News 23 Mag 2024

Senua’s Saga: Hellblade II, la prova su Steam Deck

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Un potenziale enorme in una piccola console

Se possedete Steam Deck siamo certi che, pur consapevoli dei suoi limiti, dentro di voi risiede sempre la voglia di poter giocare in portabilità le ultime novità videoludiche, anche quelle con una grafica (a dir poco) stratosferica come quella di Senua’s Saga: Hellblade II.

Dopo la delusione di Forza Motorsport (che tuttora risulta incompatibile con Steam Deck) siamo stati davvero sorpresi nel constatare che nonostante non sia ancora indicato su Steam, il nuovo gioco di Ninja Theory riesca a girare sulla “PC/console/device portatile” di Valve.

Come gira, quindi, Senua’s Saga: Hellblade II su Steam Deck?

Beh, siamo qui proprio per raccontarvi la nostra esperienza, anche perché non si tratta sempre e solo di far sì che il gioco giri ad un frame-rate accettabile, ma va valutata l’esperienza e la fruibilità in portabilità, soprattutto in casi di giochi “particolari” come questo. Precisiamo che per quanto le due cose vadano in parallelo, non andremo a parlare del gioco sotto l’aspetto ludico, per quello potete far riferimento alla recensione del buon Pittanza, che trovate qui, e che senza dubbio vi aiuterà a valutarne meglio l’acquisto.

Durante le cutscene il livello di dettaglio sarà sempre “elevato”, per quel che si può, ovvio

Partiamo però dalla parte puramente tecnica, dicendo quanto sia già un mezzo miracolo che il gioco riesca a girare sull’handeld ibrida di Valve (noi lo abbiamo testato sulla versione da 512GB, non OLED, installando il gioco sulla memoria e non su Micro SD), quindi a differenza di altri titoli in cui si va a cercare il compromesso migliore tra prestazioni, grafica e durata della batteria, Hellblade II non lascerà molto spazio di manovra in tal senso. Qualche aspetto potremo limarlo a nostro piacimento, ma non pensate ad esempio di andare a ridurre il consumo energetico o il clock della GPU per migliorare l’autonomia.

Di fatto andremo principalmente a cambiare le impostazioni grafiche all’interno gioco e non nell’interfaccia di Steam Deck dedicata alle prestazioni. La cosa buona è che accanto alle singole impostazioni troveremo una spiegazione di cosa si va a fare attivando o disattivando l’opzione di turno, con tanto di sezione che in tempo reale reagisce alle nostre modifiche, mostrando FPS e altri parametri.
Questo vuol dire che anche chi non è solito andare a metter mano a questo genere di impostazioni, può farlo con un po’ più di consapevolezza. Tuttavia per riuscire a tarare il gioco al meglio nella fase iniziale, consigliamo sempre di attivare l’overlay di Steam Deck che monitora un po’ tutti i parametri.

I vari livelli di upscaling disponibili con l’FSR. Nella parte destra c’è una pratica sezione che spiega cosa si va a fare e in tempo reale vi mostra le prestazioni

Se la risoluzione va ovviamente lasciata a 1280×800, così come le impostazioni grafiche generali vanno per forza di cose impostate a livello “inferiore”, la parte su cui dovremo concentrarci e che farà la differenza, è quella dedicata all’upscaling. Potremo scegliere tra TSR, Intel XeSS ed AMD FSR: noi abbiamo scelto quest’ultima (avendo Steam Deck processore AMD), visto che permette a sua volta di scalare su 5 livelli tra Qualità a Prestazioni.
Grazie all’FSR si riescono ad ottenere dai 20 ai 35 FPS a seconda del livello di dettaglio grafico scelto, e della sezione di gioco in cui vi trovate; infatti, nelle sezioni un po’ più “affollate” il frame rate potrebbe scendere rendendo l’esperienza meno fluida. Proprio per questo noi nel corso della prova abbiamo alternato i settaggi FSR “prestazioni” e “ultra prestazioni”, in cui di rado siamo scesi sotto i 30 FPS, mantenendo comunque una buona fluidità di gioco.

