Call of Duty: Modern Warfare
07 Nov 2019

Call of Duty: Modern Warfare – Recensione

Dopo l’arrivo di Destiny 2 ero abbastanza sicuro di essere entrato nuovamente nel tunnel di Bungie. Non pensavo che sarebbe arrivato anche un altro gioco a fargli competizione, tra l’altro ormai un lontano cugino vista la scissione. Call of Duty: Modern Warfare si è così insinuato di prepotenza nelle mie serate per mettere in secondo piano tutto il resto.

Dopo aver giocato live sulla pagina Facebook di GameStopZing Italia i primi momenti della storia, non ho tardato molto prima di tornare in solitaria sugli stessi passi. La campagna di Call of Duty è stata per anni ormai oggetto di scherno, quasi una modalità accessoria per dare un bagliore di single player in un gioco palesemente votato all’online. Una dimostrazione è stata Black Ops 4, addirittura privo per dar spazio alla modalità battle royale.

Call of Duty: Modern Warfare però è diverso. La sua storia riprende intanto il capitano Price per metterlo come volto conosciuto all’interno di una storia completamente diversa dal capitolo originale, tanto che è difficile trovare un termine per descrivere questa riedizione.

Call of Duty: Modern Warfare

Di sicuro, però, l’azione non manca e nemmeno gli aspetti controversi. Modern Warfare 2 includeva la famigerata missione No Russian, capace di scatenare terremoti sia al lancio sia dopo anni di vita. Modern Warfare 3 prendeva in mano la questione delle armi chimiche senza risparmiare una felice famiglia tra le vie di Parigi. Senza scendere troppo nel dettaglio, anche questo Modern Warfare approfitta di temi parecchio delicati per smuovere le coscienze.

Per quale motivo un videogioco dovrebbe astenersi dal trattare aspetti così dannatamente sbagliati dei conflitti tra gli uomini? Molto spesso la guerra viene dipinta come semplice battaglia tra due eserciti, ma dietro c’è molto di più, tra le sofferenze atroci dei civili e i metodi inquietanti con cui certi scontri vengono portati a termine.

Le storie controverse piacciono perché smuovono l’opinione e restano bene impresse nella memoria, quindi da questo punto di vista Call of Duty: Modern Warfare ha fatto un centro perfetto. Se ne parla ancora adesso a due settimane dal lancio. Inoltre, accogliendo anche il gameplay come variabile in questa equazione, si ottiene un’esperienza diversa dal multiplayer e dunque essenziale per il gioco.

Call of Duty: Modern Warfare

L’unione di missioni simil-stealth, con momenti di autentico buio in cui passare, a sparatorie al cardiopalma è sempre soddisfacente, soprattutto se visto sul monitor 4K con PS4 Pro che ho usato e uso anche ora per giocare. Qui infatti si può esprimere tutto il potenziale grafico del gioco, davvero entusiasmante nei giochi di luce creati da fari, Sole e anche fuoco. Nonostante le fiamme siano spesso delle animazioni scriptate che ruotano su se stesse in base all’angolazione con cui vengono guardate, il colpo d’occhio è sicuramente d’effetto.

Stesso discorso per i volti e per le animazioni, che hanno fatto un bel salto di qualità dai capitoli precedenti e fanno ben pensare per l’arrivo delle nuove console.

Non mancano gli elementi controversi e le polemiche

Dove bisogna risparmiare nelle qualità grafiche è però nella modalità multiplayer, ancora una volta cuore dell’esperienza di Call of Duty. Questo è uno dei punti di rottura per la community, divisa tra lo stile futuristico/veloce/spettacolare degli ultimi anni e quello invece old school con piedi fissi a terra, diavolerie elettroniche credibili e paura nel cercare gli avversari.

