Life is Strange 2: Episodio 4 “Faith” – Peccati e peccatori

L'oppio dei popoli

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Life is Strange 2: Episodio 4 “Faith” – Peccati e peccatori

Sean e Daniel Diaz sono obbligati a scappare di casa dopo un tragico incidente. Per paura della polizia e del nuovo potere telecinetico di Daniel, i fratelli vanno verso il Messico. Ogni fermata del loro viaggio sarà piena di nuovi amici e sfide in Life is Strange 2.

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Life is Strange 2 sta avendo un percorso piuttosto particolare, di cui vi ho parlato nella recensione dello scorso episodio. La pubblicazione dilatata fatica ad accontentare tutti, soprattutto ad un anno di distanza ormai dal rilascio del primo episodio. Un anno passa velocemente, ma parliamo pur sempre di un lasso di tempo notevole. L’avventura di Sean e Daniel fatica a trovare momentum, continuando un percorso narrativo cocciutamente altalenante anche in questo quarto episodio. Ormai siamo agli sgoccioli, con l’ultimo episodio che arriverà il prossimo dicembre. Facciamo quindi un passo indietro per capire dove siamo.

Dopo il tragico incidente del primo episodio, i due fratelli Diaz si sono imbarcati in un viaggio, una fuga dalla legge per trovare salvezza in Messico. La casa familiare di Puerto Lobos viene vista come l’unica salvezza possibile nell’aspra America rappresentata dagli sviluppatori, che trova il suo apice emotivo proprio nel terzo episodio. Lì, nell’incontro con Cassidy e Finn e tutta la banda di vagabondi, si racconta una ritrovata stabilità e i due modi che Sean e Daniel hanno trovato per “diventare grandi”.

Le virgolette sono dovute, perché in realtà l’episodio culmina con un conflitto: Daniel è irrequieto e fatica a trovare una sua dimensione nella fuga da casa e nella perdita della sua innocenza. L’incidente visto alla fine di quell’episodio dà il via a questa quarta parentesi della storia di Life is Strange 2. Sean è ferito, colpito dall’esplosione del potere di Daniel, e quest’ultimo è scomparso. Lontano dal fratello minore e braccato dai federali, Sean si trova in una situazione piuttosto difficile.

Life is Strange 2 episodio 4 recensione

Inizia così il racconto di ricerca di Sean, che oltre a seguire le tracce del fratellino disperso si ritroverà in una ricerca metaforica. Il quarto episodio di Life is Strange 2 parla di famiglia ma anche di perdono, di quello più comunemente associato ad una forma religiosa. Un perdono “cattolico” è forse più semplice da mettere in atto rispetto a quello umano.

Senza l’aiuto della fede ci si ritrova a fare i conti con i sentimenti umani, con la rabbia e il dolore raccolti nel tempo. Durante il suo viaggio Sean incontrerà un personaggio familiare, mettendo in scena uno dei migliori momenti di tutto l’episodio. Bellissimi i dialoghi, così come il messaggio che vuole essere trasmesso. Le scelte qui sono sfumate e ambigue, perché la parola umana è interpretazione, e le motivazioni sono incomprensione.

Life is Strange 2: Episodio 4 “Faith” manca di focus e direzione

Life is Strange 2 “Faith” parla anche della fede, quella vera, ma soprattutto del fanatismo religioso di un’America rurale e ignorante, marcia e priva di umanità. Ritorna prepotente il dialogo sul razzismo, tema caldo anche negli Stati Uniti. Le discriminazioni razziali verso Sean, messicano che calpesta la terra dei bianchi, sono rappresentate in questo episodio in modo un po’ forzato.

La sensazione giocando questo episodio è che Dontnod abbia un po’ sbagliato i tempi e il ritmo del racconto, e non solo in questo caso. Life is Strange 2 continua una parabola altalenante, tra tedio e noia e momenti di grande emozione. La narrazione episodica non sta funzionando, almeno secondo il mio punto di vista: probabilmente la storia di Sean e Daniel verrà vissuta al meglio da chi la giocherà tutta d’un fiato una volta conclusa.

Conclusioni

Life is Strange 2: Episodio 4 “Faith” manca di focus, direzione e racconta uno Sean solitario in balia degli eventi, tra fanatismo religioso, famiglia e razzismo. Molti dei temi trattati mi sono sembrati privi di anima e più come una serie di scene collegate tra loro, quasi a voler meccanicamente ricreare una sensazione di empatia per quanto vissuto dai suoi protagonisti.

Il momento più bello di questo episodio è la parentesi familiare, che viene raccontata con dolcezza, sensibilità e grande umanità attraverso splendidi dialoghi. Questa quarta parte di Life is Strange 2 appare come un mezzo passo falso, che fa un po’ temere per il modo in cui Dontnod deciderà di chiudere il racconto. Qualche mese ci separa ormai dall’episodio 5, dove tireremo finalmente le somme su questo controverso progetto.

Good

  • Emotivo e ben scritto nel raccontare i drammi familiari
  • Coraggioso nelle tematiche affrontate

Bad

  • Al 4° episodio, la narrazione appare priva di focus e di una direzione precisa
  • Il rilascio episodico non si sposa col racconto
Mi piacciono i videogiochi e mi piace scrivere, perché non unire le due cose? So anche imitare Topolino e Joe Bastianich, ma non mi pagano per farlo.

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