Se ne hanno giovato nel complesso le animazioni e l’esperienza di gioco, la differenza a livello di definizione tra un settaggio e l’altro si nota eccome, soprattutto per quel che riguarda i volti di Senua e degli altri personaggi, molto sgranati, in fase di gameplay. Nelle cutscene il livello grafico migliora e permette di cogliere l’alto livello di espressività raggiunto da Ninja Theory.

Ma qui nascono le prime domande: ha senso giocare un titolo così prestante su una piattaforma che non permette di godere di tale magnificenza? Prima però di arrivare alle risposte, è bene valutare anche gli altri aspetti.

L’autonomia gioca un ruolo fondamentale in un’ottica di gaming portatile e, tolto il fatto che si possa attingere a battery pack/alimentatore, qui arriva la nota forse più dolente, in quanto siamo riusciti a giocare solo poco più di un’ora prima che la batteria ci abbandonasse, il tutto con un livello di luminosità settato ad un quarto del potenziale. Non che ci aspettassimo chissà cosa in termini di autonomia, ma di certo non è una performance “da portatile”. Attenzione però, ribadiamo che noi abbiamo la prima versione di Steam Deck, mentre la versione OLED offre una maggiore autonomia, crediamo quindi che si possa arrivare all’ora e mezza di gioco agevolmente in quel caso.

Settando a “Prestazioni Ultra” si sta stabilmente sopra i 30FPS, ma la grafica è particolarmente sgranata

Ciò che non crediamo potrete migliorare con l’ultimo modello è la presenza costante delle ventole, che andranno sempre al massimo per evitare che Steam Deck si surriscaldi più del dovuto. E questo aspetto anche, nell’esperienza generale non va molto a braccetto con lo spirito del gioco, in cui l’audio riveste un ruolo fondamentale. Tuttavia, se avete la possibilità di alzare l’audio di gioco oltre un certo livello, come al solito gli speaker di Steam Deck si comporteranno egregiamente, e la stereofonia non farà rimpiangere del tutto l’utilizzo di un paio di cuffie (che comunque raccomandiamo in questo caso), rendendo comunque sempre distinguibili le voci che affolleranno la mente di Senua.

Infine, qualche altro aspetto minore da tener presente. Per quel che riguarda il comfort di gioco, la possibilità di regolare la grandezza dei testi dei sottotitoli è una gran cosa, viste le dimensioni dello schermo. E non abbiamo avuto alcun problema di sorta nell’impartire i comandi a Senua, nemmeno nelle fasi di combattimento più concitate; l’ergonomia e la solidità di Steam Deck restano uno dei valori aggiunti della piattaforma, non facendo (quasi) mai rimpiangere un controller classico. Cosa che invece (visti i presupposti) perderà valore è, ahinoi, il Photo Mode, che già nel primo capitolo permetteva di immortalare scene ed ambientazioni uniche, ma che al livello grafico consentito di Steam Deck, raramente renderanno giustizia al gioco.

Settando “AA nativo”, la qualità migliora, ma i frame scendono facilmente sotto i 20 FPS

Dopo avervi raccontato come si comporta il gioco sotto tutti gli aspetti, è arrivato il momento in cui dovremmo dirvi se nel complesso ha senso o meno vivere questa (fantastica) esperienza su Steam Deck. Dentro di noi si insinuano voci contrastanti, un po’ come quelle che ossessionano la povera Senua.

Perché, se da un lato vediamo come un piccolo miracolo poter giocare in maniera fluida questo capolavoro (anche su Xbox il framerate è bloccato a 30 FPS, ndr), potendo tutto sommato vivere appieno l’avventura in (pseudo) mobilità; dall’altro, dopo aver visto cosa sia capace di offrire dal punto di vista tecnico Senua’s Saga Hellblade II, ci rendiamo conto che si perda più di qualcosa e che passi dall’essere un viaggio unico ed indimenticabile, all’essere una bella e piacevole avventura.

Perciò, se avete la possibilità di giocarlo su Xbox Series X o su un PC di buona fascia, armatevi di cuffie e godetevi il viaggio al pieno del suo potenziale. Ma se Steam Deck rappresenta la vostra piattaforma di gioco principale, allora siate felici di poter giocare anche voi a questo capolavoro.

Senua’s Saga Hellblade II, acquistabile in forma digitale a questo link, è disponibile su Xbox Game Pass. Le card valide per l’abbonamento le trovi sullo shop online di GameStop.

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