TT Isle of Man 2 – Recensione

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La vera, folle essenza del Tourist Trophy

TT Isle of Man 2 – Recensione
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Al primo avvio di TT Isle of Man 2 ho giocato quattro ore di fila e non perché dovessi recensirlo. In un mix di adrenalina e curiosità è stato difficile posare il joypad e andare a dormire, soprattutto dopo una tale dose di muretti schivati per un soffio.

Kylotonn e Bigben Interactive hanno infatti in mano un gioco davvero in grado di attirare l’attenzione dei fan del motorsport e di chi forse non ha mai nemmeno contemplato l’acquisto di un titolo motoristico su due ruote.

TT Isle of Man 2 inizia quindi con un breve tutorial sul controllo della moto e sui tasti necessari per giocare. Utilizzando setup per principianti non ci si mette molto a capire come affrontare le curve e utilizzare l’acceleratore, quindi il gioco prova comunque a proporre un livello più alto per avere qualche soddisfazione in più.

Dopodiché si è subito liberi di affrontare la Carriera, una serie di sfide a varie difficoltà con vari obiettivi, tra cui la licenza per partecipare all’ambito Tourist Trophy. È interessante il modo in cui viene proposta: si può innanzitutto scegliere se percorrerla autonomamente o con una squadra al seguito, per poi capire durante ogni weekend quale corsa intraprendere.

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TT Isle of Man 2 non ha infatti un concetto classico di difficoltà, con il solito menu a tendina nelle impostazioni. Sta al giocatore scegliere in ogni weekend se partecipare a una gara facile, media o difficile. Ovviamente ciò porta a ricompense diverse: il denaro vinto cresce con la difficoltà, oltre alla reputazione e ai cosiddetti Vantaggi.

I Vantaggi funzionano un po’ come le carte abilità visibili in molti altri giochi. Possono essere vinti dopo ogni corsa e utilizzati in quelle successive per modificare l’andamento della gara. Non è nulla di trascendentale, poiché si limita a dare piccoli bonus sul consumo delle gomme, l’impatto sugli avversari, gli eventuali riavvii della gara e varie altre cose.

Durante la Carriera è però necessario partecipare anche a qualche gara difficile. Solo così, soprattutto se non si ha una squadra al seguito, è possibile guadagnare punti nel campionato irlandese per farsi un nome oppure accumulare firme per avere un posto fisso nel Tourist Trophy. TT Isle of Man 2 dà quindi più vie per partecipare alla gara finale, permettendo a chiunque di costruirsi una via personalizzata in questa folle gara del motorsport.

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Essendo il Tourist Trophy la vera essenza di TT Isle of Man 2, la lunghezza di ogni stagione deve essere commisurata. Inizialmente mi ci sono volute circa 6 ore per completare una stagione, senza purtroppo qualificarmi non avendo rispettato i requisiti. Le gare facili sono infatti alla portata di tutti, mentre quelle difficili sono autentiche battaglie all’ultimo sangue.

È tuttavia un lasso di tempo buono per fare in modo che ci sia bisogno di lavorare per concretizzare questa possibilità e veloce abbastanza per non creare troppo divario di tempo tra un Tourist Trophy e l’altro.

I soldi guadagnati vanno del resto spesi comprando migliorie e nuove moto, in un parco che purtroppo non è molto ampio e variegato. Le modifiche permettono di attivare la personalizzazione di determinati aspetti: importantissimi quelli legati alla trasmissione (per via di circuiti con varie curve e altri con infiniti rettilinei) e alle sospensioni. A livello estetico ci sono solo livree preimpostate, senza possibilità di crearne di nuove.

La follia di questa competizione è però ben rappresentata dal suo gameplay. Una volta lanciati ad alte velocità è facile cedere all’incertezza e alzare il dito dal grilletto per paura di schiantarsi contro qualche palo. Il senso della velocità è infatti ricreato molto bene e penso di poter dire che sia una delle migliori rappresentazioni che mi siano passate davanti.

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Complici sono un FOV dinamico in base alla situazione, la telecamera che vibra pericolosamente con l’aumentare della velocità, il motore tirato al massimo e soprattutto il rumore dell’aria che viene spostata dalla moto. Quando si passa infatti vicino a muri o sotto scogliere di roccia si sente forte e chiaro il classico WHAM dello spostamento d’aria: una chicca semplice, ma davvero efficace.

Tutto questo giocando in terza persona, quindi potete solo immaginare cosa significhi utilizzare le telecamere sopra il casco, davanti alla visiera oppure letteralmente dagli occhi del pilota. Per rendere davvero memorabile il senso della velocità forse sarebbe stato meglio inserire proprio un filo di motion blur in più.

