29 Ago 2016

Assetto Corsa – Recensione PS4 / Xbox One

I simulatori di guida sono una delle prerogative su console e PC fin dall’arrivo del 3D: su PlayStation è stato Gran Turismo a segnare un’era, mentre è arrivato poi Forza Motorsport a caratterizzare la sponda di Microsoft. Ovviamente non si vogliono sminuire tutti gli altri come TOCA Race Driver, GRID e DiRT vari (nemmeno a farlo apposta, tutti prodotti da Codemasters, sinonimo di qualità), ma è sempre mancato quel gioco in grado di far credere al consumatore di essere effettivamente a bordo di una supercar.

L’anno scorso ci ha quasi pensato Project CARS ad accontentare i ricercatori della simulazione estrema, accumulando parecchi consensi soprattutto su PC. C’è però anche un altro “gioco” che vuole fare la sua parte, anche se già si è conquistato la sua enorme fetta di fan su PC: è Assetto Corsa, simulatore di guida che può definitivamente segnare la fine del dibattito su quale sia la simulazione più realistica sul mercato. Anche la creazione di Kunos Simulazioni effettivamente è già su PC ed è riuscita così a guadagnarsi l’appellativo di “miglior simulazione sul mercato”, però mancava ancora l’approdo su console.

La sfida consisteva infatti nel portare tutti i tecnicismi e i dettagli della versione classica su PS4 ed Xbox One, senza togliere nulla alla simulazione o al contenuto. Gli sviluppatori ci sono riusciti alla perfezione, regalando anche ai fan su console la stessa identica esperienza vista su PC: ovviamente ci sono alcune modifiche strutturali, ma limitate unicamente all’interfaccia dei menu per essere resa “console-friendly”.

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La bellezza di questa scommessa ampiamente riuscita sta anche nel fatto che Assetto Corsa è un prodotto Italiano al 100%, sviluppato da Kunos Simulazioni e pubblicato da 505 Games (gruppo Digital Bros). Per queste entità italiane è stato estremamente importante riuscire a terminare un progetto così imponente, che arriva ora nelle mani di ogni giocatore per regalare la simulazione più completa possibile.

Senza dover per forza descrivere tutti i punti che rendono Assetto Corsa un must have per gli appassionati, basta un unico punto per giustificare l’acquisto ed ammaliare chi cerca il realismo estremo: il gioco infatti non è altro che lo stesso simulatore utilizzato dalle case automobilistiche di tutto il mondo per allenare i piloti, studiare i circuiti ed analizzare i dati di un veicolo. Un vero marchio di qualità dunque, poiché le stesse case automobilistiche e le organizzazioni dei circuiti si sono dimostrate ben liete di condividere i propri dati con Kunos Simulazioni e plasmare così Assetto Corsa.

Rispetto alla versione PC, il primo cambiamento che si incontra riguarda i menu di gioco, rivisitati per essere fruibili anche senza avere un mouse: si trovano i classici quadrettoni a dividere le modalità di gioco e le opzioni, grazie alle quali si può plasmare a piacimento il livello di realismo e simulazione. Oltre alla classica personalizzazione, che si può vedere anche negli altri giochi simulativi, ci sono alcuni punti mai toccati dagli altri giochi.

Spicca su tutti quello che viene definito “acceleratore automatico”. Nella vita reale, al cambio di una marcia, è normale togliere il piede dall’acceleratore e pensare ai movimenti da fare con la frizione. Nei videogiochi ciò non è mai contemplato: anche utilizzando il cambio manuale, l’acceleratore viene automaticamente gestito dal sistema e poi reinserito al cambio della marcia. In Assetto Corsa, invece, disattivando l’acceleratore automatico si è costretti a togliere il dito dal grilletto per perfezionare il cambio, pena una brusca impennata dei giri del motore ed una trazione non corretta non appena ingranata la marcia successiva.

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L’acceleratore automatico gestisce dunque il cambio, portando il motore ai giri ottimali per le massime performance: disattivare un sistema simile è un pugno nell’occhio quando si usa un controller per giocare, ma con un valido set da guida esso riesce a restituire una simulazione completa e pari alla realtà. Del resto, l’obiettivo di Assetto Corsa è proprio questo.

