Sound BlasterX Siege M04 – Recensione

Un debutto coi fiocchi

Sound BlasterX Siege M04 – Recensione
Sound BlasterX Siege M04 – Recensione

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Dopo aver deliziato le nostre orecchie per anni, tra cuffie, casse e schede audio, Creative ha deciso di compiere un primo, grande, passo verso un lido in continua espansione e tra i più redditizi, quello del gaming. E lo fa senza rinunciare alla sua identità, con una linea chiamata Sound BlasterX Pro-Gaming, che richiama al passato (nonostante nel caso specifico c’entri ben poco il “Sound”) ma dichiara da subito le sue intenzioni, proseguendo la sua invasione di campo, fino ad un po’ di tempo fa limitata alle sole schede audio, con il Siege M04, un mouse pensato per i giocatori più esigenti, ovvero quelli pronti a sborsare i 79,98€ richiesti per accaparrarsi questa periferica di ottima fattura. Ma vale davvero fino all’ultimo centesimo? E questo debutto con un prodotto così diverso dal suo classico campo d’azione, può rivelarsi un successo o un fallimento per la storica azienda di Singapore? Continuate a leggere per scoprirlo.

Scheda Tecnica

Sound BlasterX Siege M04

  • Connessione: Cavo
  • Peso: 143 g
  • Compatibilità: Microsoft Windows 7 e versioni successive
  • DPI: Fino a 12000 (3 configurazioni)
  • Tasti programmabili: 7
  • Memoria interna: Sì
  • Polling Rate: Fino a 1000 Hz

Il prodotto appare solido sotto numerosi aspetti, a partire dai materiali, di elevata qualità: la plastica opaca che lo riveste nella quasi sua interezza non è immune agli aloni, ma è resistente, e lo stesso vale per quella lucida di cui sono composti i tasti “extra”, tre laterali e uno posto vicino la rotella (riservato al cambio rapido tra 3 cicli di DPI), anche se a spiccare sono i rivestimenti in gomma, posti su entrambi i lati del mouse, sui quali alloggiare comodamente pollice, da una parte, e anulare e mignolo dall’altra, rigorosamente della mano destra (il Siege M04 non è indirizzato ai giocatori mancini). Nulla però nel design è affidato al caso: dalla texture presente sul fondo, fino alla minacciosa X che pulsa di luce propria, passando per l’M04 inciso sul lato destro e l’avvolgente LED che circonda la base del mouse, tutto è studiato per rendere l’aspetto globale godibile e accattivante sin dalla prima occhiata. Basta poi connetterlo tramite USB al proprio PC per dare il via i giochi di luce di cui il Siege M04 è capace, merito dei 16,8 milioni di colori che è in grado di produrre e alla tecnologia Aurora Reactive, che simula il fenomeno dell’aurora boreale sulla propria scrivania.

Nulla, nel design del Siege M04, è affidato al caso

Installando Sound Blaster Connect, il software con cui personalizzare la periferica (e disponibile a questo link, non a quello – non funzionante – segnalato sulla confezione), si avrà quindi la possibilità, in primis, di mantenere aggiornato il firmware, ma anche di agire su due funzionalità che i gamer cercano nei loro scintillanti mouse, una di natura estetica e una puramente ludica. C’è la customizzazione dei LED, che ci è parsa da subito molto ricca, con 9 (ma è possibile aggiungerne altri) pre-set, e la possibilità di intervenire su movimento (per un totale di 4 tipologie), direzione, colore e velocità della luce; una parte è invece dedicata alle prestazioni, con il setting dei cicli DPI (da impostare a proprio piacimento), accelerazione e decelerazione (che però difficilmente attiverete in-game), Angle Snapping (idem), velocità di polling, LOD (la sensibilità della distanza di sollevamento), settabile a 2 o 3 mm, e infine un quarto DPI, definito “Sniper”, un’intuizione niente male pensata principalmente per gli FPS (ma ci torniamo tra un attimo).

