Razer Stream Controller X – Recensione

Nell’era dello streaming, di Twitch e della creazione di contenuti alla portata di tutti, device come il Razer Stream Controller X sono all’ordine del giorno; si tratta di quell’oggetto che non può assolutamente mancare nella camera/studio di ogni streamer che si rispetti.

Tuttavia, ci sarebbero da fare un paio di precisazioni a riguardo. La prima, è che non si tratta di un accessorio dedicato esclusivamente allo streaming ed agli streamer, anzi, soprattutto nel caso di questo prodotto, le sue funzionalità si estendono a qualsiasi azione/applicazione siate abituati ad usare sul vostro PC (o Mac). La seconda, è che nonostante si somiglino molto tra loro nell’aspetto questi device, a conti fatti non sono tutti uguali: e quello di Razer ne è la prova.

Prima però di addentrarci nel vivo della nostra recensione, iniziamo ad esaminarlo dall’esterno.


Packaging e prime impressioni

Stipato saldamente nella riconoscibile confezione Razer, lo Stream Controller X dà sin dal primo tocco la sensazione di avere tra le mani un oggetto “premium”: vuoi per la cura con cui sono posizionati nella confezione i vari elementi (controller, base, cavo usb), vuoi per l’immancabile set di “lettera di presentazione” + adesivi Razer.
Ma è quando si inizia ad osservare più da vicino che ci si rende conto di come, anche in un accessorio “standard” come questo, la cura dei dettagli faccia la differenza. Il faceplate è attaccato magneticamente, si può quindi staccare per personalizzarlo o (magari in futuro) per sostituirlo con un faceplate speciale/brandizzato. Il controller stesso ha dei piedini di gomma perché può essere utilizzato anche senza la base, quindi più o meno parallelo e alla stessa altezza della tastiera. I 15 pulsanti (ognuno dotato di un micro schermo LCD) richiedono una lieve pressione per essere azionati, ma allo stesso tempo offrono una sensazione di solidità e precisione. Il cavo non è in tessuto ma in una plastica ruvida che lo rende flessible ma anche resistente, e infine c’è la base, a cui si attacca sempre magneticamente il controller e che “nasconde” sul fondo quello che potrebbe sembrare banale, ma che è il maggiore plus di Stream Controller X, la base “adesiva”.

Ebbene sì, coperto da una pellicola di plastica c’è uno strato che è sì adesivo, ma non in maniera permanente, quindi una volta posizionato potremo (applicando la giusta forza) rimuoverlo e posizionarlo altrove. Il fatto è che una volta posizionato, il controller resterà saldo e nonostante le continue pressioni di tasti, da qualsiasi angolazione, non si muoverà di un millimetro! Si tratta di un plus, perché uno dei problemi comuni di questi controller è proprio il fatto che se si preme con un pelo di forza in più il pulsante, la base si muove, con conseguente mancanza di precisione, etc.

Siamo di fronte quindi ad una dotazione sì essenziale, ma al contempo studiata e curata per offrire comfort, precisione e solidità.


Installazione, software ed utilizzi

Mettere in funzione Razer Stream Controller X è estremamente semplice: si collega il cavo USB, si installa il software Razer Synapse ed il gioco è fatto. Di default c’è già un preset standard con le icone e le funzionalità più comuni. Ma è solo perdendoci qualche ora e personalizzandolo secondo le proprie esigenze che offre il massimo e diventa uno strumento indispensabile per la parte streaming, e non solo quella.

Partiamo dal dire che Razer ha fatto una scelta nel momento in cui si è avventurata in questo settore, ovvero quella di affidarsi per la parte software ad un’azienda che sa già il fatto suo, ovvero Loupdeck: infatti per tutta la parte di gestione/customizzazione/etc dovrete installare e farlo dall’app dedicata. Un male? Un bene? Certo, l’ideale è sempre dover passare attraverso meno applicazioni possibili, ma la buona notizia è che qui abbiamo un tool che permette di fare davvero tutto con lo Stream Controller X e che supporta innumerevoli programmi di terze parti. Sul marketplace di Loupdeck troverete plugin per le suite Adobe, per Office, software di produzione musicale come Ableton e chi più ne ha più ne metta; ma anche pacchetti di icone personalizzate e profili preimpostati, il tutto (o quasi tutto) gratuitamente, infatti alcuni preset/profili sono a pagamento.

Una dotazione sì essenziale, ma al contempo studiata e curata per offrire comfort, precisione e solidità

Il software inizialmente non è particolarmente intuitivo, ma nulla che non si possa superare in autonomia dopo qualche tentativo: il nostro consiglio è quello di settarlo un po’ alla volta, in base ai vari campi di utilizzo, quindi streaming, PC, gaming, etc etc.

E  qui arriviamo ad un altro punto cruciale del Razer Stream Controller X: la sua versatilità. Infatti, a differenza di ciò che si può pensare, non solo è uno strumento indispensabile quando si fa streaming, ma lo si può appunto usare con altre applicazioni, o anche semplicemente per richiamare programmi o azioni, senza dover stare a navigare tra mouse e tastiera. Vi faccio un paio di esempi: su un tasto ho messo un cronometro che parte quando premo, si ferma se premo nuovamente e si azzera se tengo premuto, con il timer visibile direttamente sul display.  Simile a questo c’è  lo SpeedTest che vi permette in un attimo di vedere direttamente sullo schermo del device lo stato della vostra connessione. Altra cosa: ho dedicato un tasto alle emotes, e quando lo premo mi apre un menù sul PC per scegliere l’emote che voglio usare in una mail, o altre applicazioni che non offrono questa opzione.