Quando una vettura accelera, essa deve però anche frenare in vicinanza di una curva. Da questo punto di vista, i giochi simulativi hanno sempre graziato molto i giocatori, dotando le auto di freni inverosimili, molto più efficienti rispetto alla realtà e dunque non esattamente simulativi. In Assetto Corsa questo aiuto viene demolito, in favore di un realismo ancora più sfrenato. Le vetture non sono fatte solo di poligoni, ma hanno una massa ben definita, solida, impossibile da non percepire, a prescindere che utilizziate un controller o un volante: per questo i freni fanno fatica a folli velocità, ma anche semplicemente se utilizzati su una vettura non propriamente da corsa. Scordatevi assolutamente le frenate all’ultimo secondo, le staccate fantascientifiche e i sorpassi impossibili in curva, perché premere il pedale troppo tardi, nel peggiore dei casi, vi farà terminare sulla sabbia. Se invece la divinità Brembo è benevola con voi, riuscirete comunque a tenere la vettura sull’asfalto, ma l’inevitabile sottosterzo sarà letale nei confronti della traiettoria ottimale. In entrambi i casi, gli avversari ne approfitteranno al volo per sorpassarvi.

Non mancano poi gli altri aiuti alla guida, dal classico controllo della trazione a quello della stabilità, passando poi all’azione dell’ABS. Durante la guida si può facilmente vedere quali siano i sistemi in funzione, sia per capire la loro effettiva azione, sia per accorgersi di eventuali errori nella gestione della vettura. Comunque sia, disattivarli non finisce per rovinare l’esperienza di gioco: nella modalità drift, ad esempio, utilizzare una vettura con controllo della trazione abilitato equivale a mettersi i bastoni tra le ruote, perché l’effettiva instabilità (e il suo controllo manuale) è ciò che si cerca in una disciplina simile.

È in pista che si coglie finalmente la differenza tra le varie auto disponibili nel gioco: le auto lente sono veramente lente, mentre quelle veloci sono dei razzi, a meno che non si vada in salita. La resa della velocità è ricreata in modo ottimale ed estremamente reale: soprattutto se si usa la on-board camera, si può avere una sensazione reale dei limiti della vettura. A bordo di una 500 Abarth, ad esempio, il sottosterzo è praticamente un compagno di viaggio, pronto a penalizzarci se usiamo angoli di sterzata troppo chiusi: le sospensioni fanno sentire tutte le asperità del terreno, le curve creano pericolose imbarcate e le velocità massime non sembrano altissime (pur essendole in alcuni casi). Al contrario, su una Lamborghini ci si sente spremuti contro il sedile dell’auto, ma bisogna stare attenti a non mandare a passeggio il posteriore dopo l’uscita di ogni curva.

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In generale, la sensibilità delle proprie mani (o dita, in caso di controller) è essenziale: svolte troppo brusche, accelerate forsennate ed inchiodate al limite sono assolutamente da dimenticare. Attivare tutti gli aiuti del caso non porta infatti alla stessa semplicità d’uso trovabile in altri simulatori, poiché modifica solo alcuni parametri della vettura, ma di fatto non tocca minimamente la fisica del gioco.

Questo è un elemento imprescindibile quando si parla di simulazione estrema e realistica, ma potrebbe creare frustrazione in coloro che invece vogliono un’esperienza arcade o rilassante. Assetto Corsa però non è esattamente mirato a coinvolgere proprio tutti i giocatori: essendo stato creato da un team professionale che vende il suo prodotto originale anche alle case costruttrici, il target è ovviamente legato a consumatori che hanno un minimo background sulla fisica delle automobili e sulle conoscenze che girano intorno ad una vettura da corsa. Difficilmente dunque Assetto Corsa può piacere ad un bambino che cerca la stessa “spensieratezza” che si può torovare in Gran Turismo o Forza Motorsport: ovviamente ciò dipende da persona a persona, dato che il sottoscritto avrebbe fatto salti di gioia ad avere in mano un gioco simile in tenera età.

Esaurito l’aspetto tecnico del gameplay, vediamo più da vicino le modalità che Assetto Corsa offre ai giocatori: forse questo è il punto debole del gioco, che si concentra molto sulla parte simulativa, lasciando sguarnita quella del contenuto. Assetto Corsa mette subito di fronte a tre modalità di gioco: la carriera, gli eventi preimpostati e le gare veloci.

La carriera non è propriamente definibile tale, in quanto non esiste una specie di linea narrativa o una progressione simile ai campionati: le numerose sfide sono proposte a gruppi, dove bisogna per forza accumulare un numero sufficiente di medaglie per proseguire ed intraprendere gare più difficili. Si susseguono tutte le discipline disponibili nel gioco, che vanno dai classici time attack alle gare, passando poi per il drifting (godibilissimo e molto più semplice di quanto immaginato, specialmente se effettuato con la KTM X-Bow). Non avendo una progressione a punti/campionato, la carriera risulta essere solo una serie di gare a difficoltà crescente, che porta pur sempre alla scoperta delle proprie abilità e delle auto disponibili, ma non risulta del tutto coinvolgente.

