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Metrico – Recensione

Metrico – Recensione

Ogni nuova uscita per PS Vita è sempre una buona scusa per fare il punto della situazione della console portatile Sony e il quadro, pur non migliorando in maniera significativa, ha riportato dei cambiamenti quanto meno inattesi. Chi l’avrebbe mai detto che Sony sarebbe diventata il baluardo dei giochi indie su console e che la PS Vita si sarebbe principalmente alimentata proprio di questa linfa vitale? Per stessa ammissione dell colosso nipponico infatti, vedremo pochi titoli tripla A sulla console portatile, ma per sopperire a questa mancanza giocheremo a tonnellate di giochi indie, alcuni di questi in esclusiva, come Metrico.

Come se non bastasse, per sottolineare ancora il legame stretto che lega Metrico a PS Vita, il gioco verrà distribuito dal suo primo gioco nell’Instant Game Collection per gli utenti del PS Plus. Insomma, se avete l’abbonamento al Plus riceverete il giorno nel suo giorno di uscita, tanto vale dargli un’occhiata, no?

Metrico

Piattaforma: PS Vita

Genere: Puzzle/Platform

Sviluppatore: Digital Dreams

Publisher: Digital Dreams

Giocatori: 1

Online: Assente

Lingua: Testi in italiano

Una sagoma maschile si staglia sullo sfondo neutro. Unica alternativa: correre, correre per esistere. Man mano che la sagoma avanza, un mondo freddo, sterile e razionale si crea intorno a lui, popolato solo da diagrammi a torte, statistiche e grafici. Questo è l’unico indizio che avrete sul setting del gioco e a voi non resterà altro che proseguire lungo i livelli per risolvere gli enigmi che vi verranno proposti: Metrico si propone infatti come un puzzle game con una forte componente platform e che fa molto affidamento al trial & error in pieno stile Prince of Persia.

Ognuno dei sei livelli a disposizione ha al suo interno una dozzina abbondante di enigmi da risolvere e sfruttano tutti a turno una peculiare caratteristica della console Sony. Proprio come Tearaway, Metrico è infatti un gioco che è stato costruito sulle peculiarità dell’hardware di PS Vita e rendono impossibile un porting al di fuori della console su cui è stato concepito. Se infatti nei primi livelli vi viene chiesto al massimo di sfruttare dei portali in stile Portal, già dal secondo inizierete ad usare il touchpad posteriore per mirare e il touchscreen per sparare (una soluzione non molto comoda, ma d’effetto).

Il gioco si fa serio quando Metrico inizia a sfruttare il giroscopio, costringendovi a ruotare la console su tre assi, arrivando a farvi assumere posizioni imbarazzanti per andare avanti. Il colpo di genio però arriva solo negli ultimi livelli, quando Metrico vi inviterà a risolvere gli enigmi con l’uso della fotocamera, attraverso la quale verrà rilevata la luminosità intorno a voi o addirittura i colori con alcuni passaggi che si sbloccano solo inquadrando oggetti rossi, verdi o blu.

Nonostante l’uso di tutti questi input sia esattamente ciò di cui la PS Vita ha bisogno per mostrare di valere (sia da un punto di vista hardware che software), Metrico non raggiunge le vette di Tearaway. La logica che giace dietro alla risoluzione degli enigmi è spesso contorta e priva di senso, portando talvolta il giocatore ad andare avanti per puro caso e raggirando l’enigma. Solitamente i migliori puzzle sono i primi di ogni livello (in cui Metrico mostra le nuove feature di interazione) e gli ultimi (in cui il gioco spinge al limite le estreme conseguenze degli input): tutti gli enigmi che sono nel mezzo sono solitamente contorti e privi di quel genio che lascia il giocatore meravigliato al termine della sezione di gioco.

Non manca un classico livello finale in cui potrete mettere alla prova tutto quello che avete imparato durante il corso dell’avventura: affronterete enigmi abnormi la cui risoluzione potrebbe costringervi ad assumere posizioni folli a testa in giù, mentre ruotate la console, tappando sullo schermo e cercando intorno a voi elementi di determinati colori. Nel complesso quindi il gameplay è stimolante e innovativo, e riesce a prendere il giocatore stupendolo con effetti speciali che talvolta riescono a mascherare un level design altalenante. Ma Metrico in effetti ha molte armi con cui distrarre il giocatore, prima fra tutte l’incredibile aspetto grafico.

Tutto l’interesse suscitato da Metrico è stato generato dal suo stile peculiare, così minimale e accattivante. Sin dalla sua prima descrizione però si era capito subito che non era solo un orpello visivo, ma un chiaro setting per un gioco con un profondo significato: descritto infatti come un platform infografico, Metrico è un’enorme allegoria della vita moderna, in cui l’individuo depersonalizzato (una sagoma nera, senza volto), corre attraverso ambienti sterili (le nostre città?) e genera dati su dati, costruendo l’ambiente di gioco stesso.

Da questo punto di vista Metrico si configura quasi come una riflessione sui giorni nostri più sagace di altre produzioni tripla A come Watch Dogs, andando a toccare per i più attenti delle corde sepolte tra le sinapsi. Ogni livello ha un’ambientazione diversa in cui le palette di colori estremamente influenzate da un’estetica che possiamo tranquillamente definire hipster colpiscono il giocatore, proiettandolo in uno spazio metafisico che avrebbe fatto, in alcune situazioni, la felicità di de Chirico. I panorami spaziano tra montagne poligonali, caldi tramonti digitali, paludi sintetiche e notti elettriche, riuscendo in parte a distrarci da alcuni enigmi non particolarmente ispirati.

A rendere infine esplicita questa analogia tra l’aspetto estetico del gioco e la condizione umana ci pensa la mappa che segna il progresso del giocatore su un percorso simile a quello di una metropolitana, simbolo per eccellenza della vita cittadina.

Un ultimo elemento inquietante che vale la pena di prendere in esame è il fatto che, in alcuni enigmi, tra i valori che influiscono sui diagrammi e sull’ambiente c’è anche il numero di volte in cui il vostro personaggio muore: spesso vi verrà quindi richiesto di suicidarvi più e più volte per proseguire…
Il comparto audio non è da meno: i due sviluppatori di Metrico si sono infatti avvalsi della collaborazione di Palmbomen, un artista synth-pop olandese che ha contribuito tra le tante cose anche alla colonna sonora di Grand Theft Auto V. Le musiche si compongono avanzando nei livelli: ad ogni enigma risolto si procede verso il traguardo e l’accompagnamento musicale si evolve. Sulla carta è una feature già vista, ma apprezzabile, anche se all’atto pratico si rivela spesso essere una fonte di immensa frustrazione, soprattutto quando si rimane bloccati su un puzzle per qualche minuto e il pezzo in sottofondo entra in un loop eterno capace di far perdere la pazienza ad un asceta.

In conclusione…

Metrico è dunque un gioco manifesto: ribadisce l’attenzione di Sony per i giochi indie, sfrutta le caratteristiche della PS Vita e viene distribuito sin dal primo giorno nell’Instant Game Collection.  Tutti i punti di forza delle strategie commerciali di Sony vengono quindi lambite con successo da Metrico e il gioco è senza dubbio all’altezza del compito, anche se purtroppo a causa di un level design non sempre ispirato non vi rimarrà molto una volta arrivati al termine di questo trip digitale.

Voto: 7/10

Da quando ho scoperto che i piaceri che i miei pollici opponibili potevano darmi con un joypad erano pressoché infiniti non ho mai smesso di videogiocare. Appassionato di cinema e musica, sempre e solo a livello maniacale.

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