Rico

Rico – Anteprima Gamescom 2018

Colonia– Vi ricordate i vecchi Buddy Cop movies di un tempo? Quelli prodotti fra gli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, dove una coppia di poliziotti fuori dalle righe si ritrovava a combattere contro malavitosi improbabili in situazioni al limite del surreale. Film come Tango e Cash, Danko e Arma Letale hanno ispirato Ground Shatter, uno studio di sviluppo indipendente, a creare uno sparatutto che ricordasse quel periodo assumendone i toni e il feeling: così è nato Rico.

Il nuovo titolo edito da Rising Star Games è ideato infatti per due giocatori in cooperativa locale, seduti comodamente sul divano di casa o in viaggio grazie allo split screen di Nintendo Switch. Il suo nome lo prende proprio dalla legge Rico americana (esatto, quella citata nel film di Nolan, Il Cavaliere Oscuro), una scelta ponderata anche per dare immediatamente al giocatore un’idea di quello che si sta andando a giocare: due poliziotti, la criminalità organizzata, un solo vincitore.

Il mio contatto con Rico è iniziato nel booth di Rising Star Games, assieme a un altro giornalista venuto apposta per provare il nuovo titolo di Ground Shatter. Abbiamo potuto scegliere due poliziotti fra i 4 personaggi selezionabili prima di dedicarci a provare un livello dimostrativo.

Rico

Rico permette al giocatore di approcciarsi in diverso modo: seguendo il caso della campagna principale o una partita veloce con un caso generato automaticamente dal computer. Per praticità, i ragazzi di Ground Shatter hanno deciso di mostrarci quello che sa fare il loro generatore casuale di livelli, che dovrebbe creare proceduralmente una partita per due giocatori con obiettivi ben precisi. Una volta impostata la difficoltà del nostro match, siamo pronti a partire per provare sulla nostra pelle cosa significa essere all’interno di un Buddy Cop movie.

Le meccaniche di Rico sono piuttosto semplici: abbiamo di fronte un edificio o una stanza, e per entrare dobbiamo sfondare la porta con un calcione o una scivolata potente. Aprendo la porta in ognuno dei due modi attiveremo una sorta di Bullet Time che rallenterà il tempo per qualche secondo, dandoci la possibilità di mirare con più precisione e conseguentemente di riempire di piombo tutti i nostri avversari presenti nella stanza. Dopo aver massacrato i malviventi, la stanza sarà pulita e potremo dedicarci a raccogliere munizioni, cercare medkit e nel nostro caso disinnescare alcune bombe piazzate casualmente in varie stanze. Come se non bastasse, le bombe hanno un timer: in caso non riuscissimo a trovarle (e disinnescarle) tutte in tempo, la partita finirà con un sonoro botto e un altrettanto sonoro e triste Game Over.

RICO
Chi dei due è l’arma letale?

Giocare a Rico assieme ad un amico è molto divertente, e ricorda vagamente un vecchio gioco di Ubisoft, XIII. Tuttavia c’è da dire che il comparto tecnico è piuttosto datato, pieno di texture a bassa risoluzione e spesso carenti. Visivamente le animazioni appaiono inoltre davvero legnose, mostrando personaggi che sono praticamente dei manichini semoventi. Il gioco comunque non è ancora pronto per l’uscita, e Ground Shatter ha tutto il tempo per dedicare a Rico la pulizia che si merita. Anche il comparto sonoro è un attimo da rivedere, con le voci degli avversari piuttosto limitate a qualche verso di dolore e qualche parola ripetuta all’infinito.

Rico è sviluppato da un team indipendente con tanta voglia di fare e molta passione. I ragazzi di Ground Shatter stanno mettendo anima e corpo nella creazione del loro nuovo sparatutto, e i primi risultati iniziano a vedersi: Rico è divertente, si fa giocare e apprezzare anche dai più novizi fra noi. In effetti è un titolo progettato per essere semplice da comprendere e in grado di regalare partite brevi e intense assieme ad un amico, seduti comodamente sul divano di casa. Insomma, voglio dare fiducia a questo studio indipendente, perché hanno mostrato davvero passione per il loro lavoro, regalandomi qualche minuto di azione ignorante fra gli infiniti appuntamenti della Gamescom.