Ma queste sono solo la punta dell’iceberg, perché attivando il Dynamic Mode, ad esempio quando apro Photoshop, le icone dello Stream Controller X passano automaticamente alle azioni di PS, ed io ho le funzioni che uso di più a portata di mano; così come sarebbe per un altro programma supportato. Ma banalmente possiamo dedicare un pulsante all’avvio di un’applicazione, o possiamo programmare una macro affinché con la pressione di un solo tasto, il vostro computer compia più di un’azione in automatico.

Per renderlo il vostro compagno di lavoro/entertainment inseparabile, dovrete spenderci qualche ora

Altra cosa che è sì utile per lo streaming, ma può esserlo anche in altri ambiti, potrete gestire l’audio sia in entrata che in uscita, quindi mutare un microfono, così come un’applicazione rispetto ad un’altra; ed utilizzando l’apposito plugin, potrà interfacciarsi ad esempio con la vostra scheda audio GO XLR (oltre che con il mixer di Razer).

Inoltre, per chi ha un sistema di luci LED controllato via software, come Razer Key Light Chroma, Philips Hue, etc, potrete gestirlo direttamente dal controller.

Insomma, di cose in cui lo Stream Controller X può aiutarvi, ce ne sono, come detto però, per renderlo il vostro compagno di lavoro/entertainment inseparabile, dovrete spenderci qualche ora per organizzare/ordinare le pagine e cartelle, in base a ciò che usate più spesso, o in base al vostro workflow. Una volta fatto, potrete godervelo e vi domanderete: ma come ho fatto finora senza?!


Pensato per lo Streaming

Eccoci giunti a quello che è il “core” di Razer Stream Controller X, parliamo dello streaming, il frangente in cui dà decisamente il meglio di sé. Che streammiate su Twitch, YouTube o altre piattaforme, la situazione non cambia, perché molto probabilmente passerete da un programma come OBS: ebbene in Loupdeck c’è un plugin dedicato ad OBS (così come uno per Streamlabs e soci).
Innanzitutto potrete dedicare una o più “pagine” sul device solo alla parte streaming, così da avere le azioni basilari, come possono essere l’avvio e la fine dello streaming (insieme alla scelta dei profili OBS) su una pagina, per poi da lì creare dei collegamenti ad altre pagine, dedicate ad altri aspetti dello streaming.

Quali? Ad esempio il cambio delle scene, la regolazione dell’audio / microfono (inclusa la possibilità di mutare le rispettive fonti con un tasto), potrete avviare una registrazione o fare uno screenshot, entrare nella modalità studio, etc. Ma potrete anche crearvi una pagina con i sound alert (che funzioneranno in qualsiasi momento, anche quando non siete live) o con i comandi della chat, così da rendere le vostre live più coinvolgenti, interattive e permettervi di fare con un click, azioni che altrimenti richiederebbero di mettere in pausa il gioco o comunque staccarvi dal contenuto. Altro plugin che non può mancare, è quello di Voicemod, grazie al quale potrete cambiare la vostra voce direttamente dallo Stream Controller X, in maniera pratica, veloce e soprattutto “sorprendente” per i vostri spettatori.

La forza di Razer Stream Controller sta proprio nella semplificazione di azioni che sono indispensabili per lo streaming

A proposito di loro, leggere la chat è d’obbligo e dopo un po’ di tempo ci si fa l’abitudine a farlo in “multitasking”, ma pensate se gli utenti vi fanno una domanda e la risposta è in un comando, perché mollare il pad ed andare a digitare sulla tastiera, quando vi bastano un paio di click per dare una risposta immediata? Ecco, la forza di Razer Stream Controller sta proprio nella semplificazione di azioni che sono indispensabili per lo streaming, ma che hanno una certa macchinosità, la quale può compromettere il pathos della live. E allo stesso tempo offre l’opportunità di sfruttare strumenti a cui prima nemmeno pensavate, per il semplice fatto che azionarli durante una live era davvero complicato.

Nel nostro utilizzo il Razer Controller X è sempre stato preciso nei comandi, anche grazie alla sua stabilità, e altrettanto responsivo, anche nelle fasi in cui l’abbiamo volutamente messo sotto stress cambiando scene, applicazioni e lanciando comandi e azioni a destra e sinistra. I pulsanti sono sempre ben visibili, a prescindere dall’angolazione ed il fatto di poter scegliere tra tantissime icone, lo rende particolarmente customizzabile. Certo, richiederà un po’ di tempo per settarlo per bene, ma si tratta di un lavoro che una volta fatto, va solo limato di tanto in tanto in base alle nuove esigenze o opportunità.


Conclusioni

Razer Stream Controller X subentra in un settore dove Elgato la fa sicuramente da padrona, ma lo fa offrendo un prodotto non solo completo e versatile, ma anche con qualche accorgimento che di fatto lo rende superiore, quantomeno a livello hardware.
Soluzioni come la base antiscivolo, il faceplate removibile e la stessa possibilità di utilizzarlo senza base per averlo più vicino alla tastiera, offrono una marcia in più. Ma anche la scelta di affidarsi a Loupdeck, seppur richieda un altro software da installare, permette di partire senza alcun gap da quel punto di vista.
Se pensate che questo device possa tornare utile solo ai content creator vi sbagliate, perché grazie ai tanti plugin disponibili, può essere usato anche nella produttività quotidiana del PC (o Mac) e con applicazioni più specifiche che vanno dalla suite Adobe, passando per Office ed arrivando a programmi come quelli per la produzione musicale.

Di fatto però sono proprio gli streamer a beneficiarne maggiormente, avendo un’innumerevole quantità di azioni a portata di click, che gli semplificheranno la vita ma soprattutto permetteranno loro di concentrarsi sul contenuto; anche aggiungendo quel qualcosa in più alle loro live.

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