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Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! – Recensione Switch

Tamburi dal Giappone

Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! – Recensione Switch
Taiko no Tatsujin
Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! è il primo titolo di una delle serie arcade più famose del Giappone. Non sapete esattamente di che diavolo sto parlando? Avete presente Donkey Conga, il gioco di Donkey Kong dove si giocava con due tamburi?

Nemmeno io tranquilli, non avevo un Gamecube e la suddetta periferica l’ho vista solamente nei video dei collezionisti sfegatati o negli speciali sul web. “Le periferiche più stravaganti nella storia dei videogiochi” è sempre un titolo d’effetto per un articolo, soprattutto se dentro ci ficchi tamburi o banane giganti (un saluto agli amici nipponici di SEGA).

Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! però è un titolo di per sé piuttosto semplice. L’ho giocato e testato su Nintendo Switch, una console tanto piccola quanto versatile. E cosa c’è di più originale di un rhythm game tutto basato sui tamburi?

Come ogni rhythm game che si rispetti Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! ha delle basi piuttosto semplici e si impara nel giro di qualche minuto. Come i più moderni Guitar Hero o Rock Band, si colpiscono delle note a tempo di musica e si aumenta il proprio contatore.

Le diverse note andranno colpite in diversi modi a seconda dei controlli preferiti. Sarà possibile giocarlo infatti in modalità portatile con touchscreen, con il tamburo venduto nel bundle esclusivo, con i classici tasti o i motion control.

Vari modi di sperimentare, ma il succo è sempre lo stesso: colpire con il giusto tempismo le note rosse e blu, che mantengono il ritmo del brano. Di tanto in tanto ci saranno delle note speciali che vi permetteranno di aggiungere un po di “sapore”, mentre con il fischietto giallo potrete ottenere più punti se riuscirete a far scoppiare il palloncino martellando come dei pazzi, e così via.

Ma Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! prova a condire la sua formula da rhythm game con qualche simpatica idea: su tutte quella di poter utilizzare varie mascotte prima di eseguire un brano, ognuna delle quali permette di modificare le “regole” della partita. Le mascotte Don e Katsu sono prive di modificatori, ma già selezionando Kirby di potranno ottenere aiuti e racimolare qualche punto in più in modo più semplice.

Per gli amanti del mondo giapponese è una gran festa

Alcuni ad esempio rendono più facile aumentare la barra “Soul” per attivare i moltiplicatori di punti, altri permettono un piccolo margine di errore in più per il tempismo. Per gli appassionati di Nintendo, tra i personaggi da sbloccare c’è anche il Calamaro di Splatoon! Quanto ci piacciono i crossover, vero?

Ma come ogni rhythm game, Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! è anche piuttosto semplice nella sua presentazione e offerta. Il menù principale ci offre diverse varianti, con la possibilità di sfidarsi con altri giocatori in locale dividendo i joycon, per un massimo di 4 giocatori. O anche tramite wireless con più copie del gioco. È immediato e lo trasforma in un party game di grande divertimento, questo perché siamo di fronte ad un gioco musicale piuttosto differente: pur fortemente legato alle percussioni, il catalogo delle canzoni ha dalla sua un sapore tutto giapponese.

Un catalogo diviso in varie categorie: Pop, Anime, Vocaloid, Variety, Classica, Videogiochi e brani originali NAMCO. Certo, non siamo di fronte a brani dalla presa popolare come un Just Dance a caso o i ben più noti Guitar Hero e Rock Band, ma si difende bene. Per gli amanti del mondo giapponese è una gran festa, con brani tratti da anime famosi come One Piece, Dragonball e Your Name; spaziando poi per grandi classici e qualche chicca, come i brani tratti da Super Mario Odyssey e Splatoon.

Che siate fan o meno del genere comunque, con i diversi livelli di difficoltà e la possibilità di giocarlo in tanti modi diversi e in compagnia, Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! ha qualche problemino che vale la pena approfondire.

Su tutti, i menù tendono a ripetersi troppo spesso e a presentare caricamenti nascosti che rallentano il passaggio da una modalità all’altra o semplicemente da una canzone alla successiva. Se questo difetto di design è facile da soprassedere e soltanto alle volte irritante, ben più problematici sono i diversi schemi di controllo.

Pur presentando diverse opzioni di calibrazione, soprattutto per TV problematiche dove il lag è più presente, Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! fallisce abbastanza nel rendere i motion control affidabili. I joy-con non sempre riconoscono i movimenti delle note diagonali, rendendo spesso l’esperienza un fiasco.

E dire che, in assenza di tamburo, è una delle alternative più divertenti e vicine all’esperienza del cabinato arcade. Nessun problema invece per l’uso dei tasti o del touch screen, che però portano anche dopo brevi sessioni ad una certa stanchezza nelle mani, soprattutto a difficoltà più elevate.

Conclusioni

Taiko no Tatsujin: Drum ‘n’ Fun! è un graditissimo arrivo nella libreria di Nintendo Switch, ma soprattutto qui in Europa. Il cabinato di Bandai Namco qui non si era mai visto, ed è una gioia per gli occhi e per il cuore giocare con i tamburi più famosi del Giappone. Un vasto numero di brani unici e inusuali per un rhythm game lo rendono un’esperienza unica, insieme alle tanti opzioni di controllo.

Peccato per qualche limite tecnologico, che in assenza di un investimento ingente verso la periferica del tamburo rendono i motion control di Switch piuttosto imprecisi e inaffidabili. L’esperienza “standard” si conferma comunque divertente, soprattutto se cercate un prodotto da gustare nelle pause o per staccare un po’ la spina. Non lasciatevi prendere la mano però, che il sottoscritto ci ha quasi perso un polso per non perdere la combo!

Good

  • Divertentissimo da soli e in compagnia
  • Selezione di brani inusuale e peculiare
  • Diverse opzioni di controllo

Bad

  • Motion control inaffidabile
  • Caricamenti frequenti
7

Niente male

Inizia la sua carriera videoludica con un Game Boy e una cartuccia di Wario Land. Da allora non ha più smesso, e continua a perdere decimi all'occhio destro giocando a The Legend of Zelda e a qualsiasi titolo stuzzichi il suo (finissimo, a detta di molti) palato da videogiocatore. Quando non gioca si dedica al perfezionamento della sua imitazione di Joe Bastianich, senza disdegnare la compagnia di un buon film.

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