Assassin's Creed Valhalla

Assassin’s Creed Valhalla

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In Assassin’s Creed Valhalla si potranno risolvere alcuni conflitti con diplomazia

La lingua a volte può essere più tagliente ed efficace della spada

Assassin's Creed Valhalla

Perché menare le mani se grazie a un negoziato si possono evitare inutili sacrifici e magari ottenere un maggiore profitto? La pensa così anche Assassin’s Creed Valhalla, che consentirà di risolvere determinati conflitti utilizzando la diplomazia al posto del combattimento: lo ha rivelato il creative director del gioco, Ashraf Ismail, nel corso di un’intervista.

Caratterizzato di una mappa ancora più estesa rispetto a quella di Assassin’s Creed Odyssey, il gioco vanterà una struttura differente volta a valorizzare il nostro insediamento, nel quale le missioni vengono attivate attraverso notizie e comunicazioni che ci spingeranno poi a uscire per esplorare il mondo. Non tutto, però, dovrà necessariamente essere risolto con la violenza: a volte le parole possono avere un’influenza maggiore di una lama ben piazzata.

“Quando partite per una missione, per perseguire uno specifico obiettivo, entrate in contatto con la politica.” ha spiegato Ismail. “Venite coinvolti in un viaggio, ma vi forniamo delle opzioni. Dunque sì, talvolta ciò significa che magari potete negoziare per risolvere una questione.”

L’obiettivo in fondo è quello di mantenere la pace per preservare la sicurezza del nostro insediamento. Questo non significa che mancherann o le battaglie, anzi, ma Assassin’s Creed Valhalla punta a essere anche un gioco incentrato sulla politica e non solo sullo scontro di lame (celate o meno).

Assassin’s Creed Valhalla arriverà nel corso del 2020 su PC, PS4 e Xbox One. Confermate anche le versioni next gen, che però potrebbero andare “solo” a 30 FPSPotete dare un’occhiata a tutte le edizioni a questo link.

Dal 18 maggio hanno riaperto tutti i negozi GameStopZing: potete verificare le aperture nella vostra zona a questo indirizzo.

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Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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