The Outer Worlds – Recensione Switch

The Outer Worlds è uno dei migliori titoli dello scorso anno. Un gioco di ruolo in prima persona che pesca a piene mani nelle meccaniche che hanno reso tanto amato Fallout New Vegas, con l’expertise dei suoi creatori: Obsidian Entertainment. Una sorta di erede spirituale di quell’avventura tanto amata, che abbraccia l’umorismo e una grande scrittura per portarci nello spazio, più precisamente sulla colonia di Alcione. Un vero e proprio sistema solare, molto lontano dalla Terra, dove gli umani hanno deciso di metter su casa.

Di questi tempi trasferirsi non è una cattiva idea, e anche The Outer Worlds ha deciso di cambiare casa e di arrivare anche su Nintendo Switch. L’idea di poter giocare questa pazza e folle avventura su una console portatile è decisamente entusiasmante, ma ne sarà valsa la pena?

The Outer Worlds Switch recensione

Inizio subito col dire una cosa: The Outer Worlds è uno dei giochi di ruolo meglio scritti degli ultimi anni, e sicuramente andrebbe giocato anche solo per vivere la meravigliosa follia del sistema di Alcione. La nostra missione è quella di be’, scoprire gli inganni e i soprusi perpetuati dalle Megacorporazioni. Il modo in cui decideremo di farlo è invece tutto affidato al nostro personaggio e alle sue scelte.

Tramite l’editor iniziare potremo personalizzarne l’aspetto, ma anche le statistiche e il background culturale. Il livello di cura posto da Obsidian nelle meccaniche di ruolo è così elevato che potreste affrontare il gioco anche da “scemi”. No, cioè, davvero. E se togliere punti alla statistica intelligenza non vi sembra il massimo, potete farvi strada per questo bizzarro mondo ad armi spianate oppure sfoggiando il vostro carisma e fascino.

Se volete giocare The Outer Worlds, la console Nintendo non è il posto migliore per farlo, purtroppo

Non a caso nella recensione originale lo definivo così: “Che strano il mondo di The Outer Worlds, grottesco e sfacciato prende in giro elementi della nostra società e ce li sbatte in faccia con un’ironia graffiante e una scrittura splendida. Tutti i personaggi che incontreremo nella colonia di Alcione sembrano stralunati e un po’ psicotici. Pensate, una guardia è stata disposta a farmi passare perché avrebbe perso troppo tempo a farmi una multa, troppi moduli. Ah, la burocrazia a volte ti salva la vita l’avreste mai detto?”.

Tutto questo non è cambiato nella versione Nintendo Switch: i contenuti sono gli stessi, così come la qualità che li contraddistingue. The Outer Worlds è un gioco perfetto per essere giocato in modalità portatile, si presta a sessioni di gioco brevi ed ha una campagna che non supera le 30 ore, ma che permette di essere rigiocata in modi completamente diversi (con risultati e contenuti completamente nuovi). Disponibile anche in una modalità “Storia”, che permette a chiunque di goderne senza tanti problemi in termini di difficoltà.

Il problema più grande di questa “riduzione” per Switch di The Outer Worlds è la sua componente tecnologica. La console Nintendo, insieme a sviluppatori come Virtuos, ha dimostrato nel tempo di poter essere messa a dura prova con conversioni di titoli piuttosto imponenti da un punto di vista grafico, spesso con risultati sorprendenti. Certo, vedere un titolo Unreal Engine 4 come The Outer Worlds girare su uno schermino è sicuramente un miracolo, ma i sacrifici forse sono stati troppi.

Vedere un titolo Unreal Engine 4 come The Outer Worlds girare su uno schermino è sicuramente un miracolo, ma i sacrifici forse sono stati troppi

Fin dai primi istanti il livello di dettaglio appare veramente basso, con una qualità dell’immagine davvero difficile da digerire. I promessi 1080p sono del tutto assenti, sostituiti invece da una risoluzione a 720p in modalità docked e a 540p dinamica (alcuni report segnalano picchi negativi fino a 384p). Una qualità veramente infima, anche per una console come Nintendo Switch. Manca chiarezza visiva, e in modalità portatile questo difetto è ancora maggiore andando a minare la fruizione dell’esperienza.

È chiaro che questo titolo non era stato pensato per la console Nintendo: spesso le texture appaiono vuote con elementi dello scenario totalmente assenti e i fenomeni di pop-in sono costanti. Il risultato è piuttosto brutto, anche se confrontato con titoli simili usciti su PS3 e Xbox 360.

Anche i modelli hanno ricevuto questo infausto trattamento, e nonostante l’incredibile doppiaggio e la traduzione italiana restituiscano tutto quel carisma, il risultato è un po’ triste. Cosa ti hanno fatto, mia cara Parvati. Non meno importante, il tutto accompagnato spesso, soprattutto negli scontri, da cali di frame-rate piuttosto altalenanti. Peccato.

Conclusioni

The Outer Worlds è un grande gioco, e lo ripeterò finché ne avrò occasione. Se riuscite a soprassedere sui problemi tecnici di questa versione, lo è comunque. Ma ignorarlo del tutto significherebbe privarsi di un’esperienza davvero eccellente, che appare su Switch in una riduzione che si fa fatica a digerire completamente. Se volete giocare The Outer Worlds, la console Nintendo non è il posto migliore per farlo, purtroppo.

The Outer Worlds è disponibile da ora