Nella sezione Macro, infine, si possono rimappare totalmente i 7 tasti di cui è composto il mouse, (oltre al movimento della rotella verso l’alto e il basso, per un totale di 9 comandi), assegnandogli un qualsiasi input della tastiera (o combinazione di tasti, come CTRL+C e CTRL+V), una registrazione macro (con tanto di riproduzione continua) e una delle funzioni di default del mouse, inclusa quella Sniper/Cecchino. Attivandola (e attribuendola, possibilmente, ad uno dei tre tasti laterali), avrete la possibilità di impostare un quarto ciclo DPI più basso (noi abbiamo provato con 200, ad esempio), che verrà selezionato e rimarrà attivo durante la pressione del tasto, garantendo alle vostre sessioni da cecchino una precisione estrema senza dover ricorrere al (non così comodo) tasto specifico per i DPI. Una soluzione niente male che vi aiuterà negli sparatutto, ma che può rivelarsi utile in qualsiasi attività sia richiesta precisione, anche solo per qualche frammento di secondo.

Il debutto di Creative nell’affollato mondo dei mouse, può dirsi certamente riuscito

E il bello è che grazie alla memoria interna, portando il mouse con voi e collegandolo al volo ad un altro PC potrete accedere alla macro “cucinata” da voi. Al singolare, purtroppo: si può infatti mantenere un solo profilo per volta, senza la possibilità di salvarlo e caricarlo in qualsiasi momento, rendendo il passaggio da un gioco all’altro scomoda e macchinosa, dovendo necessariamente rimappare tutto di volta in volta. Un unico, grande, neo, in un mouse che alla prova sul campo risulta preciso e scattante, con click (sbizzarritevi: Creative ve ne garantisce ben 50 milioni), scorrevole, con movimenti privi di incertezze o intoppi di alcun genere, e che, oltre alla questione macro, pecca, ma è un problema soggettivo, anche nella disposizione dei tasti laterali, che penalizzano i giocatori dotati di mani un po’ più piccole della media, o che preferiscono impugnare il mouse dalla punta e non nella sua interezza (come gli adepti della clawgrip), costringendo invece ad appoggiare tutto il palmo per raggiungere comodamente il tasto riservato al pollice.




Conclusioni

Il debutto di Creative nelle periferiche da gaming (e nello specifico, nell’affollato mondo dei mouse) può dirsi certamente riuscito, seppur con qualche riserva, che per alcuni possono essere lievi o impercettibili, per altri un filo più gravi.

Il Siege M04 è bello da vedere e fiammante, è composto da ottimi materiali che giustificano il prezzo non proprio abbordabile (79,98 €), e con i suoi giochi di luce interamente personalizzabili fa anche una splendida figura sulla scrivania, per non parlare dei 7 tasti rimappabili e i 3 (volendo anche 4) cicli DPI con cui regolare al volo la sensibilità e valorizzare il proprio gioco, gettandosi così nella mischia nel migliore dei modi.

Le uniche pecche le si registrano nella necessità di dover rimappare di volta in volta il mouse, passando da un gioco all’altro (nonostante grazie alla memoria interna sia possibile mantenere le impostazioni anche su un altro PC, senza passare per il software), e di un’ergonomia che non tiene conto, oltre che dei giocatori mancini, anche di quelli con mani un po’ più piccole della media o che adottano impugnature più particolari e scattanti, costringendo invece a dover appoggiare l’intero palmo. Dettagli di cui tener conto, non c’è dubbio, almeno per qualcuno; quisquilie per tutti gli altri, soprattutto al cospetto di un mouse di qualità così elevata.

Good

  • Gran bel design
  • Buona personalizzazione (LED e tasti)
  • Memoria interna permette di utilizzarlo ovunque senza bisogno del software

Bad

  • Un solo profilo per volta
  • Chi è sprovvisto di "manona" impiegherà un po' ad abituarcisi
8

Imperdibile

Traduttore e blogger freelance, adora (s)parlare di videogiochi e musica spaccatimpani tutto il dì. Quando può suona, gioca e legge, di tutto, anche le etichette degli shampoo. Terrore dei recensori e abbassatore di voti seriale, ha brillantemente sostituito le fatture ai suoi amati boss di Dark Souls, respingendo con caparbia ossessione e gioco di scudi qualsiasi backstab della vita sociale.

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