GDR, ovvero il gioco di ruolo cartaceo: cos’è e come iniziare!

A tu per tu con il GDR classico.

GDR cartaceo

Ah, il caro e vecchio gioco di ruolo cartaceo! Vivido, emotivo, coinvolgente. Ben prima dei videogiochi, quasi in simbiosi con i giochi di società (a questo proposito, avete visto gli sconti sui boardgame sullo shop di GameStopZing?), i nerd di tutto il mondo adoravano un modo decisamente unico di svagarsi e di passare pomeriggi e serate insieme, un divertimento nel quale non venivano coinvolti dispositivi elettronici ma solo matite, gomme e carta. Tanta carta. A cominciare da quella dei manuali. Sto parlando dei primi GDR, anzi del primissimo gioco di ruolo, che prende il nome di Dungeons & Dragons.

Ispirati un po’ dai wargame da tavolo e un po’ dalla letteratura fantasy di J.R.R. Tolkien, due uomini chiamati Gary Gygax e Dave Arneson crearono qualcosa di nuovo, che diede spazio all’immaginazione e riuscì a trascinare le generazioni dell’epoca in mondi popolati da draghi, orchi, briganti… Ma soprattutto da eroi.

Ma come funziona il gioco di ruolo cartaceo? E perché in un mondo oramai digitale, connesso e pieno di videogame con le più disparate ambientazioni è ancora in voga? Ve lo spiego subito.

Dungeons & Dragons, oltre ad essere il primo GDR, ha avuto l’incredibile pregio di mostrare al mondo le capacità incredibili della fantasia. Tutto questo nel 1974, quando il videogioco più coinvolgente disponibile era Pong di Atari.

GDR Dungeons & Dragons

La campagna della Tirannia dei Draghi regala momenti davvero incredibili. Sul serio.

GDR cartaceo: la libertà limitata solo dalla fantasia

Per partecipare basta compilare una scheda, scegliere la specie del proprio personaggio fra le varie disponibili (elfi, nani, uomini, ecc..) ed iniziare l’avventura affidandosi al Dungeon Master, un membro del gruppo che non deve interpretare nessun personaggio in particolare, ma l’intero mondo di gioco! Esatto, questa persona descriverà le ambientazioni, interpreterà i cattivi, darà vita ai mostri e via dicendo.

Si tratta di un compito difficile e complesso, che tuttavia quando svolto egregiamente riesce a regalare ai giocatori momenti di pura e semplice epicità. Occorre tempo, voglia e tanta (ma tanta) preparazione, ma i risultati sono incredibili. Vi capiterà di ricordare giocate di decine di anni fa, come se fossero ricordi vividi e reali. Incredibile, no?

Capite bene che creare da zero il proprio personaggio, dargli vita attraverso l’interpretazione, curarne i dettagli in una storia dai molteplici risvolti narrativi è qualcosa che persino i più moderni videogiochi non riescono a replicare (per quanto negli anni ci si stia provando con sempre maggiore accuratezza).

GDR Vampire the Masquerade

La quinta edizione di Vampiri: La Masquerade.

Ma è davvero tutto permesso? Si ha libertà totale in questi giochi di ruolo? Beh, sì e no.

Esistono i manuali con le regole che delimitano le possibilità e arricchiscono l’esperienza. Ma lo scopo dei rulebook non è quello di fornire indicazioni scolpite nella pietra, bensì di dare una traccia, un’idea, una direzione. Un po’ come il codice dei pirati. Chi decide davvero tutto è il Dungeon Master e il suo gruppo di amici. L’ambientazione fantasy può facilmente lasciare il passo a una futuristica se il gruppo lo richiede. Come sempre, è tutto a discrezione della fantasia dei giocatori. 

Comunque, tornando in tema: dopo l’incredibile successo della prima edizione di Dungeons & Dragons arrivarono altri giochi con altrettante ambientazioni. Oltre alle nuove edizioni di D&D, c’è posto per il Cyberpunk 2020 di Mike Pondsmith, passando per l’incredibile Vampiri: La Masquerade di White Wolf, fino ad arrivare ai più recenti manuali di Star Wars targati Fantasy Flight Games. Avete notato che molti di questi GDR cartacei hanno generato iconiche controparti videoludiche come Vampire: The Masquerade Bloodlines e Cyberpunk 2077? C’è spazio anche per il made in Italy, specie negli ultimi tempi: come non citare il tamarrissimo Brancalonia o il fuoriclasse dell’avventura, Broken Compass? 