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È molto meglio dunque entrare nel menu degli Eventi preimpostati, che consistono in un buon numero di scenari già scelti dagli sviluppatori: le auto ed i circuiti sono combinati per dare la migliore esperienza possibile, grazie al connubio tra le auto ed i circuiti disponibili. Ci troveremo dunque a guidare una Ferrari sul circuito Italiano, oppure una tedesca nel fantastico Nurburgring (che già da solo potrebbe giustificare l’acquisto). Se invece vogliamo personalizzare del tutto un weekend di gara, allora basta scegliere la modalità libera, che ci mette di fronte a tutte le specialità incluse in Assetto Corsa, scegliendo anche circuito e vettura tra tutte quelle disponibili.

Tracciati ed auto sono anche elementi estetici oltre che funzionali: al giorno d’oggi, del resto, i giocatori guardano soprattutto alla grafica, prima di dare un’occhiata a ciò che sta sotto. Insomma, la vera bellezza è quella interiore, ma la prima impressione è data inevitabilmente dall’aspetto sotto gli occhi di tutti. Assetto Corsa è dunque molto appetibile anche dal punto di vista grafico, che ovviamente perde qualcosa rispetto alla controparte del PC, ma si colloca comunque tra le migliori realizzazioni presenti nel panorama delle simulazioni.

Nonostante infatti la concentrazione del team fosse focalizzata sull’esperienza ultra realistica, Kunos Simulazioni ha comunque tirato fuori dal cilindro una resa dei particolari molto curata: le auto sono ricostruite nel dettaglio e ciò che eccelle sono i riflessi della luce sulla carrozzeria. Sembra un dettaglio da poco, eppure rappresenta un punto fondamentale anche per mantenere il livello di realismo: il cruscotto si riflette sul parabrezza, mentre i raggi del sole stesso rimbalzano sull’asfalto quasi ad accecare il pilota. Su PS4 il gioco funziona al pieno delle sue potenzialità, con 60fps ad una risoluzione di 1080p. Su Xbox One invece bisogna scendere leggermente fino ai 900p, ma la fluidità resta tale e quale alla console concorrente.

I problemi ricominciano a comparire quando si vuole però uscire dallo stadio di single player ed entrare nel mondo del multiplayer: via internet non si possono infatti incontrare i propri amici, a causa dell’assenza di lobby private. I giocatori sono così costretti a giocare sempre contro avversari sconosciuti, senza potersi misurare nei confronti degli amici: a questo si affianca qualche problema di stabilità, ma tutto ciò può essere risolto in modo relativamente veloce da Kunos Simulazioni. Del resto Assetto Corsa è appena uscito e seguirà una via di aggiornamenti che miglioreranno gradualmente l’esperienza di gioco, senza parlare dei numerosi contenuti in arrivo in futuro.

Conclusioni

Portare Assetto Corsa su console è stata una sfida enorme per Kunos Simulazioni, costretta a ficcare dentro due “PC pre-assemblati” una simulazione tale da essere utilizzata anche dalle autentiche case automobilistiche. Il risultato è un porting estremamente valido dal punto di vista tecnico, poiché ha consentito ai giocatori su console di avere un estremo grado di realismo ad un prezzo relativamente basso rispetto agli altri giochi.

Nonostante questo, il prodotto finale non è vicino alla perfezione: alcuni limiti, sia nel contenuto che nel multiplayer, sono ritenuti imperdonabili dai talvolta superficiali giocatori su console. Si potrebbe dire che ciò cambi da consumatore a consumatore, ma nel momento in cui si vuole portare un gioco simile su PS4 ed Xbox One, allora è tempo di accettare qualche compromesso.

Dire però che Assetto Corsa è solo un “gioco” è molto sminuente: non è sicuramente fatto per chi vuole da un simulatore la stessa immediatezza di altri titoli sul mercato, che sono a loro volta simulativi, ma con un grado di difficoltà tendente all’arcade. Assetto Corsa invece è una spedizione punitiva per chi trasgredisce le leggi della fisica e pensa di poter fare ciò che vuole all’interno di un videogame. Il primo sentimento che si incontra è la frustrazione, che apre due vie molto differenti: quella dei giocatori senza spirito di competizione contro se stessi e quella dei veri ricercatori del proprio limite. Sembra quasi inutile dire che, se appartenete alla seconda categoria, allora Assetto Corsa è decisamente ciò che fa per voi.