ASTRO BOT Rescue Mission – Anteprima gamescom 18

Un eroe piccolo (solo nelle dimensioni)

ASTRO BOT Rescue Mission – Anteprima gamescom 18
ASTRO BOT Rescue Mission – Anteprima gamescom 18
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Colonia – Ci sono poche cose nella vita di un giocatore soddisfacenti quanto un buon platform 3D: Super Mario Odyssey, Ratchet & Clank e Crash Bandicoot sono solo alcuni esempi di come un’esperienza che fa del suo personaggio principale un’icona strappi sempre, inevitabilmente, un sorriso soddisfatto. Nel caso di ASTRO BOT Rescue Mission, poi, è quasi impossibile restare indifferenti davanti alla tenerezza che questo piccolo (ma solo nelle dimensioni) robottino riesce a suscitare. I punti di forza da sempre dei platform sono i colori sgargianti, la colonna sonora stravagante e la precisione dei controlli: il cuore del divertimento è tutto qui, eppure non sono ancora diffuse simili opportunità per il mondo virtuale. Per questo i ragazzi di Japan Studio hanno deciso di prendere gli adorabili robottini di The Playroom per dare loro un platform in tutto e per tutto indipendente.

L’obiettivo è molto semplice, il capitano Astro è in missione per salvare il suo equipaggio attraverso venti livelli ricchi di trappole insidiose e nemici animati da tutte le pessime intenzioni. Niente di complicato, dunque, ma ASTRO BOT Rescue Mission non ha davvero bisogno d’altro per dimostrare quanto anche i platform in 3D possano essere speciali – già solo il suo aspetto ci invoglia a seguirlo nella sua missione di soccorso. Senza dunque perdere altro tempo, indossiamo il visore e prepariamoci a scoprire questa nuova avventura.

Una semplice pressione del tasto X ed eccoci catapultati nel primo livello, che come in ogni gioco ha il compito di insegnarci i comandi di base per portare a termine il nostro obiettivo. Se le azioni di Astro sono semplici, pur arricchendosi di elementi utili nel corso dell’avventura, soccorrere tutti i suoi amici è tutt’altra questione: non pensate di trovarli a portata o sott’occhio, dovrete guardarvi in giro con estrema attenzione per capire dove si potrebbero nascondere, raggiungerli e riportarli all’ordine con una sonora pedata nel didietro – sul serio, Astro rifila loro un calcio e questi si proiettano nella nostra direzione, ringraziandoci prima di essere “assorbiti” dal touchpad e lì rimanere a fare il tifo per noi, accumulandosi ogni volta di più.

Al di fuori delle pedate correttive, Astro può saltare ed eventualmente attivare i suoi propulsori in vece del doppio salto, sfruttandoli per restare sospeso alcuni secondi prima di planare. Inoltre può difendersi dai nemici prendendoli a pugni o con un attacco caricato. Infine il nostro piccolo eroe può anche fare affidamento su alcuni gadget speciali come il rampino (largamente sfruttato nel corso di una boss fight), un cannone ad acqua, una fionda, tutto sfruttato per interagire con l’ambiente risolvendo gli enigmi o per dare una lezione al boss di turno.

ASTRO BOT Rescue Mission si ritaglia un proprio nome nel genere ancora piuttosto di nicchia del VR, portando un’esperienza platform divertente e colorata su un altro livello. Diversi momenti nei due livelli che abbiamo giocato ci hanno richiesto di spostare fisicamente la testa e il controller nello spazio 3D, cose che non avremmo mai fatto in un gioco tradizionale di Mario o Ratchet & Clank. Considerando le sfide, gli oggetti da collezione e la conseguente rigiocabilità, stimiamo che il tutto possa prendere circa otto ore: per un gioco come questo è molto tempo, abbastanza da superare in lunghezza il tanto acclamato Moss e la sua topolina Quill, un altro piccolo capolavoro del mondo VR.

Astro Bot rescue mission anteprima

Ci è davvero difficile trovare qualcosa che non funziona in un prodotto così genuinamente adorabile come ASTRO BOT Rescue Mission. Dal punto di vista grafico siamo di fronte a un coloratissimo platform rifinito nei dettagli e pronto a offrire tante ambientazioni nelle quali lanciare alla carica il nostro fidato capitano, mentre per quanto riguarda l’aspetto tecnico, la sua semplicità è solo apparente perché i ragazzi di Japan Studio hanno promesso diverse implementazioni per rendere l’interazione più varia possibile. Va detto che nel corso della nostra prova le funzionalità del rampino si sono buggate in un paio di occasioni ma non è nulla che una dovuta revisione non possa sistemare. La stessa longevità dell’avventura lascia qualche dubbio ma è pur vero che si allinea con le produzioni VR, sebbene il genere di appartenenza goda di produzioni decisamente più lunghe. L’unico vero peccato, a voler essere avidi, è che bisogna aspettare ottobre per poter godere della compagnia del piccolo Astro.

ASTRO BOT Rescue Mission è un piccolo gioiello che entra di diritto nei platform VR più interessanti assieme a Moss. Per un giudizio definitivo è ancora presto ma l’interazione con la realtà virtuale, il mondo colorato che ci circonda e soprattutto l’aspetto “coccoloso” del nostro capitano sono ottime premesse per un titolo che – magari senza toccare le corde emotive come ha fatto la topolina Quill – sarà in grado di restituirci la passione per i vecchi platform in stile Crash Bandicoot anche in VR. Chiamatelo piccolo, se volete, ma Astro è un eroe in divenire dal grande potenziale.


Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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