avventura, e far felici (o scontentare) i nostri alleati avrà conseguenze a lungo termine, specie verso le ultime battute del gioco. Possiamo persino tornare sui nostri passi spendendo preziosi cristalli di Chernobylite per fare un bel viaggetto a ritroso nel tempo e cambiare questa o quella scelta e riscrivere la realtà. Interessante anche il comparto audio (vi consiglio di giocarlo in russo sottotitolato per godervi appieno l’esperienza pensata da The Farm 51) con una colonna sonora davvero evocativa, da brividi, che aiuta a immergersi nella zona di esclusione. Sul comparto tecnico sono personalmente combattuto: se da un lato i modelli di personaggi e avversari non mi abbiano particolarmente colpito per veridicità e animazioni, l’ambientazione è davvero superba e graficamente riesce in qualche modo a rendere credibile la centrale nucleare Vladimir Ilyich Lenin ai nostri occhi.

Conclusioni

Chernobylite è un prodotto strano. Il suo fascino è davvero innegabile, la mappatura 3D della zona è davvero un lavoro pazzesco e che da sola vale (quasi) il prezzo del biglietto. Una storia abbastanza solida accompagna la produzione di The Farm 51 e ci fa esplorare una delle tragedie più importanti dello scorso secolo. Tuttavia, il gioco pecca un po’ di incompletezza. Probabilmente a causa della sua gioventù, Chernobylite non convince per quanto riguarda ripetitività, frustrazione e un comparto tecnico con alti e bassi.

Tuttavia, se siete appassionati dei fatti accaduti il 26 aprile 1986 e dell’ambientazione macabra ma affascinante che ha come sfondo la centrale nucleare Vladimir Ilyich Lenin di Chernobyl, questo gioco fa per voi. Non sarà il nuovo S.T.A.L.K.E.R. ma riesce comunque a seguirne i passi, o per meglio dire, le ombre.

Good

  • La centrale Vladimir Ilyich Lenin di Chernobyl
  • Ambientazioni ben riprodotte
  • Comparto GDR interessante

Bad

  • Molto ripetitivo
  • IA non all'altezza
7.5

Niente male

Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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