GhostWire: Tokyo

GhostWire: Tokyo

PS5

Ghostwire: Tokyo, Shinji Mikami racconta il suo nuovo progetto

Per il game designer è il progetto più grosso cui abbia mai lavorato

GhostWire: Tokyo

Dopo essere stato presentato all’E3 2019, di Ghostwire: Tokyo non si è più saputo nulla nonostante l’entusiasta curiosità che ha generato. Stando però a Shinji Mikami, il progetto sembra essere di lungo corso, o almeno così possiamo intuire quando lo definisce il più lungo al quale abbia mai lavorato, in termini di tempi di sviluppo.

Intervistato da IGN, il game designer racconta qualcosa in più del gioco: anzitutto l’idea è venuta a Ikumi Nakamura, l’apprezzatissima designer che ha lavorato, tra gli altri, a Okami, Bayonetta e The Evil Within. A oggi Nakamura ha abbandonato lo studio, facendo persino dubitare della stabilità di Ghostwire: Tokyo, ma Mikami rassicura che i lavori stanno procedendo.

Inizialmente, il team ha messo un piccolo gruppo a lavorare sul progetto, cinque persone che ci hanno lavorato per i primi sei mesi. In seguito, il gruppo si è espanso a dieci persone che l’hanno portato avanti per alcuni anni prima di entrare in piena produzione.

Da qui possiamo capire che il gioco è stato in lavorazione per parecchio tempo, almeno per quanto riguarda la pre-produzione. Lo stesso Mikami ha detto che è “probabilmente il progetto a cui ho contribuito per la maggiore quantità di tempo”. Ghostwire: Tokyo non ha ancora una data di uscita e sarebbe dovuto essere tra i titoli della line-up di Bethesda per l’E3 2020, prima che venisse cancellato.

Essendo ormai nel periodo della fiera, se la difficile situazioni negli USA lo permetterà, potrebbe esserci ancora modo di vederlo in una presentazione a parte.


Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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