Il remake di Resident Evil 4 sarebbe in sviluppo con l’approvazione di Shinji Mikami

Sul progetto ci sarebbe M-Two, lo stesso studio dietro il remake di Resident Evil 3

Il remake di Resident Evil 4 sarebbe in sviluppo con l’approvazione di Shinji Mikami

Siamo ancora in pieno periodo Resident Evil 3 ma già si guarda al futuro con nuovi remake: curiosamente non di Code: Veronica, come sarebbe logico auspicarsi seguendo la linea temporale dei titoli pubblicati da Capcom, bensì di Resident Evil 4.

Il gioco rivelazione della più che ventennale saga survival horror, quello che ha dettato nuovi standard non solo per i capitoli futuri ma anche per la gestione della telecamera in diverse altre produzioni esterne a Resident Evil, sarebbe in sviluppo presso M-Two, lo stesso studio che ha lavorato al remake di Resident Evil 3.

Si tratterebbe di indiscrezioni giunte da fonti vicine a Video Games Chronicles, che avrebbe sostanzialmente confermato le parole del famoso insider Dusk Golem secondo cui M-Two non svilupperà DLC per Resident Evil 3 poiché impegnato su un altro progetto. Addirittura beneficiando di alcuni consigli da parte di Shinij Mikami, director originale del gioco e ora al lavoro su GhostWire: Tokyo.

Nella nostra recensione abbiamo sottolineato come Resident Evil 3, nonostante sia soddisfacente sotto il profilo action, mostri il fianco a tante altre problematiche che gli hanno fatto fare un passo indietro al tanto amato remake di Resident Evil 2. Se queste voci risultassero vere, Capcom avrà fatto bene ad affidare un progetto tanto importante a un team secondario?

Soprattutto, considerato anche il recente porting per Switch e il fatto che Resident Evil 4 sia alla base di quelle meccaniche che hanno reso tanto apprezzati i remake di Resident Evil 2 e 3, è davvero necessario farne un remake? Quanto potrebbe trarne vantaggio rispetto ai precedessori?

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Fonte


Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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