Nessun lieto fine per The Last of Us: Part II?

The Last of Us Part II

PS4
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9.8

Superbo

Nessun lieto fine per The Last of Us: Part II?

Il finale che non vorresti mai

Nessun lieto fine per The Last of Us: Part II?

Tutti ricorderete la reazione che Sony e Naughty Dog hanno scatenato con l’annuncio di The Last of Us: Part II alla scorsa PlayStation Experience: un vero e proprio fulmine a ciel sereno, rumoreggiato talmente a lungo da averne fatto perdere le speranze e invece pronto a sorprendere ed esaltare i fan con un trailer davvero da brividi, che vi riproponiamo in calce alla notizia nell’improbabile caso ve lo foste perso. Vista l’attesa attorno a questa esclusiva, è normale considerare oro puro ogni novità a riguardo ma questa volta Neil Druckmann potrebbe essere entrato a gamba tesa sulle aspettative dei fan: durante una recente intervista con un quotidiano israeliano, lo scrittore ha rivelato qualcosa in più sulla trama, ribadendo che la storia di The Last of Us: Part II sarà un cerchio di violenza e odio, in contrasto con la speranza e l’amore emerse durante il primo capitolo – Joel, cinico e distrutto dalla perdita della figlia, incontra in un mondo precipitato nella disperazione la giovane Ellie, che gli restituisce una ragione per continuare a vivere.

Soffermandosi sul finale, Druckmann ha detto che proprio per le ragioni di cui sopra The Last of Us: Part II non necessita di un “lieto fine” come invece è stato per il primo, che comunque portava con sé una felicità un po’ amara considerate le conseguenze della decisione di Joel. Se pensiamo però alla tristezza e la delusione dei fan verso quella prima conclusione, e accettando il fatto che la storia ci metterà di fronte a situazioni molto probabilmente pesanti, cosa comporterà davvero il bad ending suggerito da Druckmann? Riuscirà il pubblico a sopportare la decisione del team di sviluppo? Come abbiamo scritto all’inizio, ogni notizia su questo gioco è oro ma non possiamo negare l’attesa sofferente alla quale ci sottopongono ogni volta, soprattutto considerando che non ci sono certezze su una futura data di uscita.


Fonte

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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