Uncharted: L’Eredità Perduta – Anteprima E3 2017

Uncharted: L’Eredità Perduta

PS4

Uncharted: L’Eredità Perduta – Anteprima E3 2017

Uncharted: L’Eredità Perduta – Anteprima E3 2017

Los AngelesUncharted: L’Eredità Perduta è una gioia per gli occhi. Lo sappiamo, affermazione prevedibile, ma difficile non restare davvero di sasso di fronte al nuovo “capitolo” della celeberrima saga di Naughy Dog, conclusasi – almeno per quanto concerne il proprio storico protagonista – con un quarto capitolo entrato oramai nell’Olimpo del medium ma ora nuovamente pronta a far parlare di sé con un nuovo, interessantissimo spin-off. Uno spin-off tutto al femminile, stavolta, che ci permetterà di osservare da vicino una vicenda parallela di due fanciulle che gli amanti delle avventure di Nathan Drake conosceranno sin troppo bene: la bellissima Chloe e l’avvenente Nadine.

Un’avventura in rosa? Beh, scordatevelo. Se c’è una cosa che contraddistingue l’universo dei cacciatori di tesori di Naughty Dog è che, qualunque sia l’obiettivo, vi saranno centinaia e centinaia di ostacoli, tutti rigorosamente armati sino ai denti, decisi ad ostacolarci ad ogni costo. Oggi, nell’ultimo giorno di questo roboante E3 2017, abbiamo assistito ad una dimostrazione hands-off di Uncharted: L’Eredità Perduta, in compagnia del Producer del titolo con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Un’intervista improvvisata che ci ha permesso di carpire qualche dettaglio ulteriore su questa già attesissima avventura, ambientata nella sua totalità nelle ammalianti terre dell’India ma che, come da tradizione, non ci riserverà cambi di location mozzafiato ed escursioni che alternano templi in rovina e foreste inospitali a città forse ancor più pericolose.

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A demo iniziata, ci ritroviamo nei panni di Chloe – che, in compagnia di Nadine, raggiunge faticosamente un’altura da cui osservare un meraviglioso tempio, distante qualche centinaio di metri in linea d’aria. Subito una domanda: sarà possibile scegliere con quale personaggio affrontare l’avventura o sarà il titolo che, in modo del tutto automatico, determinerà quale eroina controllare a seconda dell’occasione? Il nostro ospite sorride, quasi compiaciuto dalla nostra curiosità, e sottolinea come questa sia una cosa a cui lo studio di sviluppo sta pensando da tempo, seppur per il momento non pare essere prevista nella serrata ToDo list che precede la release.

Vedi, non sarebbe affatto male, ma preferiamo concentrarci sul gameplay e sulla narrazione emotiva de L’Eredità Perduta, in modo da far trasparire al meglio il legame tra le due donne e come esso, nonostante le mille peripezie e gli ostacoli, evolva passo dopo passo“. Sì insomma, un’idea interessante sulla carta, ma su cui – almeno per ora – forse non sarebbe il caso di scommettere. “Allora perché non una coop per due giocatori”, insistiamo, “magari per l’intero playthrough di questo capitolo?“.

Un altro sorriso, mentre Chloe e Nadine compiono l’immancabile passo falso, attirandosi le attenzioni di un micro-esercito di mercenari mossi da intenzioni tutto tranne che nobili e, cosa non certo trascurabile, di un mini blindato con mitragliatore a torretta. “Anche questa era una delle opzioni, ma non posso davvero dirti di più a tal proposito. Ti basti sapere che non è prevista alcuna modalità multiplayer per questo episodio di Uncharted, nonostante il successo raggiunto della componente multi de La Fine di un Ladro. Quindi, sì, insomma, potremmo pensarci: ma non è questo il tempo di parlarne“.

La demo procede ad un ritmo serrato, con Chloe e Nadine che si fanno strada tra le mura perimetrali del tempio a suon di mitragliatori e attacchi “combo” a mani nude, scivolando tra un nugolo di guardie che ne seguono attentamente i movimenti vomitando tonnellate di piombo. L’intelligenza artificiale dei nemici ci pare ragionevole, nonostante alcune piccole imperfezioni legate alla scarsa maturazione della demo, ma in quel gunplay così frenetico e riconoscibile è impossibile non notare una miriade di piccoli accorgimenti dal precedente episodio. Le animazioni, ad esempio, appaiono più fluide e naturali, e mettono in risalto i movimenti sinuosi delle due esploratrici non certo impaurite da qualche fucile a pompa di troppo. Veloci, agili e scattanti, le animazioni di Nadine e Chloe sono precise come non mai, mostrando qualche “mossa” inedita in fase offensiva e un’arrampicata che, nel proprio complesso, appare leggermente più naturale che in passato.

