Kingdom Hearts 3 Re:Mind – Recensione

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Kingdom Hearts III
Kingdom Hearts 3 Re:Mind – Recensione

Kingdom Hearts III vede il ritorno di Sora come protagonista affiancato dai suoi fedeli amici: Paperino, Pippo, Topolino e Riku alla ricerca dei sette guardiani della luce e della "chiave che restituisce i cuori". Xehanort vuole dare vita a una seconda Guerra del Keyblade, quindi i giocatori devono a tutti costi sventare quest'ultima minaccia e intraprendere un fantastico viaggio che li porta a incrociare il loro destino con i personaggi Disney e non solo. Il mondo ha bisogno di eroi!

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Circa dopo un anno dalla pubblicazione originale, Kingdom Hearts 3 Re:Mind arriva ed espande la narrazione originale con un pezzo mancante, un importante tassello che si prefigge il compito di arricchire e spiegare lo scontro finale con Xehanort nel Cimitero dei Keyblade, il fato di Kairi e cosa riserva il futuro per il nostro protagonista: Sora.

Re:Mind arriva sul mercato non senza polemiche: il prezzo a cui viene venduto (30 euro per la versione senza concerto) è stato giudicato da molti come eccessivo, in relazione ai contenuti che Square Enix propone al suo interno. Di quali contenuti parliamo, in primis? Uno scenario interamente ambientato durante le vicende avvenute nel Cimitero dei Keyblade, un Secret Episode e un Limit Cut Episode, insieme ad alcune chicche extra che vanno ad inserirsi più come contorno che come reale contenuto.

Giudicare Re:Mind in modo oggettivo diventa piuttosto difficile, un po’ come fu per il titolo originale un anno fa (date uno sguardo alla mia recensione, se volete arrabbiarvi con me ndr). Fin dai primi minuti di gioco, veniamo gettati negli scontri che hanno coinvolto i nostri 7 guardiani della luce contro le 13 oscurità del temibile Maestro Xehanort, mostrandoci come Sora abbia plasmato una versione alternativa di quello scontro che nel titolo originale aveva purtroppo un destino già scritto e immutabile.

Kingdom Hearts 3 Re:Mind

Kingdom Hearts ci abitua ormai da anni a del forte e gustoso nonsense da anime giapponese ed è abbastanza chiaro che Kingdom Hearts 3 Re:Mind non può essere altrimenti. Eppure, in questo caso sembra funzionare meglio che nel gioco originale, rileggendo alcuni degli eventi chiave di quel finale un po’ strano dandogli nuovi significati e una più chiara visione d’insieme.

Le prime ore di Re:Mind hanno un sapore un po’ amaro: le sezioni di gioco ripetono pedissequamente (o quasi) gli scontri con l’Organizzazione XIII nel Cimitero dei Keyblade, inserendo nuove cutscene e permettendoci di giocare in altri panni oltre a quelli di Sora. Dove questo contenuto brilla è però nella seconda parte, dove introduce nuovi scontri ed elementi e spettacolarizza le vicende in modi artisticamente e visivamente incredibili. Lo scontro con Xehanort trova sua massima espressione e il ruolo di Kairi viene ulteriormente arricchito, spiegando ed espandendo su alcuni elementi che avevamo già visto nel finale originale.

Sarebbe un vero peccato perderselo

A livello “mitologico” quindi Kingdom Hearts 3 Re:Mind convince ed emoziona, lo fa alla grande e offre uno dei momenti emotivamente più belli dell’intera saga. A non convincere è il modo in cui questi contenuti si dipanano: la prima metà dello scenario Re:Mind è di fatto un riciclo di situazioni già viste, che può ed anzi, è molto probabile che infastidiranno molti giocatori. Quello che c’è dopo però è molto bello e sarebbe un vero peccato perderselo.

Come sarebbe un peccato perdersi il Limit Cut Episode che si sblocca dopo aver completato il nuovo scenario. Questo episodio speciale è ambientato dopo gli eventi del gioco e, oltre a dare alcuni indizi su dove potrebbe andare la serie in futuro, permette di affrontare le Data Battles dell’Organizzazione XIII, tredici boss fight davvero difficili che richiederanno abilità e tanta pazienza. Per i fan più dedicati e in cerca di una sfida, questo è sicuramente il contenuto più entusiasmante: ogni boss fight è differente, e sono richieste pianificazione e lettura dei movimenti nemici, ma la soddisfazione è incredibile.

Grazie ad alcuni accorgimenti di gameplay e alle nuove abilità di Sora, Kingdom Hearts 3 Re:Mind trova il suo picco espressivo in termini di giocabilità, soprattutto in questa sfida. Se avete la pazienza e la bravura, come il sottoscritto, di vincerle tutte (weird flex, but ok, ndr) avrete accesso al tanto discusso Secret Episode. Non è luogo per fare spoiler, ma è sicuramente un contenuto che farà discutere i fan per tanto, tanto tempo.

Conclusioni

Se Kingdom Hearts 3 Re:Mind fosse uscito due generazioni fa probabilmente lo avremmo chiamato “Final Mix”. Questa espansione offerta da Square Enix rende Kingdom Hearts 3 davvero completo, migliorando ed espandendone alcuni elementi. Lo fa in parte riciclando, ma anche proponendo cose nuove. Queste ultime sono quelle che spiccano di più e anche quelle che vi terranno occupati per il maggior numero di ore.

Lo scenario Re:Mind è da giocare, ma la vera ciliegina sulla torta sono il Limit Cut Episode e il Secret Episode, alcuni dei contenuti più divertenti ed entusiasmanti che la serie abbia mai visto. Se siete più social e creativi, poi, le modalità Foto-Saluto e Presentazione vi permetteranno di sbizzarrirvi con la fotografia, offrendovi una grande personalizzazione e la possibilità di creare dei veri e propri photoshoot in alcune delle location più iconiche della saga (incluse le Isole del Destino!). Il prezzo è alto, ma se siete in astinenza da Kingdom Hearts 3, il gioco vale sicuramente la candela. O il Keyblade, in questo caso.

Good

  • La seconda parte dello scenario Re:Mind è molto bella
  • Le boss fight con l'Organizzazione XIII sono difficili e divertenti
  • Il Secret Episode è uno dei contenuti più incredibili della serie

Bad

  • La prima parte dello scenario Re:Mind ricicla elementi già visti
  • Prezzo un po' alto
8

Imperdibile

Mi piacciono i videogiochi e mi piace scrivere, perché non unire le due cose? So anche imitare Topolino e Joe Bastianich, ma non mi pagano per farlo.

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