EVO Online cancellato a seguito delle accuse di abuso contro il presidente Cuellar

Sostituito dal co-fondatore Tony Cannon

EVO Online

Nelle ultime settimane il mondo del gaming è stato scosso da un’ondata di denunce per comportamenti abusivi rivolte a streamer, svillupatori, e in quest’ultimo caso proprio al presidente di un’organizzazione del calibro dell’EVO.

In risposta a tutte le accuse, le compagnie non sanno più da che parte girarsi per limitare i danni e punire come possono queste condotte. Il primo step è sempre il licenziamento o la sospensione della parte in causa, cosa successa anche nel caso del presidente dell’EVO Joey Cuellar, accusato da un utente di Twitter di comportamenti abusivi in un TwitLonger (potete leggerlo qui, ma siete avvisati che questo post contiene contenuti sensibili come abuso sessuale, omofobia, transfobia e razzismo).

La pronta sospensione del presidente non ha però fermato la risposta dei publisher partecipanti all’evento, che uno dopo l’altro hanno ritirato i propri giochi dall’EVO. Capcom ha ritirato Street Fighter V, NetherRealm Mortal Kombat 11 e Bandai Namco… beh, praticamente tutti gli altri.

Persino Mane 6 ha ritirato il suo Them’s Fightin’ Herds. Senza più giochi, l’EVO Online è stato ufficialmente cancellato e gli organizzatori risarciranno tutti coloro che hanno acquistato dei badge per l’evento. Nel frattempo Cuellar stesso (che è stato rimosso dall’incarico e sostituito dal co-fondatore Tony Cannon) ha espresso le sue scuse su Twitter, dichiarando di non aver mai avuto cattive intenzioni e di essere cambiato negli ultimi 20 anni, anche se ovviamente questo non cambia ciò che è successo.


Cresciuta con un fratello più grande di 7 anni, le console sono state il suo pane quotidiano fin dalla nascita. Dopo l'uscita della PlayStation si è buttata sui j-rpg, ma nel suo cuore rimane indelebile il ricordo del riccio supersonico targato Sega.

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