Hideo Kojima ha invitato il mangaka Junji Itō a collaborare nello sviluppo di un horror

Dopo la collaborazione per P.T., un nuovo sodalizio all'orizzonte?

Hideo Kojima ha invitato il mangaka Junji Itō a collaborare nello sviluppo di un horror

Per gli appassionati di manga e in particolare degli horror, il nome Junji Itō è un faro nella notte: considerato uno fra i più importanti autori del genere, annovera diverse opere memorabili alla sua produzione tra cui Tomie (1987), Uzumaki (1998) e Gyo – Odore di morte (2001). In ambito videoludico lo si ricorda in particolare per la sua collaborazione con Hideo Kojima nella realizzazione di P.T. per PS4, la demo di quello che sarebbe dovuto essere il nuovo Silent Hill poi cancellato da Konami.

Nonostante la brusca interruzione del progetto, il game designer giapponese non ha abbandonato l’idea di lavorare fianco a fianco con Itō, anzi, a detta dello stesso mangaka sarebbe tornato a chiedergli di aiutarlo nella realizzazione di un suo prossimo videogioco, per l’appunto un horror.

Durante il Comic-Con 2020, infatti, avrebbe affermato: “Conosco Kojima e abbiamo parlato del fatto che potrebbe essere al lavoro su di un gioco horror. Mi ha invitato a lavorarci, ma per ora non posso darvi dettagli.”

Questo ovviamente non significa né che Itō abbia accettato né che una bozza del gioco esista davvero, non essendo emersa alcuna indiscrezione da parte di Kojima Productions. Voci di corridoio però vorrebbero che al prossimo State of Play di Sony siano presenti due grossi titoli: God of War 2 e Silent Hill, il cui reboot sembra davvero essere realtà.

Possiamo permetterci di sperare, dopo il sodalizio di Kojima con Sony per la pubblicazione di Death Stranding, arrivato nelle scorse settimane su PC? Difficile prendere una posizione precisa. Se nell’attesa volete accompagnare Sam nel suo lungo viaggio per riconnettere gli Stati Uniti, potete acquistare Death Stranding a questo link.

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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