Facendo parte del secondo gruppo, ho apprezzato enormemente l’esperienza multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare. Le armi sono credibili nelle loro fattezze e hanno comportamenti a volte incontrollabili, oltre a essere personalizzabili sotto quasi qualsiasi aspetto. Il movimento è stato descritto da qualcuno su Twitter “come avere un grasso procione nello zaino sulla schiena”, ma è lento esattamente come deve essere per impersonare un semplice soldato in battaglia.

Call of Duty: Modern Warfare

È vero, forse questo multiplayer è poco votato alla spettacolarità degli esport, ma poco importa all’utente comune di Call of Duty, specialmente a quello di vecchia data che passerà un intero anno a giocare piuttosto che a guardare altre persone giocare.

Le modalità di gioco disponibili riprendono quelle classiche, allargando però in alcuni casi il numero di giocatori nella mappa e introducendo l’uso dei veicoli. Forse anche questo aspetto simil-Battlefield ha contribuito a creare qualche malumore, eppure le lobby pullulano di combattenti, grazie anche al cross-play che permette di giocare con persone da altre console e PC. Decade invece la modalità Veterano, in assoluto la mia preferita, sostituita da Realismo: la differenza è che si possono subito vedere le posizioni dei compagni di squadra, ma il fuoco amico ogni tanto si sente comunque.

C’è poi il capitolo camper, che si pensava di risolvere reintroducendo la minimappa inizialmente al di fuori dei progetti. Non avere una mappa da guardare porta infatti molti giocatori ad essere cauti nell’andare in giro e questa cautela sfocia poi nel camperare. Nulla da fare, i camper ci sono comunque, ma non sono così spudorati come loro solito.

Call of Duty: Modern Warfare

Del resto, soprattutto in modalità Realismo, per godere appieno dell’esperienza bisogna pensare prima di agire e non andare in giro cercando avversari senza criterio. Il consiglio è dunque quello di giocare sempre con un buon paio di cuffie indosso: la migliore minimappa non è l’immagine che vedete a volte sullo schermo, bensì il suono dei passi dei nemici.

La modalità multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare è un gradito ritorno alle origini della serie

Per sintetizzare, dunque, la modalità multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare è un gradito ritorno alle origini della serie coi suoi ritmi rallentati, kill-streak verosimili e veloci time-to-kill. Per i nostalgici che hanno digerito le meccaniche ultrafuturistiche è sicuramente un toccasana e qualcosa da non perdere. Chi invece ha uno stile di gioco più veloce e frenetico si potrebbe trovare spaesato e rallentato, ma nulla toglie che possa comprendere quanto fosse difficile sopravvivere anche prima dei voli pindarici dopo Call of Duty: Ghosts.

Completano l’esperienza le attività cooperative fino a 4 giocatori per una specie di endgame fatto di missioni impegnative e svariate tra loro. Senza dubbio è meglio viverle coi propri amici, sia per coordinarsi meglio, sia per coprire di insulti chi continua a fare il lupo solitario.

Conclusioni

Tra tutti i Call of Duty arrivati negli scorsi anni, Modern Warfare è senza ombra di dubbio quello che ho atteso maggiormente e sono ben contento che si sia dimostrato all’altezza. L’unico scivolone che ha minato le mie aspettative è stato dato per metà dalla community e per metà dagli sviluppatori: piegarsi al volere delle inutili lamentele legate all’assenza della minimappa ha dimostrato come Infinity Ward abbia avuto a cuore il bilancio prima dell’ambizione. Oltretutto, se proprio il camperaggio era un problema, reintroducendo al minimappa la situazione non è che sia cambiata molto.

Rant a parte, Call of Duty: Modern Warfare è il paradiso di chi voleva il ritorno a un gioco più lento, terra terra e con rimandi ai primi capitoli della serie. Il resto sono chiacchiere derivate da una strada che il brand aveva pericolosamente seguito per qualche anno, fino a rinsavire con questa riedizione di Modern Warfare. Sperando che il futuro ci possa riservare nuove sfide sempre meno ultra-futuristiche, è il momento di tornare nella lobby multiplayer, ancora più popolata grazie al cross-play.