Ottima la distruttibilità ambientale, che alterna sequenze chiaramente scriptate ma dall’incredibile tasso di spettacolarità ad altri piccoli accorgimenti, valorizzati da una gestione degli effetti particellari esemplari, a sottolineare la frangibilità di colonne, pietre, alberi o strutture di legno. Quindici minuti di sparatorie adrenaliniche, capaci di levarci il fiato tanto per un ritmo incalzante quanto per una cura del dettaglio certosina. Una cura che traspare davvero dalle piccole cose, come in una scena avanzata della demo quando, sfuggite dal carro armato, le due si ritrovano in una sorta di cripta sotterranea al tempio, scarsamente illuminata e parzialmente allagata. Chloe accende la torcia e la punta verso il volto di Nadine, che in tutta risposta controbatte piccata intimando all’amica di abbassare la torcia. Sorry, e via verso nell’esplorazione della sezione, ancora una volta dettagliatissima e ricca di particolari interessanti che si rifanno al tradizionale folklore e alla mitologia dell’India antica.

Pochi metri ancora e raggiungiamo le battute conclusive della dimostrazione, con il famigerato carro che fa irruzione nella stanza: poco da fare per Nadine e Chloe, tenute rispettivamente in scacco la prima da un gruppetto di soldati con tanto di fucili spianati, la seconda da quello che si configura essere come il vero boss di questa interessante avventura. Un tipo tranquillo e pacato all’apparenza, a cui non sfugge certo l’Occhio di Shiva nascosto frettolosamente nella giubba di Nadine e che, con estrema naturalezza, le punta una pistola in testa vaneggiando sul fatto che, alle volte, il sacrificio di qualcuno può fungere da ispirazione per molti altri. Il grilletto inizia a muoversi, il tamburo della pistola ruota e… E niente, carichi di adrenalina come non mai, ci ritroviamo a fissare lo schermo nero, bramosi di sapere cosa sarebbe successo di lì a pochi secondi. L’appuntamento, purtroppo per noi, è rimandato: ma inutile dire che, dopo un primo assaggio del genere, le nostre aspettative su Uncharted: L’Eredità Perduta siano al limite dello stellare.

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Uncharted: L’Eredità Perduta è una gioia per gli occhi

Inutile stavolta indossare i panni da Avvocato del Diavolo, cercando di trovare qualche presunto neo in un quadro a cui, credeteci, manca solo la parola. L’unico dubbio, che abbiamo esposto allo stesso Producer, riguarda il carisma delle due nuove protagoniste: dopo anni di Nathan Drake, divenuto una delle icone più amate ed apprezzate dall’intero fandom PlayStation, può davvero esserci il rischio che il pubblico si dimostri parzialmente reticente verso le due “nuove” esploratrici in gonnella? Un ultimo sorriso, ancor più ampio del precedente: “Guardale, sono magnifiche. Come potrebbero starti antipatiche due “fanciulle” così?“. Sorridiamo anche noi. Ha perfettamente ragione.

In conclusionE3

Non fate l’errore di bollare Uncharted: L’Eredità Perduta come un banale spin-off. Nathan Drake manca a tutti, questo è vero, ma nella nuova avventura di Chlone e Nadine è impossibile non scorgere il DNA distintivo della serie Naughty Dog: gunplay frenetico, esplorazione d’alto livello, sceneggiatura e dialoghi che nulla hanno da invidiare all’universo della celluloide. Lo sviluppatore californiano evolve ulteriormente il già ottimo lavoro svolto in occasione di Uncharted 4, innalzando l’asticella per quanto concerne animazioni, interazione ambientale e gestione dei particellari. Il risultato, che per oggi ci siamo accontentati soltanto di vedere nell’attesa di stringere il pad tra le mani quanto prima, è qualcosa di emozionante e convincente allo stesso tempo. Non che avessimo particolari dubbi su Uncharted: L’Eredità Perduta e sull’operato in genere di Naughty Dog: ma avanti di questo passo, finiremo per uscirne davvero viziati.







Bello, simpatico, intelligente e super esperto di videogiochi, ha sviluppato un'incredibile capacità nello scrivere cazzate.. Gioca ai giochini elettronici dall'86 e ci scrive a riguardo dal 2006 o giù di lì.. Ma non fateglielo notare, che poi si monta la testa..

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