Broken Compass

Il primo progetto Kickstarter di Broken Compass ottenne un successo clamoroso.

Come se non bastasse, di recente il GDR è tornato in auge di prepotenza (nuovamente) grazie a show come The Big Bang Theory, Stranger Things e agli attori Hollywoodiani che giocano assiduamente, come Deborah-Ann Woll, Sam Witwer e Joe Manganiello. Quest’ultimo, tra l’altro, ha anche scritto un libro incredibile sulla storia di D&D intitolato Art & Arcana (che vi consiglio di recuperare!).

Come iniziare?

Non vi serve molto, per iniziare a giocare. Chiunque ami il fantasy può già cimentarsi con le regole basilari della quinta edizione di Dungeons & Dragons, reperibili gratuitamente a questo link. Se invece volete puntare sulle ambientazioni più moderne, anche il nostrano Broken Compass mette a disposizione un set QuickStart gratuito con personaggi pregenerati, che potete trovare qui. Se invece ve la sentite di approfondire il tutto potete acquistare i manuali e iniziare a cercare altre persone interessate al gioco nella vostra cerchia di amici e amiche, cosa che vi consiglio caldamente di fare. Dopotutto è il modo più semplice e immediato per iniziare questa nuova esperienza. Potete anche dare un’occhiata a Twitch e YouTube per trovare contenuti basati proprio sui giochi di ruolo. Show internazionali, come Critical Role, sono diventati un fenomeno mondiale partendo da un tavolo e qualche amico per una partita a Dungeons & Dragons.

Quello che vi serve, comunque, sono dei dadi, dei fogli, matite, gomme e una stampante.

Se per quanto riguarda fogli, matite e una stampante si parla di cose più o meno reperibili facilmente per tutti, sui dadi ho sempre qualche riserva. Sì, perché i giochi di ruolo cartacei basano la loro parte aleatoria proprio sui dadi. E non dei dadi qualunque, nossignore. Dadi specifici. Ad esempio, Dungeons & Dragons utilizza il D20 System, che si basa sostanzialmente su un dado a venti facce (d20) coadiuvato da un dado da 12 (d12), due dadi da 10 (d10), un dado da 8 (d8), un classico dado da sei (d6) e il piramidale dado da quattro (d4). Questi dadi non sono comunissimi da trovare, ma sono facilmente reperibili sugli store online. Diverso il discorso per altri giochi più friendly per giocatori e master, come Broken Compass, che utilizza i più comuni dadi a sei facce; o per i giochi meno friendly, come Star Wars di FFG, che si basa su dadi custom davvero difficili da reperire. 

GDR Broken Compass

I bellissimi dadi a sei facce custom di Broken Compass.

Ad ogni modo, l’unica cosa che vi serve davvero per iniziare (superato lo scoglio dei dadi) è la voglia di mettersi in gioco e una buona dose di fantasia. Siate creativi, anche esagerati se serve! Date vita al vostro personaggio, recitatelo, sentitelo! Rispettate l’impegno del Dungeon Master e aiutatelo a creare una storia unica che farà divertire l’intero gruppo. Dopotutto questo è il fine ultimo di qualsiasi gioco di ruolo cartaceo: divertirsi insieme alla propria compagnia di amici e amiche.

Ma non c’è solo il divertimento, perché grazie a questo tipo di giochi è altamente possibile migliorare le proprie abilità nell’esprimersi, vedere crescere le proprie skill sociali e persino avere un’attitudine più improntata all’improvvisazione e al problem solving. Provare per credere!

Insomma, spero di avervi chiarito un po’ le idee sui giochi di ruolo cartacei, ma come sempre provare in prima persona è la cosa migliore. Iniziate dai QuickStart gratuiti e gettatevi dentro questo incredibile mondo. Non ve ne ne pentirete. Ah, e già che ci siete ditemi cosa ne pensate  sul nostro gruppo Facebook!

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Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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