FIFA 20: giocatore giapponese percorre 10mila chilometri per incontrare la sua squadra del cuore

FIFA 20

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7.5

Niente male

FIFA 20: giocatore giapponese percorre 10mila chilometri per incontrare la sua squadra del cuore

Un affetto che nemmeno le distanze possono fermare

FIFA 20: giocatore giapponese percorre 10mila chilometri per incontrare la sua squadra del cuore

Una storia curiosa e che sta facendo il giro del mondo, quella di Akito Aoiki: il ragazzo, appassionato di FIFA 20 e accanito giocatore da diversi anni, annoda circa nove anni fa per la prima volta il filo rosso che l’ha portato oggi a incontrare la sua squadra del cuore. Non parliamo però di una signora del calcio, come potrebbe essere il Manchester, il Real Madrid o qualunque altra “tripla A” possa venirvi in mente, bensì dello Stockport County – una squadra che ai tempi militava tra le divisioni professionistiche inglesi.

Questo le ha garantito una posizione all’interno del gioco di EA ed è stata scelta da Aoki nella modalità manageriale per farsi strada tra le divisioni inglesi fino alla vittoria della Premier. Qui è nato l’amore tra il giocatore giapponese e la squadra, nonostante questa nel tempo sia retrocessa a divisioni minori tanto da non essere più menzionata nel calcio reale come in quello virtuale, sparendo di fatto dal catalogo di FIFA.

Non è stato sufficiente perché Aoki abbandonasse la sua squadra al proprio destino, anzi: in una decisione che è balzata agli onori delle cronache, permettendoci di conoscerne tutti i retroscena, il ragazzo ha preso un volo e percorso quasi 10mila chilometri fino all’Inghilterra per incontrare i suoi idoli, che l’hanno accolto calorosamente. Ai microfoni della BBC, interessatasi alla vicenda, Aoki ha dichiarato:

“Amo i videogiochi e da quando ho visto lo Stockport County ho deciso di iniziare a supportarlo. Seguo questa squadra da ormai più di otto anni ed è la prima volta che vengo qui ad Edgeley Park. È stata un’esperienza molto divertente e resterò a Stockport per un’intera settimana.”

Insomma, un amore senza tempo e senza confini. Soprattutto, la testimonianza di come i videogiochi possano concorrere a far nascere i legami più curiosi e profondi.

Fonte


Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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