Il controllo della moto è spiazzante all’inizio, per poi diventare decisamente sensato. L’unico modo per sgusciare come burro tra le curve è prendere in considerazione la testa del pilota e non le ruote della moto. Il casco è infatti il vero punto centrale della schermata, com’è giusto che sia.

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Non si tratta di una guida puramente simulativa, poiché certi aspetti ricadono in quella arcade. A livello semiprofessionale, con la sola modifica del cambio automatico in manuale (essenziale!) cadere in accelerazione o frenata è davvero difficile.

Ci sono tuttavia alcuni aspetti realistici da tenere a mente. I freni possono essere freddi dopo un lungo rettilineo e quindi poco pronti a una forte frenata. Le gomme sono invece soggette a surriscaldamento e deterioramento in base allo stile di guida.

Le animazioni invece sono quel che sono, soprattutto in fase di caduta dove il pilota sembra ancorato alla carena prima di ricevere quel colpo finale da decretarne la separazione.

Ci vuole senza dubbio un po’ di tempo per abituarsi, ma una volta capito come trattare con la moto diventa tutto molto più semplice e gratificante.

Da contorno fa una grafica interessante, seppur non al top in certi frangenti. Quando si guarda direttamente il sole si creano riflessi davvero ben fatti, accecanti quanto basta. Nel momento in cui manca la fonte di luce si vengono a creare invece zone d’ombra molto piatte, quasi come se non ci fosse proprio una dinamicità della luce sulle texture.

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C’è una differenza di cura tra strada e moto, con la prima ad avere certi tratti un po’ approssimativi, quando la seconda è invece ricreata a regola d’arte. Messe insieme un po’ cozzano tra di loro.

Gli elementi ambientali fanno invece notare un po’ di popup in lontananza, ma è il cielo ad occupare la posizione più bassa in classifica. Forse siamo abituati alle performance di Forza Horizon, ma i cieli di TT Isle of Man 2 sono davvero sottodimensionati, con risoluzioni decisamente basse e un movimento delle nuvole non naturale.

TT Isle of Man 2 è un gioco davvero interessante che può piacere facilmente ai fan della competizione e ai giocatori più casual

Avendo citato il titolo Microsoft, ne approfitto per presentare un altro punto in comune con TT Isle of Man 2: la possibilità di girare nella mappa open world in Irlanda con sfide da intraprendere per accumulare medaglie. Dai trofei PS4 si nota che ce ne sono almeno 250! Non c’è la stessa libertà di Forza Horizon, né tantomeno la presenza di altre moto: non si può nemmeno andare fuoristrada, eppure viene restituito un certo grado di libertà e autonomia da sfruttare in mezzo a qualche weekend di gara.

Conclusioni

Alla fine penso di aver apprezzato TT Isle of Man 2 per determinati motivi. Essendo legato più alle quattro ruote, trovare un gioco di moto in grado di attirare la mia attenzione per così tanto tempo è davvero raro. La realizzazione è poi davvero buona in termini di gameplay e rigiocabilità: con un circuito così lungo e variegato, paragonabile come affezione al Nordschleife, non si sa mai come andrà a finire ogni gara.

Come ultima cosa, TT Isle of Man 2 mi ricorda un gioco che ho adorato da piccolo, ovvero RedLine Racer: alcuni circuiti di quel gioco sono palesemente ispirati alle ambientazioni del Tourist Trophy, tra muretti vicinissimi alla strada, prati verdi a fare da contorno e un mucchio di piloti con un bel paio di cojones.

TT Isle of Man 2 paga solamente un parco moto decisamente scarno, un’attenzione non uniforme per tutti gli elementi grafici e animazioni approssimative dei piloti. Per il resto, è un gioco davvero interessante che può piacere facilmente ai fan della competizione e ai giocatori più casual, magari in cerca di esperienza meno legate ai soliti campionati visti in TV.

Good

  • Senso della velocità ricreato a dovere
  • Campagna equilibrata
  • Rigiocabilità adeguata
  • Si padroneggia in poco tempo

Bad

  • Grafica con alti e bassi
  • Animazioni del pilota da rivedere
  • Parco moto limitato
7.5

Niente male

Sta cercando da tempo di trasformare le sue passioni in un vero lavoro. A parte i videogiochi, ciò che sogna è essere regista/sceneggiatore di un film, visto l'amore per fotografia e video-editing. Nel frattempo fa vedere quanto è scarso su Twitch (http://www.twitch.tv/ch_marcellomark).

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