Quantic Dream diventa uno studio indipendente

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Quantic Dream diventa uno studio indipendente

In occasione del suo 23esimo compleanno, lo studio dietro a Detroit ed Heavy Rain si è fatto un regalo

Quantic Dream diventa uno studio indipendente

Ci ha regalato esperienze profonde e indimenticabili con Heavy Rain (che potete prenotare per PC a questo link), una riflessione sul futuro e sulla coscienza delle macchine con Detroit: Become Human, ancora prima ha affondato le radici nel paranormale con Fahrenheit. Oggi Quantic Dream ha annunciato sul proprio blog di essere diventato uno studio totalmente indipendente – sia per quanto riguarda lo sviluppo sia la pubblicazione, dopo una lunga parentesi con Sony.

L’annuncio è arrivato come parte dei festeggiamenti per i ventitré anni dalla fondazione di Quantic Dreams, di cui i due CEO David Cage e Guillaume de Fondaumière hanno ricordato alcuni dei traguardi, senza dimenticarsi le prestigiose collaborazioni strette con artisti del calibro di David Bowie o Hans Zimmer.

“Ora, per la prima volta in 23 anni di lavoro con publisher prestigiosi, siamo nella posizione di auto pubblicarci. Questa nuova impresa ci permetterà di prendere decisioni in totale indipendenza e di cogliere le opportunità strategiche e tecnologiche delle piattaforme di nuova generazione. Ci consentirà anche di aiutare altri sviluppatori, fornendo loro supporto sul piano finanziario e su quello dello sviluppo, in modo che possano esprimere appieno il loro talento. Vogliamo supportare i creatori di progetti originali e aiutarli a realizzare la loro visione, sviluppando delle esperienze eccellenti.

Second Quantic Dream questa si tratta di una trasformazione volta a preservare la sua libertà e indipendenza, così da poter realizzare progetti sempre più innovativi e ambiziosi. Per lo studio di sviluppo francese non ci sono ancora progetti nell’immediato futuro ma non vediamo l’ora di sapere in cosa si imbarcherà, adesso che risponde solo a se stesso.


Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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